«PRESIDENTE ROSSI, MA CI FACCIA IL PIACERE!»

Rossi e la sua sanità
Rossi e la sua sanità

PISTOIA. E così, cari concittadini, in sanità siamo arrivati alla frutta! A tal proposito, le dichiarazioni del governatore Rossi, pubblicate il 22/02/2015 sul Quotidiano Sanità, non lasciano spazio alla fantasia.

“Si dovrà ridurre il personale del comparto – ha testualmente scritto il Governatore della Regione Toscana –. Sarà possibile sostituire il gran numero di infermieri, che potranno andare in pensione, con un certo numero di giovani operatori socio sanitari preparati, pieni di voglia di fare e non ancora colpiti da quel fenomeno serio, come il burn out”.

Dalle sue crude parole si deduce che non ci sono infermieri giovani, preparati e pieni di voglia di fare. Come se la categoria infermieristica stesse tutto il santo giorno con le mani in mano! Le sue affermazioni non possono che lasciarci allibite, incredule e sconcertate. Rossi si spinge anche a citare la sindrome del burn-out, che lui certamente non ha rischiato al contrario di noi sanitari che la sperimentiamo quasi come fosse il prezzo da pagare per rispettare il nostro dovere sino in fondo. Noi che dobbiamo offrire sicurezza anche nel dubbio, noi che dobbiamo far finta di stare bene anche quando stiamo male, noi che dobbiamo saper parlare alla mente ed al cuore delle persone, noi che tutti i giorni sperimentiamo e ci confrontiamo con la morte!

Crediamo fortemente che i problemi non si arginano, ma si risolvono ascoltando e confrontandosi con i diretti interessati. Governatore Rossi, si è domandato perché l’entità di questo fenomeno è sempre in aumento in sanità? Sembra che fino ad oggi lei sia vissuto in un mondo ben diverso dalla realtà’… una realtà diventata insostenibile da tempo e che purtroppo si presenta ogni giorno davanti agli occhi di tutto il personale sanitario e di tutti gli utenti della sanità.

Non possiamo accettare che il Governatore della nostra Regione abbia intenzione di sostituire l’infermiere con l’Oss; sono due figure con profilo, preparazione, competenze e responsabilità diverse. È sicuro di conoscere quali sono le differenze tra infermieri e operatori socio-sanitari? Certo che no, altrimenti non sarebbe incorso in un’affermazione tanto imprudente quanto lesiva della dignità degli infermieri. Senza niente togliere ai colleghi Oss, naturalmente, anch’essi fondamentali, bravi e preparati, ma lei ha offeso una professione sminuendone il ruolo ed il proprio inestimabile valore.

Vogliamo ricordare che l’inizio del processo di demansionamento e poi di distruzione delle professioni sanitarie nasce da molto lontano, da quando le baronie politiche hanno sostituito le cosiddette baronie mediche nella gestione decisionale della sanità. Da allora tutto è stato possibile! Purtroppo chi decide in sanità sembrerebbe non aver mai avuto esperienze di sanità e nessuna conoscenza della sofferenza del malato. Non si può agire in sanità solo seguendo criteri economici. La sanità è ben altro, è un bene comune da mantenere e conservare al di sopra di tutto. La qualità della sanità è fatta dal gioco di squadra di tutti i professionisti, nessuna categoria esclusa! È la collaborazione tra questi soggetti a tenere unita la rete multidisciplinare.

Secondo lei, riducendo il numero di infermieri e medici salverà la Sanità Pubblica o la porterà ad un notevole peggioramento? Forse sono altre le figure da tagliare … e sicuramente nell’ area degli intoccabili della politica. E poi si rende conto che con le sue affermazioni ha tolto la speranza di un futuro a tutti coloro che hanno investito, anche con grandi sacrifici familiari, nella facoltà di infermieristica, che ha un percorso formativo universitario di 3 anni? Si abbia allora il coraggio di dire che l’Infermiere, per mancanza di risorse economiche, non potrà più svolgere la propria professione perché facilmente sostituibile da altre figure professionali!

D’altra parte si vocifera fra i corridoi che i medici pensionandi verranno sostituiti da giovani medici il cui livello retributivo sarà identico a quello degli infermieri e anche qui, forse, c’è una certa confusione fra mansioni e responsabilità che dovremo approfondire. Tutto ciò nell’ottica dell’affossamento della sanità pubblica che fornirà all’utenza risposte sempre meno qualificate, costringendo così i cittadini a ricorrere alle assicurazioni e alla sanità privata.

Attenzione cittadini: a noi stanno scippando le professioni, a voi il diritto alla salute, in nome di una spending review che non tocca la casta e gli interessi della politica.

Carla Breschi (Medico), Rachele Balza (Infermiera)
Consiglieri Comunali gruppo Pd

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3 thoughts on “«PRESIDENTE ROSSI, MA CI FACCIA IL PIACERE!»

  1. Concordo, come quasi sempre in ogni suo intervento con lei Dottoressa Breschi. Credo sia il momento per chi si è stufato di Renzi, Rossi, Bertinelli, Tuci ecc di staccare la spina e guardare altrove
    Con stima Emanuela

  2. Approvo anch’io, quanto riportato da Emanuela e dalla dott.sa Breschi: è l’ora di svegliarsi, di aprire gli occhi…. e staccarsi da questo cordone ombellicale che ci tiene sempre legati ad un colore politico ….. che non cura più i ns interessi.
    Aug!!

  3. Brava Carla!
    Una denuncia lucida e precisa. Ma, mi domando: possibile che in questo cavolo di P.D, tu debba essere l’unica ad avere il coraggio di increspare un pochino le acque stagnanti e far volare certe polveri incrostate di conformismo? E tutti gli altri cortigiani del Granduca, cosa fanno? Quanto ancora ritengono di dovere pedissequamente tacere e conformisticamente approvare?
    E magari, ci è da scommettere che a questo punto tu che dici le cose come stanno sarai emarginata e certi servi sciocchi faranno ancora più carriera.
    Piero Giovannelli

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