“PREMIO NAZIONALE ANTONINO CAPONNETTO”, LA SESTA EDIZIONE

I vincitori sono Gregorio De Falco, Cesare Moreno e Angelo Corbo, tre uomini che, seppur in campi diversi, dimostrano la possibilità di creare un’Italia migliore. L’evento martedì 6 dicembre al Piccolo Teatro Bolognini e nella sala Maggiore del Comune
Gregorio De Falco
Gregorio De Falco

PISTOIA. Presentata stamattina, 22 novembre, la VI edizione del Premio Nazionale Antonino Caponnetto per la Cultura della Legalità dedicato alla memoria del giudice Antonino Caponnetto.

Presenti il presidente della Fondazione Un Raggio di Luce Onlus Paolo Carrara e il referente del Centro di Documentazione e di Progetto “Don Milani” di Pistoia Mauro Matteucci. Dario Meini, nipote del giudice e referente della Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze, non ce l’ha fatta a partecipare per motivi personali improvvisi.

Un giorno, quello del 6 dicembre, anniversario della morte del giudice, di incontri e dibattiti legati al Premio: si parte la mattina con gli studenti delle scuole superiori pistoiesi fino alla cerimonia ufficiale di premiazione che si terrà nel tardo pomeriggio nella Sala Comunale del Palazzo Comunale. Il Premio, organizzato dal 2011, è promosso dalla Fondazione Un Raggio di Luce Onlus, dal Centro di Documentazione e di Progetto “Don Milani” di Pistoia e dalla Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze con il patrocino della Città di Pistoia, della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana.

Angelo Corbo
Angelo Corbo

Ricordare la figura di Antonino Caponnetto, magistrato esemplare e uomo appassionato che dedicò gli ultimi dieci anni della sua vita a diffondere la cultura della legalità fra i ragazzi della scuole di tutta Italia, è un dovere civico e umano.

L’iniziativa intende inoltre testimoniare sostegno, gratitudine ed affetto a quegli italiani/e che hanno offerto una testimonianza d’impegno, coerenza e coraggio particolarmente significativa nel campo della legalità e dell’impegno sociale e civile.

Il Premio vuole promuovere la cultura della legalità, dando voce ai premiati che, come sempre, porteranno la loro testimonianza diretta nella nostra città. “I vincitori di questa edizione sono tre persone che in campi diversi sono di esempio per la nostra società e attraverso il loro impegno testimoniano in modo credibile che un’Italia migliore sia possibile” spiega Paolo Carrara, presidente della Fondazione Un Raggio di Luce Onlus.

Angelo Corbo, agente di scorta di Giovanni Falcone che, per un caso fortuito, il giorno dell’attentato fu sostituito da un collega, sopravvivendo così alla strage e che, in tutti questi anni, si è impegnato a diffondere i principi della legalità per cui Falcone e tanti altri hanno lottato a costo della vita. “Angelo per anni non ha parlato dell’accaduto, si è chiuso molto.

Solo da qualche anno ha cominciato a parlare di ciò che ha vissuto. L’importanza e il significato di un’iniziativa come il Premio Caponnetto dispiega la sua massima forza con lui. Ha bisogno di questo e tutti noi abbiamo bisogno della sua testimonianza” scrive Dario Meini, scusandosi per non aver potuto rendere personalmente omaggio e onore al vincitore.

Gregorio De Falco, che tutti gli italiani hanno imparato a conoscere, amare ed apprezzare la sera del disastro della Costa Concordia quando coordinò dalla Capitaneria di Livorno le operazioni di salvataggio e invitò con autorità il comandante Schettino a risalire a bordo. “Gregorio De Falco ci ha fatto vedere che un’altra Italia esiste. Un’Italia diversa da quella di Schettino, un Paese che fa il suo dovere anche se ad oggi ne sta scontando le conseguenze, nonostante la promozione” continua Paolo Carrara.

Cesare Moreno
Cesare Moreno

Cesare Moreno, educatore e presidente dell’Associazione “Maestri di strada” che da anni lavora sulla problematica della dispersione scolastica a Napoli e non solo, impegnandosi così a lottare contro la cultura camorristica.

“Caponnetto affermava che la mafia teme la scuola più della giustizia, l’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa. Queste poche parole riassumono perfettamente il pensiero del giudice a cui Cesare Moreno si ispira. Anche lui, come Caponnetto, ha a cuore l’educazione e l’istruzione dei giovani” afferma Mauro Matteucci, referente del Centro di Documentazione e di Progetto “Don Lorenzo Milani”.

L’appuntamento è quindi per martedì 6 dicembre alle ore 9.30 al Teatro Bolognini di Pistoia con gli studenti pistoiesi. I ragazzi avranno modo di ascoltare i vincitori del Premio 2016 sui temi di mafia, antimafia e legalità e potranno dialogare confrontandosi con loro. Presentatore della mattinata sarà il videoreporter di Fanpage.it Saverio Tommasi e parteciperanno anche lo scrittore e giornalista Paolo Borrometi e Dario Meini Caponnetto, responsabile Ufficio per l’analisi sulle zoomafie per la Fondazione Antonino Caponnetto nonché nipote del giudice Caponnetto.

In quest’occasione il teatro verrà utilizzato come strumento di denuncia e invito alla partecipazione tramite lo spettacolo “Femmine d’onore” di Gianfranco Rimondi messo in scena dalle Associazioni Rimacheride e Youkali di Bologna. La “piece” teatrale narra le storie di donne legate a quella “piovra” che generalmente viene chiamata “criminalità organizzata”.

Monologhi al femminile dove le protagoniste, dal nome ovviamente di fantasia, raccontano le loro storie tratte da testimonianze reali, in una sequenza di personaggi che testimoniano la complessità e fragilità della donna di mafia, combattuta tra legalità ed illegalità.

La giornata si concluderà nel pomeriggio del 6 dicembre alle 17:30 nella sala Maggiore del Palazzo Comunale dove i vincitori, alla presenza delle principali istituzioni pubbliche, riceveranno il Premio. “Antonino Caponnetto è un nostro concittadino: ha vissuto per oltre trent’anni a Pistoia dove è tutt’ora sepolto nel cimitero della Misericordia. È doveroso per noi ricordare la sua memoria e rendergli omaggio” conclude Paolo Carrara.

[marcelli – fondazione raggio di luce onlus]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento