prato. STUDENTI IN MARCIA CON “LIBERA” CONTRO LA MAFIA

Il corteo è partito sotto la pioggia battente da piazza dell’Università e si è concluso in piazza del Comune. Il vicesindaco Faggi: «Non dobbiamo voltare la faccia di fronte all’illegalità, nessun luogo è immune»
La conclusione della marcia
Prato. La conclusione della marcia

PRATO. Sotto la pioggia battente 700 ragazzi delle scuole di Prato hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione Ponti di memoria, Luoghi d’impegno per la XXI edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno. L’iniziativa viene celebrata ogni 21 marzo dall’associazione Libera di Don Luigi Ciotti in una città principale, che quest’anno è Messina, e in tante altre piazze d’Italia.

La marcia degli studenti, organizzata con la partecipazione del Comune di Prato, è partita da piazza dell’Università per snodarsi in via  Magnolfi, via P. Cironi, Canto alle tre Gore, via Tintori, via G.Verdi, via G. Mazzini, piazza San Marco, viale Piave, piazza Santa Maria delle Carceri, via S. Bonaventura, piazza San Francesco, via Ricasoli per terminare in piazza del Comune dove sono stati letti i nomi delle vittime innocenti di mafia da Palazzo Pretorio.

Prato. La marcia per le vie della città
Prato. La marcia per le vie della città

“Abbiamo il dovere di ringraziare tutti coloro che hanno risposto senza esitazione all’appello di Libera – ha detto il vicesindaco Simone Faggi – e prima di tutti gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti delle scuole che anche in questa occasione hanno dimostrato la loro generosità, la disponibilità a impegnarsi e fare il massimo per dire no a chi uccide, a chi fa profitti sul traffico di droga, di rifiuti, di essere umani, a chi ferisce il nostro paesaggio, a chi approfitta della povertà e della disperazione per costruire un potere”.

Nel pomeriggio alla Biblioteca Lazzerini l’inaugurazione, organizzata dall’assessorato alla Cultura, della mostra La Mafia siamo noi dell’artista Gerardo Paoletti, curata da Claudio Giorgetti, che durerà fino a domenica 1° maggio: “Anche la mafia può diventare normale, banale – ha concluso Faggi – e dobbiamo sempre stare attenti, non voltare la faccia di fronte all’illegalità, e tenere presente che nessun luogo è immune, ma che possiamo essere più forti”.

[edr – comune prato]

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