premi & riconoscimenti. WITH LOVE: A FIRENZE A MORELLO MARCHESE DA NARDELLA E AD AGLIANA A LUCILLA DI RENZO DA BENESPERI

La padrona del gommone ha preso il premio come il Marchesino Eufemio, ma qualche aglianese un po’ scoglionato si è lamentato perché – ha scritto – «Avrà anche lottato e fatto sacrifici ma nelle foto la signora Di Renzo mi sembra leggermente abbronzata». Perché, in fondo in fondo, alcuni aglianesi non sono mica dei buoi mansueti o delle capre alla Vittorio Sgarbi!

I BEI PREMI, DICE EDWIGE,

VANNO SOLO A CHI DIRIGE:

A CHI POI LE RÉN SI SPEZZA

NON VA MANCO UNA CAREZZA


Lucilla Di Renzo, Pd, premiata da Luca Benesperi, sindaco di Agrumia

 

DIREI che in questi giorni La Nazione sta facendo un ottimo lavoro. Dall’Eva che coglie le pere, invece delle mele, nel giardino dell’Eden del San Jacopo (c’aveva forse le puppappéra? Il Nuti va distrutto perché è un sessista anche per quelle Donne con le gonne…); all’iniziativa del sindaco di Agliana, il dottor Benesperi, che premia, come donna di successo di Agrumia (anche questo è sessismo: mancano gli Lgbt e forse non solo.

L’Arcigay dovrebbe insorgere), la dottoressa Lucilla Di Renzo, quella che dirige l’ospedale di Pistoia, il gommone, l’ambiente dalle stanze strette dove però – ve le ricordate le tromboviolinate della signora Ponticelli – c’era la banda all’ingresso e si tenevano allegri i malati con concertoni live, una delle invenzioni della sanità di Paolo Morello Marchese, “condottiero di gran rinomanza”, che portava i suoi dirigenti al Ciocco non per far loro studiare il Pascoli di Myricae, ma perché «mangiàssino, bevéssino et si divertìssino» in uno stage di melletta (vedi Blimunda) e mota “pe’ boschi lucchesi perdendosi” e giocando a nascondini e cacce al tesoro.

Solo per questo avrebbe meritato l’arresto; per aver speso più di centomila euro dei toscani a cui, coi suoi ospedali a intensità di cura, la cura gliela faceva direttamente in curo. Ma andava tutto bene così. Loro potéveno perché èrino del Pd, caro GdF, no?

Morello gli infermieri non sa manco cosa sono, ’un l’ha ma’ visti. Lui parla co’ dirigenti: sarebbe come un superdirettore d’orchestra che ha, per orchestrali, solo dei supermaestri del Cherubini che magari sanno appena solfeggiare, ma che, dal punto di vista dell’obbedienza, sono assai meglio dei gesuiti di Bergoglio. Li ha scelti direttamente il nonno Mao del post-68, e hanno tutti la tessera del Pd, fritto misto di ex-Pci come Napolitano e ex-Dc come quella candida margheritina di prato di Mattarella.

Una vita tutta di sacrifici a favore del popolo

Ai dirigenti tutto – ormai lo sanno tutti – e agli infermieri, agli Oss e agli schiavi delle cooperative, magari anche rosse, un bel calcione: con affetto, i progressisti. Ma loro sono loro e gli altri non sono un cazzo, vero GdF?

È la legge del tarallo: a qualcun tocca piglàllo. Altri, i più affortunati, non solo hanno diretto a diritto, ma hanno avuto anche i DPI adatti, cioè mascherine per difesa e altro ancora. Infatti dirigenze e poltronate son dall’Usle destinate.

«A chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto», scrive Levi in Se questo è un uomo, parlando di cosa accade nel Lager – e con quello che succede nelle Asl, fra spie e licenziamenti di chi parla dicendo cosa pensa, siamo in pieno nazi-lagerismo rosso.

