preti e politicanti. IL VESCOVO SIA PIÙ SEVERO

 

Le vicende di Vicofaro continuano ad avere risonanza mediatica nazionale

PISTOIA. Spiace constatare che il Vescovo Fausto sia stato ignorato nei suoi appelli e che la nostra Diocesi di Pistoia – notabile urbi et orbi per le insolite turbolenze delle più ideologizzate iniziative dei presbiteri – abbia cotanta visibilità sui quotidiani nazionali per le gravi anomalie politiche pardon, pastorali.

È noto che iniziative di Don Biancalani sono state le più clamorose, ma non le uniche nella Diocesi, dove abbiamo visto Chiese con tappeti damascati e sagrati invasi dalle feste del Pd.

Non ce ne vogliano i parroci che – causa le loro epiche gesta – ricevono la nostra attenzione e ai quali proponiamo il nostro pensiero critico, uncorrect, certamente intollerabile ai cattocomunisti associati nelle rivendicazioni di buonismo.

Bandiera palestinese durante la celebrazione liturgica alla Chiesa di San Piero Agliana

Non è passato che qualche giorno dalla tirata di orecchie del Vescovo Tardelli a Don Biancalani che sabato 5 è arrivata a Vicofaro anche la nota politicante dem Cecil Kyenge.

La precisazione di risposta di Don Massimo all’evento, ci suona come una excusatio manifesta. Infatti  è davvero ridondante precisare che la Kyenge non sia andata dal prete arcobaleno per recitare il Ss. Rosario (si usa nel mese della Madonna), ma per “… per incontrare i giovani accolti a Vicofaro”.

Ridicola è la precisazione che “…l’incontro è aperto a tutti”: qualcuno si è immaginato che la Kyenge era andata a Vicofaro – diversamente – cioè per una visita privata o una processione al Santuario di Valdibrana?

Don Paolo Firindelli a una assemblea del Pd. Si parlava di Vangelo?

Ci siamo chiesti se rispettare l’appello del Vescovo al contenimento delle polemiche scatenate dalle reiterate iniziative di Don Massimo o se, diversamente, scrivere questa nota di doglianza per auspicare il ritorno a una più genuina attività pastorale, emendata dalle incursioni della politica, insomma nello stile Papa Benedetto XVI.

Non sarà l’effetto, cioè le critiche giornalistiche (e il disagio di molti cattolici) a eliminare la causa che si consiste nelle iniziative di chiara matrice politicizzata (ultra-pastorali) dei presbiteri. Su questo argomento, è chiaro se sia nato prima l’uovo della gallina, basta applicare la logica e l’esperienza.

Insomma, ci perdoni il nostro Pastore, ma sembra che le intemperanze dei parroci siano davvero irrefrenabili e indifferenti ai suoi – poco perentori (ci scusi la presunzione, ma anche a noi, come Gesù, ci guida una parresìa giornalistica) – richiami pubblicamente diffusi.

Noi resistiamo e sopportiamo queste intemperanze che, comunque, gettano un’ombra sull’intera diocesi e un diffuso sentimento di disagio.

Sarà necessaria la provvidenza Divina o basterà l’intervento al Tribunale diocesano per avere una moratoria su queste sconsiderate iniziative che poco hanno a che vedere con la Fede e molto con l’indottrinamento politico?

I preti barricaderos, sono tenuti al rispetto del Codice di Diritto canonico o lo possono calpestare impunemente?

[Alessandro Romiti]

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