PRACCHIA, LA CHIESA E I CATTOLICI ADULTI

Una foto con i piatti di plastica nella chiesa di Pracchia
Piatti di plastica nella chiesa di Pracchia

PRACCHIA. L’episodio potrebbe anche apparire non degno di nota, specialmente per i non credenti, ma siamo certi che loro, i non credenti saranno i primi a restare disturbati.

Una domanda innanzitutto: andreste voi scalzi, sudici e puzzolenti in casa altrui? Oppure cerchereste di andare come il buon gusto e il buon garbo comanda?

Ciò detto arriviamo al punto. Pracchia, Chiesa (ripeto Chiesa) di San Lorenzo, sabato 18 agosto 2014, organizzato dal Comitato Parrocchiale di Pracchia, nell’ambito della manifestazione “Apericena sotto le stelle”, abbuffata in Chiesa – come si evince dalla foto – senza alcun rispetto per il Padrone di Casa.

Questa, se è la Chiesa del Concilio Ecumenico Vaticano II è anche la chiesa (minuscolo) degli ignoranti e degli irrispettosi. Quella cena che niente ha a che vedere con l’ultima di Cristo, non poteva essere svolta nei Giardini di Villa Landoz, di proprietà della Curia, o nel posto Gea di proprietà del Comune di Pistoia, o nei locali della Misericordia, o a Villa La Collina, o alla Stazione?

Proprio in un luogo di culto con i piatti di plastica sull’altare, andava fatta questa serata conviviale?

Qualche cattolico “adulto” potrà dire che queste sono baggianate, che il vero Credo non deve essere confuso con queste sciocchezze e simili banalità. Noi diciamo che il rispetto per il luogo, sia esso la scuola, i pubblici uffici e ancor più, per chi crede, una chiesa, è dovuto.

La Curia Pistoiese, anche se in vacatio, deve ricordare ai signori del comitato che una cosa è la Casa del Popolo o un Circolo Arci, un’altra è una chiesa.

Questa estrema mancanza di rispetto non è in questo caso addebitabile al Comune o alla Società Acqua Silva (quella dei tir che fanno imbestialire gli automobilisti lungo Le Piastre), sponsor della manifestazione di cui sopra, ma esclusivamente a certi “signori” che la loro casa – vogliamo sperarlo – la tengono linda e pulita e non come un letamaio.

Sì, è vero, i costumi cambiano, ma non è vero che si evolvono…

 

CULTO E CULTURA (DELLA ROZZEZZA)

 

la-locandina-di-la-grande-abbuffata-121832IL SESSANTOTTO fu davvero un gran macello e quello di cui stiamo parlando ne è una riprova provata. Con il dire, infatti che “ma il discorso è un altro”, di scalino in scalino si è discesa quella china che separa l’educazione (di cui non c’è niente da vergognarsi) con la rozzezza più acefala e bastarda che ci sia.

Il permissivismo di sinistra – un fenomeno che ha però fatto ascendere alle leve del potere tutti i sinistresi dell’epoca, oggi per lo più in ben calde pantofole (pensate, per esempio, a Moretti di Finmeccanica…) – ha generato questi mostri di comportamento: l’incesto non è solo quello di Edipo che va a letto con la madre Giocasta e genera figli. L’incesto è anche qui. E certa cultura di sinistra lo favorisce e lo tollera tutto.

Da laico ho personale ribrezzo per queste scene da Satyricon felliniano. Da laico sono rimasto esterrefatto quando una Signora Giudice ha fatto testimoniare nella sua aula un coso con dei rasta lungi fino al culo, ma soprattutto sudici e caccolosi come sono generalmente i rasta. La gentile Magistrata nulla ha detto perché – chissà? – avrebbe potuto fare la figura della… repressiva.

Apprezzo molto di più certi poveri ma onesti ex-comunisti dell’Ucraina o della ex-Unione Sovietica che mai e poi mai avrebbero il coraggio di presentarsi in tribunale o in un pubblico ufficio in quelle condizioni.

E apprezzo infinitamente una mia ex-allieva serba di Belgrado, Suzana, splendida signora, che, pur essendo stata invitata a darmi liberamente del tu una volta terminati gli studi universitari, mi ha sempre risposto con ferma gentilezza: «Stimatissimo, non posso… La mia educazione e quella della mia famiglia mi impongono di rispettare in lei un mio professore».

Sembra di sentire tanti bravi bambini maleducati di oggi che urlano «Ciao, maestra!» e, in séguito, «Ciao prof.!».

Evidentemente ogni popolo ha la sua ignoranza – oltre, ovviamente, ai suoi politici ladri!

e.b.

P.S. – Sembra che a Pracchia tutti siano ‘gonfi’, ma nessuno sappia dire quello che pensa davvero. Non se ne avessero a male…

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