politically correct. “IL VOLO” RIMANDA AL MITTENTE L’INVITO DI TRUMP

Lo schiaffo del politicamente corretto.
Lo schiaffo del politicamente corretto

PISTOIA. Pensare e scrivere contro il coro, assumendosi le responsabilità di tale ardimento, è compito grato e non per tutti.

Noi siamo professionisti in tale campo, e denunciamo continuamente la dittatura del buonismo e del politcally correct.

Il manganello utilizzato dai “gendarmi del pensiero unico” picchia a destra e a manca, mandando all’ospedale stilisti, calciatori ed ex calciatori.

Il povero Di Canio si è trovato costretto e rimangiarsi le idee di una vita, riportate sulla sua pelle tramite un tatuaggio, perché ai signori della televisione scocciava moltissimo che un fascistoide facesse vedere la sua faccia in tivù.

Uccidere un fascista non è un reato, cantavano anni addietro, continuando con quest’insopportabile litania pure oggi, ad esempio, quando gli ultrasensibili della sinistra non si scompongono per la bomba fatta saltare a Firenze davanti a una libreria vicina a Casapound. Allo stesso modo, il fascista Di Canio può esser messo alla porta per dell’inchiostro su pelle.

Il Made in Italy, anche in questo settore, primeggia tristemente.

La coppia (gay) Dolce e Gabbana venne massacrata per aver sostenuto che esiste solo un tipo di famiglia che è quella naturale, e che un bambino ha diritto ad avere una madre e un padre. Assistemmo a un crescendo di violenza verbale per ogni dove, dai quotidiani stile Repubblica, ai social delle celebrità, come Elton John, che promossero la campagna di boicottaggio dei vestiti dei due stilisti.

E oggi, siccome le nuove generazioni partorite sono composte per lo più da depensanti, ci godiamo lo spettacolo tetro dei tre giovani e teneri cantori del Volo che rimandano al mittente l’invito del presidente Trump a cantare l’inno americano durante la cerimonia per il suo insediamento alla Casa Bianca.

Trump, il nuovo presidente degli USA politicamente scorretto.
Trump, il nuovo presidente degli Usa politicamente scorretto

Si giustificano pulendosi il latte che gli esce dalla bocca, dicendo che non approvano le posizioni populiste, xenofobe e razziste del tycoon recentemente eletto.

Tra le righe leggiamo poco coraggio e quindi tanta viltà, un’enorme quantità di viltà, poiché il discorso da loro fatto non regge in nessun modo lo si voglia guardare.

Sono dei professionisti o sono dei Fabio Fazio e Littizzetto qualsiasi? Il loro mestiere è cantare facendosi pagare o sparare giudizi moralistici su chi, molto generosamente, ti ha scelto per creare la cornice all’evento mondiale più importante dell’anno? Ecco perché siamo scettici, e non crediamo affatto che i tre giovanotti abbiano la minima idea di cosa significhi essere xenofobi e razzisti.

La verità è che hanno assistito agli eventi citati poco sopra e, ultimamente, alla flagellazione sulla social piazza di Stefano Gabbana, per essersi congratulato con Melania Trump per l’eleganza con cui indossava uno dei suoi abiti. Hanno assistito a tutto questo e se la sono fatta sotto, non avendo lo spessore caratteriale e culturale per mandare a quel paese gli eventuali (ma certi) cretini da tastiera che li avrebbero insultati.

il Volo
Politically correct: quando i bimbi sono saputelli

I cuor di leone mancano, ed eccoci qua, all’inizio di un nuovo anno pronti a festeggiare la vittoria super democratica del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Evento di cui, ideologia a parte, dovremmo tutti rallegrarci essendo un limpido esempio d’esercizio democratico.

Un mio nuovo amico, che non manca in fatto di baldanza e ironia, mi ha detto di essere fascista perché tutti in Italia si dicono antifascisti.

Oltre ad essere una battuta è un consiglio intriso di saggezza. E infatti lui ha i capelli per lo più grigi.

[Lorenzo Zuppini]

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