prato. NOMINE PARTECIPATE: «IL SINDACO RISPETTI LA NORMATIVA»

Erica Mazzetti
Erica Mazzetti

PRATO. Il Comune di Prato è prossimo alle nomine mancanti nelle partecipate dello stesso, come appreso dalla stampa locale.

Fra le società partecipate più note, dall’insediamento amministrazione Biffoni ad oggi, sono state fatte quelle per So.Ri, Gida, Publiacqua, tutti dell’apparato della Sinistra scelti solo in base alla tessera politica senza un curriculum professionale, come indicato sia dalla legge Delrio che da successiva delibera del Consiglio comunale di Prato, ad oggi quelle mancanti sono Epp (dove verrà riconfermato Federico Mazzoni, già nominato da Sindaco Cenni, e l’Interporto della Toscana Centrale.

Per l’I.T.C. Il Comune di Prato, come da patto sindacale, deve nominare oltre al presidente un membro del Cda, che ormai paiono già identificati rispettivamente in Ivano Menchetti e Andrea Dominijanni, entrambi sono sia ben rappresentativi della nomenclatura di Sinistra, certamente da parcheggiare in qualche società para politica senza un curriculum professionale idoneo, e di sesso maschile.

Infatti la stessa legge prevede la rappresentanza di genere in almeno il 30% dei membri, ossia devono essere presenti nel Cda almeno 2 elementi su 5 di sesso femminile, cosa che non potrà avvenire se all’assemblea del 7 luglio verrà confermato dal Comune il Consigliere Andrea Dominijanni, in quanto gli altri soci azionisti già nella precedente riunione hanno deliberato per i propri rappresentanti nel Cda, e solo la Regione nominava una donna, pertanto adesso il Comune dovrà nominare un consigliere donna, questo almeno mi auspico.

Detto ciò segnalo al Sindaco Biffoni di rispettare la normativa per tutte le partecipate del Comune, sia già da lui nominate che in fase di nomina, altrimenti saremo costretti a far intervenire le istituzioni competenti nonché la Commissione di Controllo e Garanzia sia Comunale che Regionale.

Dalle ultime vicende, Giunta di Carmignano, nomine nelle partecipate, pare che la Sinistra locale adoperi le sue donne solamente per servire alle feste dell’Unità, vorrei vedere tutte le “femministe” di Sinistra, che rivendica i “diritti delle donne” dal 1968 ad oggi con il cosiddetto “popolo viola” ecc. se non si ribellano a questo regime maschilista post comunista, tipico del Pd… mi dispiace ma tutte le sue fantomatiche rivoluzioni a poco sono servite se non a regredire nella società.

Non sono mai stata appassionata di quote rosa, ma credo che oggi più che mai sono necessarie non tanto per una rappresentanza di genere a prescindere, che forse diventa ancor più discriminatoria, ma soprattutto per dare loro l’opportunità come al genere maschile di esprimere la propria professionalità e capacità pratiche ed intellettuali e poi la ci si gioca allo stesso pari.

Questo è il modo più indegno per commemorare i 70 anni dal suffragio universale!

Erica Mazzetti
Cord.Prov. Forza Italia

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