prima scelta. MARIO HA STUDIATO DALLA MERKEL POI È SCESO IN ITALIA E CI HA PORTATO IL VANGELO ROSSO

Facile fare i finocchi col culo degli altri! Anche tu sei come uno della Lega che non riesce a stare zitto e piscia sempre fuori del vaso. Per voi comunisti è una caratteristica razziale non capire: ce lo avete nel Dna…

 

Ci pensa luilì a indicare la via da seguire per una corretta informazione. Ma prima di insegnarci la professione, non dovrebbe spiegarci i temi della sua specializzazione in Breda?

 

QUANDO LA LINGUA A FRENO ’UN TU LA TIENI

ALLA FINE TI PIGLIA IL MAL DI RENI.

COSÌ CORRI A PISCIARE E PISCI A CASO:

E ALLA FINE LA FAI FUORI DAL VASO

 


 

Ecco un’analisi degna di un Nobel

 

COSÌ IL DE MIERI SCELTA, esperto di lingua tedesca, difensore del cloruro di vinile; fervente comunista della DDR prima e del casino italiano della repubblica delle banane di Zinga & Conte – Di Maio è lì per fare numero – ora fa come il papa comunista: si mette a difendere l’indifendibile.

Lui non sostiene Pereira, come nel film: ma la Fiorenza & gentile consorte, il mancato sindaco di Serravalle che, in pizzeria, mi augura di morire.

Il quale VladiGhiro è, sì, un privato cittadino: ma solo fino a quando si fa i cazzi sua, Mario. Non quando in un pubblico locale augura la morte a me (lui mi ritiene colpevole di tutto perché, da comunista acèfalo, non capisce che i veri fascisti siete voi della sinistra radical chic, di cui sia lui che la moglie fanno parte in quanto possidenti terrieri di aree su cui sorgono, mi dicono, ville e villette).

Facile, Mario, fare i finocchi col culo degli altri! Anche tu sei come uno della Lega (un certo Billi) che non riesce a stare zitto e piscia sempre fuori del vaso. Per voi comunisti è una condanna non capire: ce lo avete nel Dna

Non sei di Casalguidi se non sei libero di parlare: ma libero di parlare non significa sparare – come fai tu e i tuoi amici Fiorenza/Bechelli – cazzate a raffica!

Ma mi hai mai sentito dire, a me, che vorrei vedere VladiVirus morto stecchito? Non ci penso nemmeno. Ma Linea Libera è registrato anche come giornale satirico: e la satira, come quella di Crozza, batte come la lingua; dove il dente duole.

Se quella sera in pizzeria invece di augurarmi di essere morto, VladiPutin aveva parlato di margherite e villette dalle parti delle Valli, e chi lo avrebbe mai “cacato”?

Ognuno dovrebbe parlare solo di quello che sa e conosce bene. Tu, per esempio, mi dicono che sei un esperto di rame e, quindi:

Parlami di rame, Mariù.
Tu ne sai dimolto e di più!
Gli occhi tuoi belli brillano
E i fil di rame scintillano…

Ma lascia perdere la Fiorenza e VladiDracula. Lui ’un sa ’l che si dice; lei ha da pensare a curare la voce bianca per cantare, ispiratamente, in chiesa.

Se Eugenio Montale ti avesse conosciuto, non avrebbe scritto Felicità raggiunta, si cammina | per te sul fil di lama, ma avrebbe preferito comporre così:

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di rame

Buon cloruro di vinile a tutti i ferventi comunisti di Serravalle! È digestivo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
A Casale la satira l’è seria
e non manca nemmeno la materia!

Il simbolo del rame è, stranamente, Cu – ’un vorrà mica di’… Cu…lo?


avanti popolo! SE DIO ESISTEREBBE DAVVERO

NON AVESSE CREATO I COMUNISTI ALLA SUPERMARIO!

 

Il suo viso gira: è pubblico. Anche lei è diventato un uomo pubblico (e ringrazi di non essere femmina: o altrimenti non sarebbe stato punto bello, per lei, essere una donna pubblica…)

 

Amico caro… se scendi in pubblico, hai già messo il culo alla finestra!

 

SONO COSTRETTO a aggiungere questa nota a causa della smisurata autostima e vanagloria mostrate da un famoso comunista di Casale, il nostro stimatissimo Mario So-tutto-io [di prima] Scelta, che è rimbalzato come una pallina impazzita da flipper una volta visto la smeleggiata che non poteva essergli evitata dati i suoi alti meriti di incapacità di capire, conditi con una voglia pretesca di dare importanti indicazioni morali su come ci si deve comportare in questo mondo.

