POLITICHE CULTURALI SINERGICHE E NON IN COMPETIZIONE

“Leggere la città” e “Dialoghi sull’uomo” solo fondendosi e coordinandosi possono aiutare la città a uscire dalla crisi che stiamo vivendo
Bartoli interviene sulla cultura
Bartoli interviene sulla cultura

PISTOIA. Dopo l’iniziativa che si è appena conclusa di Leggere la città, ritengo sia opportuna una riflessione di respiro sul tema delle politiche culturali nel Comune di Pistoia.

Non c’è dubbio che l’iniziativa che si è svolta è stata di alto livello culturale e che ha visto la partecipazione in qualità di relatori di grandi esponenti della cultura italiana, così come un certo movimento all’interno della città. Inoltre il tema scelto era davvero centrale, ed è stato sviluppato a tutto tondo avendo come punto di riferimento le complesse articolazioni e le continue trasformazioni delle città moderne e della nostra Pistoia in particolare.

D’altra parte, c’è da chiedersi se una iniziativa del genere, così come è stata concepita, abbia davvero senso oppure se non sia più opportuno costruire un’operazione che unisca molteplici sinergie a sostegno della iniziativa che già esiste da qualche anno, denominata Dialoghi sull’uomo.

Attenzione, qui non si tratta di prendere posizione per una o per un’altra iniziativa, non si tratta di essere a favore o contro qualcuno, di parteggiare per una istituzione o per un’altra oppure di riproporre la contrapposizione tra pubblico e privato: si tratta piuttosto di riflettere sulle politiche culturali che si devono realizzare.

Per spiegare il mio pensiero, vorrei muovere da alcuni aspetti. Anzitutto, è chiaro che ormai le città sono in competizione tra di loro. In secondo luogo, si deve tenere presente che le politiche culturali devono essere sempre più connesse a una visione di marketing territoriale, nel senso che si deve trattare di iniziative volte a promuovere il territorio fuori da se stesso, affinché persone provenienti da fuori vengano a Pistoia. E questo anche al fine di farne beneficiare le forze economiche e commerciali della città. Infine, proprio alla luce di queste considerazioni, ormai in città, esiste la più assoluta consapevolezza che sono necessarie 3 o 4 iniziative di fortissimo imbatto anche mediatico, ben distribuite durante l’anno.

Ebbene, è proprio sulla base di queste considerazioni che ritengo opportuno riflettere sui rapporti tra le iniziative Leggere la città e Dialoghi sull’uomo. Detto in altre parole, a me pare che mantenere entrambe le iniziative oltretutto nello stesso periodo dell’anno finisca per disperdere energie, inflazionare etc., con il risultato finale di indebolire entrambe.

Più opportuno invece unire le forze, investire su un unico evento e senza dubbio su quell’evento che già oggi gode di maggiore respiro nazionale come Dialoghi sull’uomo e che rende Pistoia ben visibile al di fuori dei suoi confini. Soltanto attraverso l’unione e facendo poche cose e fatte bene si può uscire dalla crisi che stiamo attraversando.

[*] – Ospite

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