polpette fatte in casa • 2. NON IMPORTA ESSERE VERGINI, L’ESSENZIALE È DICHIARARLO

Con questa storiella si conferma l’indirizzo del neo-democristianesimo della giunta aglianese, assicurato dall’assessore Ciottoli e dalla insipienza amministrativa dei leghisti della lista del Noci

Ornella Pellegrineschi con don Tofani durante un evento. Davvero è indipendente e libera da conflitti di interesse? [da Fb]

 

 

di ALESSANDRO ROMITI

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AGLIANA. Nell’Antico Testamento sta scritto: “sappiate che i vostri peccati vi raggiungeranno” e la determina 574/2020, firmata dalla dirigente comunale Domenica Morabito, sembra davvero peccaminosa.

Essa riporta un oggetto altisonante: misure urgenti a sostegno dei nuclei familiari per la solidarietà alimentare- emergenza epidemiologica in atto da virus covid-19 Determinazione 573/2020 pubblicazione allegato.

Il documento segue al nostro articolo , di un mese prima, dal titolo uncorrect “polpette-fatte-in-casa” e appare ridicola l’auto-assoluzione contenuta in determina: la Morabito, infatti, certifica con una dichiarazione autonoma una condizione  che riguarda la responsabile Pellegrineschi. Perché non l’ha fatto direttamente la dirigente del servizio ambientale, l’ornella stessa  che, applicata all’emergenza Covid, ha destinato 6mila € al parroco alle cui dipendenze presta servizio come corista capa?

La determina riporta almeno due chiare incongruenze: al punto 1, pubblica uno “schema della convenzione con l’Organismo Pastorale della Cei Caritas di Agliana” che non esiste in senso tassonomico quale entità del territorio aglianese: non esiste infatti una Caritas comunale, ma “Diocesana”.

Da Pistoia, ci spiegano infatti che la Caritas è una realtà diffusa e parrocchiale, essa è da intendersi presente in ogni parrocchia indistintamente, non avendo un riconoscimento locale ristretto a una sede comunale precisa. La citazione è allusiva: chi ha scritto la determina, intendeva – forse – dire che di “associazioni caritatevoli” (la Caritas appunto), ad Agliana, ce ne sta una sola: quella di don Paolo Tofani. Ma… non mentiva, sapendo di mentire?

Domenica Morabito ha restituito la verginità (dal conflitto d’interesse) alla compagna di parrocchia Pellegrineschi. L’ha fatto con determina dirigenziale.

L’altra incongruenza è la excusatio non petita riportata a chiare lettere, che rassicura tutti sulla piena indipendenza delle due: la Domenica Morabito e l’Ornella Pellegrineschi non sarebbero (c’era forse da usare il plurale, con il verbo “sono” e non il singolare “è”) in conflitto di interessi come  previsto ex Dpr 62/2013.

Lo dicono loro, ma a noi pare il contrario relativamente alla seconda direttora della corale tofaniana e adesso anche per la prima, che avrebbe almeno fatto una dichiarazione fasulla, mettendosi così nella condizione di “reggere il sacco”. Insomma tecnicamente un’ipotesi di “falso ideologico”.

Con questa storiella si conferma l’indirizzo del neo-democristianesimo della giunta aglianese, assicurato dall’assessore Ciottoli e dalla insipienza amministrativa dei leghisti della lista del Noci, che si lasciano condurre per mano dal neo-malcostume di destra, senza battere ciglio e addirittura chiudendo entrambi gli occhi.

La determina 574/2020

La seconda parte delle determina, chiaramente smentita dai fatti

Ce lo fanno vedere l’articolo 7 del Dpr e il Regolamento comunale che sono chiari, categorici e non equivocabili: il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi … di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni … ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente

Il coro parrocchiale, il circolo Don Milani e l’Associazione Portaperta non sono delle “associazioni anche non riconosciute”?

E la Rup Ornella Pellegrineschi – che segue don Tofani anche nelle gite fuori porta in Valdibrana e in Vaticano – non è forse la direttrice del coro ogni santa Domenica (non Morabito)?

Tutta la manfrina inserita in atti, non è una chiara conferma dell’esistenza di una relazione storica e consolidata con un potenziale conflitto di interesse della Pellegrineschi, che doveva astenersi, pur se nominata quale responsabile del procedimento ai sensi dell’articolo 5 comma 1 della legge 241/90?

La Pellegrineschi mentre dirige il coro parrocchiale. Fotomontaggio diabolico di noi, perversi giornalisti uncorrect, o ipotesi di falso ideologico in determina della Morabito e della Pellegrineschi che non si è astenuta?

Ora l’assessor si indignerà e aprirà un procedimento disciplinare o chiuderà anche lui l’altro occhio, su consiglio dell’amica Paola Aveta?

Insomma la Pellegrineschi, quando valuta, accerta, propone, cura e adotta i provvedimenti in favore della associazione del Tofani – presso il quale ogni domenica dirige il coro alla messa dei belli – è davvero libera da un chiaro conflitto di interesse?

