PORTE APERTE AL FABRONI

L’iniziativa è promossa e organizzata dal Comune di Pistoia e dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Palazzo Fabroni
Palazzo Fabroni

PISTOIA. Domani, venerdì 12 dicembre dalle 17 alle 23 a Palazzo Fabroni di Pistoia (via Sant’Andrea, 18) si terrà l’iniziativa Porte aperte al Fabroni promossa e organizzata dal Comune di Pistoia e dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

In particolare, alle 18 approda a Pistoia il nuovo appuntamento degli incontri di ascolto promossi dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato con le realtà artistiche e culturali attive sul territorio toscano. Dopo l’intervento dell’assessore alla cultura del Comune di Pistoia Elena Becheri e l’introduzione della direttrice dei musei comunali di Pistoia Elena Testaferrata, il direttore del Centro Pecci Fabio Cavallucci incontra, insieme al consiglio direttivo, gli esponenti della cultura e delle istituzioni pistoiesi senza escludere il pubblico e gli operatori artistici e culturali.

L’iniziativa, costituisce un’opportunità per rafforzare il legame tra gli enti che si occupano dell’arte del nostro tempo e per valorizzare, attraverso progetti futuri, il patrimonio culturale toscano a livello nazionale e internazionale.

Coerente con il compito che gli è stato assegnato dalla Regione Toscana, e cioè quello di coordinatore a livello regionale per le attività contemporanee, il museo pratese intende proseguire il dialogo con le altre province non solo per ricevere suggerimenti e opinioni sul ruolo che deve avere all’esterno, ma anche su come sviluppare interessanti rapporti di collaborazione a livello artistico e culturale fra musei e istituzioni di città diverse ma legate da una particolare sensibilità verso la ricerca artistica, non trascurando anche tematiche che possano interessare larga parte della società.

Il rapporto fra il Centro Pecci e la città di Pistoia è un rapporto che già in passato ha registrato momenti di proficua collaborazione, basti pensare all’importante evento espositivo Continuità. Arte in Toscana 1945-2000 che nel 2003 ha coinvolto anche Palazzo Fabroni e la Fattoria di Celle in un progetto in cui sono state presentate numerose e significative opere di artisti nazionali e internazionali che hanno operato per oltre quarant’anni in Toscana.

Il Museo Pecci di Prato foto Angel Moya Garcia
Il Museo Pecci di Prato foto Angel Moya Garcia

Al termine dell’incontro, fino alle 23, nel salone al primo piano del Palazzo Fabroni è prevista la proiezione del film Un ritorno (2013) di Gianluca e Massimiliano De Serio, commissionato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e da Amaci – Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani (di cui fanno parte sia il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato che Palazzo Fabroni) – nell’ambito della prima edizione del progetto Museo chiama artista.

I gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio coniugano da diversi anni il loro percorso di artisti visivi con la carriera cinematografica, in una costante ricerca di equilibrio tra la fotografia e i propositi artistici.

Per la prima edizione del progetto, nato per sostenere attivamente il sistema del contemporaneo nel nostro Paese e curato da Ludovico Pratesi e Angela Tecce, è a loro che i direttori dei musei del circuito Amaci hanno scelto di commissionare questa nuova opera che per l’intero 2014 è circolata nei musei associati Amaci in tutta Italia.

Avvalendosi della collaborazione di Giuseppe Regaldo, ipnotista esperto in tecniche d’ipnosi rapide, la coppia di artisti diventa soggetto e oggetto di un esperimento di ipnosi simultanea: in questo stato dialogano e si filmano, intrecciando il discorso con i ricordi di infanzia fino al momento prenatale, in cui erano nel ventre materno, in un processo di regressione progressiva senza la mediazione del racconto.

Oltre a essere il primo esperimento del genere a oggi conosciuto, in cui due gemelli sono indotti in stato d’ipnosi simultanea, si tratta di un tentativo di dialogo sulla crisi che stanno attraversando, con l’obiettivo di raggiungere uno stato d’introspezione profonda. Un Ritorno cerca di portare a compimento il trasferimento della crisi da esterna (creativa) a interna (identitaria), attraverso uno sguardo incrociato puntato su quella zona normalmente invisibile che è l’inconscio.

Il film dei gemelli De Serio è accompagnato da un catalogo interamente dedicato al progetto Un Ritorno, edito da Libri Aparte, con testi di Maria Grazia Bellisario, Beatrice Merz, Angela Tecce e una conversazione tra Ludovico Pratesi e Gianluca e Massimiliano De Serio.

Sempre nella giornata di venerdì 12 dicembre, dalle 17 alle 23 sarà possibile visitare, all’interno della collezione permanente di arte moderna e contemporanea di Palazzo Fabroni, la sala dedicata a una selezione delle immagini con cui il fotografo Mario Carnicelli documentò la partecipazione alle esequie di Palmiro Togliatti nell’agosto del 1964.

Si tratta di cinquantasei fotografie acquisite dal Comune di Pistoia, come omaggio di Carnicelli alla sua terra d’elezione, al termine della mostra 25.8.1964. C’era Togliatti. Fotografie di Mario Carnicelli (2014), curata da Bärbel Reinhard e Marco Signorini a cinquant’anni dalla scomparsa del leader Pci. Esse rievocano l’ultimo saluto al Migliore con incredibile intensità e modernità di sguardo e ci portano in uno dei momenti più intensi del nostro passato che l’autore, sempre interessato all’uomo e alle sue relazioni sociali, analizza in modo antropologico, facendone il ritratto di un paese popolare ma non folkloristico, semmai poetico, mai sfigurato, senza l’esaltazione della tragedia.

Nel progressivo recupero di tutti gli spazi di Palazzo Fabroni a funzione museale, educativa e culturale, le fotografie di Mario Carnicelli vengono opportunamente selezionate ed esposte a rotazione.

[balloni – comune pt]

Scarica: Porte aperte al Fabroni

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