“POLVEROMETRO”, FORSE UN’ARMA PER LA PIANA

Comitati pronti a un lavoro in rete. E mentre i Comuni di Quarrata, Agliana e Montale sonnecchiano, Pistoia ha chiesto delucidazioni sull’analizzatore realizzato dal dottor Massimo Del Guasta
L'assemblea di venerdì alla Bcc Vignole
L’assemblea alla Bcc di Vignole

QUARRATA. Amministratori e politici (praticamente assenti) all’assemblea pubblica sulle “Polveri fini Pm 2,5” per la presentazione pubblica del cosidetto “polverometro”, ospitata nell’auditorium della Banca di Vignole-Montagna Pistoiese. Un analizzatore realizzato dal dottor Massimo Del Guasta, ricercatore dell’istituto nazionale di ottica (Ino) del Cnr (Centro nazionale ricerche) di Firenze che ha già destato grande attenzione.

Basti pensare che alcuni prototipi di questo strumento, ottimale per analizzare in tempo reale la provenienza di “picchi” e/o concentrazioni di particelle nell’aria, è stato già richiesto dal comitato Difendiamo la nostra salute di Prato Sud, che da alcuni mesi contesta l’esito negativo dei sondaggi effettuati dall’Arpat nei punti sensibili da essa individuati nell’area di Baciacavallo, e presto saranno installati a cura dello stesso Del Guasta.

Che sia forte l’attenzione attorno agli studi effettuati, alle modalità di rilevamento e alle normative di riferimento riguardo alle “polveri sottili” e agli inquinanti diffusi sul territorio, lo dimostra la presenza, venerdì sera, all’auditorium di Vignole, anche di alcuni rappresentanti dei comitati provenienti non solo da Montale (per quanto riguarda l’inceneritore), ma anche da Campi Bisenzio (per la questione dell’aeroporto) e da Pistoia per quanto concerne l’inquinamento dovuto allo spargimento di veleni nei vivai e di conseguenza nell’acqua.

Del Guasta mostra il funzionamento del polverometro
Del Guasta spiega il polverometro

Daniele Manetti, che ha promosso l’incontro avvalendosi della preziosa collaborazione del Centro Servizi Diving e dell’associazione Progetto Uomo Ambiente, ha ricordato di essere stato contattato dal vicesindaco di Pistoia, Daniela Belliti, per un incontro in programma nei prossimi giorni in cui sarà approfondita la questione del rischio chimico e dove saranno fornite delucidazioni ulteriori sulle caratteristiche tecniche, le possibilità e il metodo di utilizzo del nuovo analizzatore. Nessun contatto – almeno al momento – da parte delle amministrazioni comunali della piana.

“Rispetto agli strumenti sofisticati dell’Arpat che vanno ad effettuare misurazioni di legge prevedendo una media giornaliera e dove si perde il dettaglio dei picchi di concentrazione e la loro origine – ha dichiarato il dottor Massimo Del Guasta – con questo analizzatore (il cui costo di realizzazione si aggira attorno ai 100 euro) si è di fronte, è vero, ad uno strumento meno preciso, ma con un principio di funzionamento semplice ed efficace che permette di utilizzare tecnologie ottiche di uso comune come i sensori che rilevano la presenza di fumo, e di applicarle al monitoraggio ambientale.

“Il dispositivo low cost ha permesso di registrare emissioni potenzialmente dannose per la salute delle particelle di diametro inferiore a 2,5 micrometri (pm 2.5). Grazie al dispositivo maneggevole e pratico è poi possibile realizzare piccole reti ad hoc, collegate col Gps a un computer e quindi con dati accessibili subito. Inoltre l’analizzatore è in grado di essere autosufficiente dal punto di vista energetico e quindi può essere messo in qualsiasi posto in quanto l’energia se la produce da sé con celle fotovoltaiche”.

Nel corso dell’incontro sono stati forniti i dati riscontrati dall’analizzatore posizionato nel corso del 2014 a Montale in un territorio “caratterizzato da elevato inquinamento derivante dalla presenza dell’inceneritore e da altre attività antropiche”. I dati ottenuti non si sono discostati di molto rispetto alla media registrata dalla fonte ufficiale di Arpat, ma rispetto ad essa ha evidenziato la presenza di alcuni picchi che si ripetevano in maniera costante.

Del Guasta, Manetti e Orsani
Del Guasta, Manetti e Orsani

Tra gli interventi, significativo quanto detto da Gabriele Pratesi, ex consigliere comunale a Quarrata, compagno di Del Guasta al corso di laurea: “Lo strumento di Massimo funziona ma non è omologato ai termini di legge. Tuttavia può servire per fare una pressione forte sul territorio al di là di quello che può ottenere. Se si aspetta che venga adottato dalle amministrazioni comunali della Piana si può anche andare al mare…”.

Per il comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale è invece intervenuto Alessandro Romiti che ha ricordato, tra l’altro, la firma, da parte dell’Asl e dell’Arpat, di un documento “spentosi come una candela” .

“Nei prossimi giorni – ha dichiarato Daniele Manetti – dopo le considerazioni tecniche, scientifiche, di salute e soprattutto pratiche espresse nell’assemblea, abbiamo intenzione di passare a una fase di coordinamento con tutti i cittadini, i comitati, le associazioni interessate, per sperimentare sul territorio, eventualmente anche tramite un’autotassazione per l’acquisto dei materiali necessari a costruire altri dispositivi uguali al prototipo, queste nuove tecnologie. Gli ostacoli sono tanti, ma con chiarezza, trasparenza e partecipazione riusciremo ad andare avanti”.

All’assemblea ha preso parte anche Tina Gori e la psicologa Enrica Orsani (che ha parlato di collegamento tra uomo e natura). Si è così potuto parlare – anche grazie all’intervento di Vittorio Contini Bonacossi – di Biodistretto del Montalbano. A questo proposito l’assemblea è stata preceduta da un piccolo buffet a base di materie prime biologiche con le ricette di Fabio Lupoli, cuoco diplomato all’Istituto Professionale di Stato “Francesco Martini”, Scuola Alberghiera di Montecatini Terme, e pasticcere diplomato a Firenze, e della signora Irene.

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One thought on ““POLVEROMETRO”, FORSE UN’ARMA PER LA PIANA

  1. Ringrazio l’amico Dniele Manetti che insieme alla sign.Tina Gori hanno organizato una serata così importante, e ringrazio anche il dott. Del Guasta e la dott.Orsani per essere stati molto esaurienti nell’informazione.
    L’inquinamento atmosferico e terrestre hanno raggiunto, si potrebbe anche dire il limite massimo,perciò se vogliamo davvero bene ai nostri figli e nipoti si deve per forza tornare un pò indietro. Quindi caro Daniele: tu devi organizare una nuova assemblea per informarci come fare, Perchè se non rientriamo un pò nelle regole,non ci resta che trasferirci al piano di sopra….

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