I dirigenti hanno e continuano ad avere, anche premi fuori dal loro ambiente. Morello ha preso il Fiorino da Nardella (magari gli avessero dato il Fiorino a quattro ruote per portare pacchi ai clienti!); la Lucilla è stata gratificata dall’amministrazione del cambiamento Benesperi. Cambiamento in peggio, par di capire.

La padrona del gommone ha preso il premio come il Marchesino Eufemio, ma qualche aglianese un po’ scoglionato si è lamentato perché – ha scritto – «Avrà anche lottato e fatto sacrifici ma nelle foto la signora Di Renzo mi sembra leggermente abbronzata». Perché, in fondo in fondo, alcuni aglianesi non sono mica dei buoi mansueti o delle capre alla Vittorio Sgarbi!

Il problema, che s’è aggiunto, è che sembra che l’amministrazione Lega-Fratelli abbia detto a qualcuno che la decisione di premiar la sciùra Luzìlla era già stata presa dallo scorso anno. E n’è sortito un puttanaio, perché chi l’aveva deciso, l’anno scorso? Non certo il signor Rino[ceronte] [nau]Fragai e neppure l’ultimo resto delle truppe di Giacomo Mangoni in ritirata.

L’articolo della Nazione del 5 luglio 2020

D’altronde, se leggete bene la Salvi sulla Nazione, la cosa è chiara: a decidere per la dottoressa Lucilla, sono stati proprio loro, quelli che volevano ribaltare il mondo e cancellare il Pd. Magari c’è da chiedersi perché. Hanno forse gettato un ponte di repubblica conciliare con il Pd, contro cui hanno lottato per decenni? Hanno fatto come Di Maio e i 5 Stelle che si sono accucciati ai piedini di Zingaretti?

E cosa stanno ravanando, Benesperi & C., in questi ultimi tempi? Non staranno mica lavorando per cercare di risolvere il nodo gordiano della questione Andrea Alessandro Nesti con un’operazione a inversione di marcia per pacificare l’agrumeto di Agrumia e venir fuori da beghe e grane che non piacciono punto alla segretaria Paola Aveta, donna di conciliazione che sembra giocare al Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ’o passato, simm’ ’e Napule, paisà?

Intanto vorrei pubblicamente ricordare, ancora una volta, a tutti, che le lettere anonime giunte in Comune all’inizio del giugno scorso, sono ancora trattenute in segreto da giunta e segretaria. Mi chiedo: come se ne servono? A qual fine?

Vogliamo o no domandarlo anche al dottor Tommaso Coletta? E i Carabinieri di Agliana che fanno, dormono? Non ne fanno debita relazione al loro colonnello che dovrebbe, solitamente, farne a sua volta relazione al prefetto? Ma, infine, a Pistoia il prefetto c’è…?

CONCLUDENDO

Lucilla Di Renzo

 

La dottoressa Lucilla Di Renzo (classe 1964) nel suo curriculum vitae, peraltro neppure aggiornato, ci fa vedere che si è laureata nel 1993 ed è entrata nella dirigenza medica il 20 agosto 1998 presso l’Usl 11 di Empoli.
Quale fosse la sua posizione lavorativa prima, non si riesce a capire bene. Lavorava in corsia, fra gli ammalati? Oppure era in un ufficio destinata al servizio prevenzione?
La sua attività, in seguito all’ascesa all’Olimpo, si evidenzia in corsi (diversi riguardanti il problema del tabagismo) di cui – salvo errori – 22 come docente e più del doppio come semplice partecipante: in che senso partecipante? Passivo come Conte della polemica-curriculum nelle università americane, all’inizio della sua straordinaria carriera? Mah…

Scarica il curriculum della dottoressa

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21 della Costituzione

Nazionali Esportazione Asl 3 con filtro

… la durezza di una pena sopportata si avverte soltanto quando ce ne siamo liberati e, stupefatti, si esclama: come ho fatto a tollerare un simile inferno? [O. Fallaci, Lettera a un bambino mai nato, p. 97]


 

 

 

 

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