PRIMA CANDELINA PER IL SAN JACOPO

San Jacopo: prima candelina (e tanti problemi)
San Jacopo: prima candelina (e tanti problemi)

PISTOIA. Il prossimo 21 luglio il presidio ospedaliero San Jacopo di Pistoia compie un anno. Una data certamente importante per tutta la comunità pistoiese ma soprattutto per quanti la notte tra il 20 e il 21 luglio 2013 hanno vissuto e reso possibile, il trasferimento, dopo ben 700 anni, dell’ospedale del Ceppo.

È questa la ragione per la quale la direzione aziendale, ancora una volta sostenuta dall’importante contributo delle Associazioni di Volontariato, ha pensato di fare memoria di questo evento, con una serie di iniziative che si svolgeranno nel prossimo fine settimana, all’interno dell’Ospedale San Jacopo e coinvolgeranno anche i cittadini.

Per sabato 19 luglio, con inizio alle ore 21,30, è stato previsto, nell’atrio dell’ospedale, un concerto di pianoforte: suonerà il maestro Goffedro Orlandi, già noto al pubblico per aver firmato numerose colonne sonore e composto brani musicali per noti musicisti italiani tra i quali Laura Pausini. Il maestro eseguirà brani di F. Chopin, A. Skrjabin, F. Liszt, F. Schubert e musiche da egli stesso composte.

La serata è stata organizzata dall’Associazione culturale “Amici del Ceppo”, dall’Accademia Filippo Pacini, da GeSat (gestione sanità toscana) insieme alla Asl3, con il contributo di “Menichini strumenti musicali di Pistoia” e si rivolge a tutta la cittadinanza.

Il taglio del nastro al San Jacopo
Il taglio del nastro al San Jacopo

Domenica 20 luglio alle ore 11,00 la direzione aziendale consegnerà alle Associazioni di Volontariato e Tutela facenti parte del Cavet3 (coordinamento associazioni di volontariato e tutela) la chiave per accedere al locale, che si affaccia sulla grande sala di ingresso, ove sarà presente lo spazio che sarà utilizzato dai volontari come “punto unico” per accogliere ed informare i cittadini all’interno dell’Ospedale San Jacopo.

Lunedi 21 luglio a partire dalle ore 19,30 è invece previsto, sempre all’interno dell’area ospedaliera del San Jacopo, un momento di festa principalmente rivolto a tutto il personale e alle associazioni di volontariato, ma aperto a quanti vorranno partecipare, nel corso della quale il direttore generale, Roberto Abati, consegnerà una targa, che sarà affissa a futura memoria all’ingresso del presidio, che simbolicamente intende rappresentare il ringraziamento personale alle innumerevoli persone che hanno reso possibile il realizzarsi di questo momento epocale nella storia di Pistoia.

LE PRINCIPALI TAPPE DEL TRASFERIMENTO

Le ambulanze pronte al trasporto
Le ambulanze pronte al trasporto

Lo scorso luglio fu allestita un’imponente macchina organizzativa alla quale l’Azienda lavorava da mesi.

Oltre alla “task force” interna della Ausl 3 parteciparono numerose altre istituzioni locali e le Associazioni di Volontariato, il cui è stato fondamentale.

Oltre 1.500 gli operatori che la notte del trasferimento hanno lavorato sia nel vecchio che nel nuovo ospedale, ma anche negli altri presidi aziendali;

oltre 523 i Volontari formati e presenti a coadiuvare tutte le fasi; 50 i mezzi impiegati per trasferire i pazienti.

Furono mediamente trasferiti 12 pazienti ogni ora nei 400 i posti letto del nuovo San Jacopo.

Per circa 24 ore, dalla notte di sabato fino al giorno successivo, il vecchio e il nuovo presidio furono entrambi attivi con doppi turni del personale  per garantire l’assistenza in tutti i contesti.

Il trasferimento dei ricoverati dal vecchio ospedale di viale Matteotti al nuovo Ospedale San Jacopo che si trova in via Ciliegiole fu un’operazione complessa:

venne attivato il protocollo delle Maxiemergenze della Centrale Operativa 118, istituita la task force aziendale composta da medici, infermieri, tecnici,

esperti della sicurezza, informatici e moti altri operatori affiancati dalla task force interistituzionale, dalle Forze dell’Ordine e dai Volontari de Misericordia,

La sala operativa per il coordinamento delle operazioni
La sala operativa per il coordinamento delle operazioni

Pubblica Assistenza e della Croce Rossa Italiana, in uno sforzo di collaborazione mai visto.

L’area del Padiglione di Emodialisi ha rappresentato il cuore dell’intera operazione del trasferimento: lì fu allestito il Posto di Comando Avanzato

all’interno di una tenda pneumatica unitamente alla centrale operativa mobile dislocata all’interno del furgone Maxiemergenze del 118.

Tutte le strutture naturalmente furono dotate di quanto necessario (dalle linee telefoniche ai collegamenti informatici, radio frequenze ecc..)

per governare tutte le varie fasi dell’operazione.

[scritto da daniela ponticelli, sabato 12 luglio 2014]

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