Alle 11:34 di stamattina, una persona mi scrive: «Mario Scelta vorrebbe il suo numero. Posso darglielo?». Immediata mia risposta: «No!». Alle 11:42 Andrea Balli mi fa sapere che Mario De Mieri Scelta gli ha scritto: «Egregio sig. Balli, chi le dà il diritto di pubblicare una mia foto sul suo giornale? La prego di provvedere alla rimozione della stessa. Grazie».

In più l’ex-bredino Martìn Lutèro (forse per lui meglio L’ùtero…), amante della Germania e dell’Angela “culona inchiavabile”, ha aggiunto: «Ho provato a contattarvi telefonicamente ma il numero pubblicato sul vostro sito sembra essere fasullo».

Chiariamo sùbito: il numero non è fasullo. È che siamo talmente bravi in informatica che, studiando una apposita App come quella anti-Covid degli amici del De Mieri al governo, siamo riusciti a ottenere il risultato per cui il telefono rifiuta in automatico le chiamate provenienti da chi è comunista (tesserato o no, non rileva: basta che sia filo-radical). E una.

Ora la seconda cosiddetta cilacca a costo zero. Bisogna essere proprio comunista per rivolgersi a Balli e chiedere la rimozione della propria foto. Per questi motivi:

  1. il pezzo che lo smeleggia a dovere, reca una firma bella chiara, quella di me direttore
  2. sotto la firma bella chiara di me direttore, c’è sùbito l’indicazione di una mail che è perfettamente funzionante [direttore@linealibera.info]
  3. ma lui, l’ideologo della grande Germania, fa il giro & il passo dell’oca e chiede il mio telefono…

Non c’è bisogno di un numero; né di chiedere a Balli di fare una cosa che, se mai, toccherà al direttore.

Abati, Ponticelli, Cei, Rossi. Tutto torna all’inizio e riprincìpia. È il gioco dell’oca dei comunisti, che Mario segue con il passo dell’oca…

Il quale direttore, caro mio ex-bredino, non la toglie la sua foto. Perché, caro So-tutto-io, nel momento stesso in cui lei quella foto l’ha buttata nel trogolo dei social, al suo bel viso, ai suoi baffi e al suo diritto d’autore di non far pubblicare la sua effigie, ha rinunciato in maniera esplicita e fattuale.

Il suo viso gira: è pubblico. Anche lei è diventato un uomo pubblico (e ringrazi di non essere femmina: o altrimenti non sarebbe stato bello, per lei, essere una donna pubblica…).

Lei – come me e mille altri – è un emerito rompipalle. Solo che non ha capito (del resto soffre, evidentemente, del mal dei radical) che per essere figli di dio, bisogna essere come Gesù: gente senza macchia e senza paura. Invece al giornale abbiamo il sospetto che lei sia una sorta di cardinale Becciu in miniatura (molto, molto, molto, molto in miniatura).

Prima di fare il moralista, dia retta! Non ci costringa a chiederle troppe cose sulle sue strane dimissioni dalla Breda. Non risvegli nomi-fantasma come Bartolone, Giannetti e Accomodini. Non ci faccia tornare a gola una storia da Sue Ellen scappata dall’infinita serie insopportabile di Dallas.

Chiaramente sono tutti nomi inventati, ma di sicuro alla Breda (oggi Hitachi-Casin), in molti avranno capito anche troppo.

Per un filo di speranza | anche il rame fa vacanza

Si contenti di stare zitto e di prendersi gli schiaffoni di sàtira che, caro Mario ministro di dio, quando fa le sue prediche insulse, merita tutti e ancor più ne meriterebbe. A cascata, a valanga.

Se poi crede, scelga l’arma e affrontiamoci a duello, dietro la canonica del nuovo proposto di Casale, come all’epoca dei Tre moschettieri. Io scelgo come padrini il sindaco Lunardi e il Bolognini. Lei può scegliere Vladi-OvladìOvladà e gentile consorte del coro di Casale.

Faccia un piccolo sforzo. Capisca che… quanto meno parla, tanto meno danno si fa!

Mit freundlichen Grüßen
des Barons von Münchausen-Merkel

 


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