Di questa frittata bruciacchiata la responsabile dell’anticorruzione del Comune non ha niente da osservare, rettificare o emendare a distanza di sette mesi dal provvedimento? Va tutto bene così per la signora Paola Aveta? E la O.i.v. Rossella Bonciolini che dovrà valutare il comportamento dei dirigenti tutti, che dirà alla fine?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


 

omnia vincit amor

TRAVOLTI DA UNA INSOLITA “FATINA”

NELLA SCIVOLOSA MELLETTA DI AGRÙMIA

 

E la luna bussò alle porte del buio | “Fammi entrare”, lui rispose di no | E la luna bussò dove c’era il silenzio…

Analisi dei comportamenti di Benesperi e Ciottoli guidati per mano da una segretaria generale che si è sostituita anche nelle decisioni riservate ai politici. Ma perché la dottoressa Aveta denuncia i dipendenti che sbagliano, ma solo quelli che decide lei a suo “libero” arbitrio? Come si spiega?

 


 

 

QUELLO che non digerisco nella sorridente signora Fatina dai capellini rosa è la dose iperglicemica di ipocrisia che ha inoculato sin da subito nella sua azione di appropriazione indebita e impossessamento anche delle funzioni politiche di un sindaco e di una giunta che definire da pena e commiserazione è un tracciarne scientificamente il vero Dna.

La signora Paola Aveta, giunta con tanta discrezione e in punta di piedini (magari con l’infradito), ha fatto – diceva un amico della Valdichiana – come il riccio al serpe, quando gli entra nella tana: a forza di rizzare gli aculei, il simpatico animaletto fa scappare l’angue, che, pur avendo la pelle a scaglie, sente comuque le pungenti punte ricciali.

Ha sbagliato, però, il verso – a mio modesto parere. Madonna Paola ha preso per discesa ciò che in realtà era una salita. Ha iniziato a minacciare i dipendenti consigliando loro caldamente di non parlare con noi di Linea Libera: che le stessimo sui coglioni era naturale, perché pensiamo e possiamo dare noia. Chiunque, infatti, vuole vivere una vita tranquilla (vedi anche procura di Pistoia) con un giornale che la verità la dice perché vuole dirla, ha sempre qualche piccolo problema…

La dottoressa Aveta si è mossa fra l’impreparazione dei due grand’huomini di punta (Ciottoli & Benesperi), la base ostile alla giunta del cambiamento (in peggio), il 100% dei dipendenti aglianesi divisi equamente fra catto & comunisti o tutti e due insieme (tranne qualche raro esemplare di estrema sinistra o anche, forse, extraparlamentare): pertanto credo – è una opinione: è un reato? – che la Fatina abbia optato per la “normalizzazione” della nuova giunta. Operazione che le è venuta perfettamente a mano, data la debolezza strutturale degli elementi in corsa.

La legge è davvero uguale per tutti, come leggiamo in tutte le aule dei tribunali? Noi non ne siamo convinti. E con noi neppure il popolo italiano

E lo ha fatto vedere perfettamente –su questo dovrebbe lavorare la procura di Coletta: non sulle ridicole stupidaggini ammassate per il maxiprocesso di TotòRiina-Bianchini/stalker di Lecceto – al momento in cui la Fatina, con una visione di incontestabile evidenza legalitaristica, ha denunciato alla guardia di finanza un dipendente del Comune di Agliana (a cui, peraltro aveva già minacciato di voler troncare le gambine e sappiamo tutti perché), ma si è sempre rifiutata di voler vedere, e fare il suo preciso dovere, sul versante dei dipendenti infedeli, casinisti, vagabondi e/o inciuciati, anche, in operazioni di chiara evidenza penale. Nei prossimi giorni, le spippolerò un nutrito rosario di omissioni & altro di provata, documentale evidenza. E vediamo cosa ne diranno Coletta & C. che lavorano… «per la gente comune».

È ovvio che, dinanzi a una Fatina-Segretario di questo genere, è difficile cavarsela: né Ciottoli (assolutamente non all’altezza) né Benesperi (pur laureato in giurisprudenza, ma incapace di sapersi muovere con destrezza nel casino di Agrùmia, dove le forze dominanti si tengono bordone da 75 anni anche con la complicità della Santa Romana Chiesa Cattolica Apostolica tofanian-comunistico-cheguevariana di Romero) ne sarebbero stati capaci. Omnia vincit Amor (Virgilio), l’amore travolge tutto – e loro hanno ceduto all’amore! Questo è avvenuto.

I giudici devono rendere al popolo i poteri che gli hanno usurpato. E i magistrati devono essere soggetti alla legge: non al di sopra e dominatori della legge stessa. La devono far finita di «interpretare» a capocchia. I cittadini sono stufi della “giustizia di sartoria” tagliata a misura e cucita per favorire qualcuno e sacrificare qualche altro

Ora la gentile Paola Aveta può unirsi, anche lei, come 17esima accusatrice della mia dirompente e pandemica – più del Covid – scorrettezza politica. S’accomodi e s’accodi: non turberà certo la mia serenità, saldamente ancorata al rigore morale che non si lascia intimidire nemmeno da un intero tribunale che amministra la giustizia a proprio insindacabile arbitrio.

Non cedo – e non cediamo, a Linea Libera – alla violenza del “branco di bulli giudiziari” che credono di poter arrestare la verità facendo arrestare per 104 giorni un uomo che, come me, scrive la verità e non le falsità di cui sono capaci la pubblica amministrazione e l’amministrazione della giustizia sempre strombazzata come «nel nome del popolo italiano».

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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