primarie. AFFONDA AGLIANA

Nemmeno cinquecento votanti ad Agliana, dove i demokrats, sono in caduta libera e davvero allo sbando

 

AGLIANA. Solo 463 elettori si sono recati nei tre circoli a votare per le primarie, questa sintesi è la dimostrazione liquida della crisi del Pd aglianese. La gestione Manetti, sembra già esplodere prima della tornata elettorale del 26 Maggio.

È finita l’era della partecipazione diffusa, con anche 1.500 partecipanti, dove il diktat magnanensiano veniva adottato come un precetto dai militanti anziani e, quelli più giovani, venivano accompagnati al seggio con il pulmino alla fine degli allenamenti.

La soglia minima di conforto era stata indicata con 1000 votanti: un bello smacco per la segreteria dell’uomo di Candeglia.

Magnanensi è anche in molte librerie di aglianesi che, ancora non sanno del “daspo” di Vannuccini

Sulle cause c’è poco da dire: il Pd appare stracotto, dopo le ridicole avances dei ciampoliniani che – Lucia Salaris per prima – hanno preso epiteti di tutti i colori dai compagni di una volta e adesso vorrebbero rimettersi nella stessa cuccia.

Ma questa non è la storia di sempre? Un refrain che risentiamo a ogni lustro di elezione?

Questi compagni non si sentono ridicoli e destinati a farsi seppellire da una valanga di risate: si guardano intorno e hanno una consapevole percezione delle sensibilità che investono gli elettori democratici?

La situazione non è seria, è grave, anzi gravissima. Con Guerini che ha confermato di voler “correre da solo” la comunità rossa aglianese è entrata in blocco dallo psicoanalista, ma non ne uscirà velocemente e neppure in modo indolore, anche considerando l’approntamento della lista civica di Giacomo Mangoni, il Sindaco smart, oggi in pista con una “lista macedonia” rosso/nera. Na’chiavica,direbbe totò.

Vannuccini, a sinistra (e dove altrimenti) ride, nonostane tutto

Vannuccini ride: si muove come una star e abbraccia e bacia tutti con generose strette di mano. Il suo daspo al Magnanensi (gli ha raccomandato di non farsi vedere fino a dopo il prossimo 10 Giugno!) è stato però la confessione amara di una crisi imminente: la rinnegazione delle radici e delle origini, oramai andate e sepolte definitivamennte con il renzismo affondato con Martina ( e questo anche a Rignano sull’Arno!).

Insieme al mitico Magna-nensi, coloro che voteranno Vannuccini – devono sapere – che si metteranno al collo il cappio della Restaurazione denojantri, quella del “vecchio che avanza”. What else?

In un solo colpo, l’ipotesi di insediamento di Vannuccini in Piazza Resistenza 2, calamiterà ad Agliana le gerachie pistoiesi, con il Rynocommisario Fragai, i soloni del Pd Aglianese (Tonioni, Fontana e gli altri), la cordata delle 4 M, la Luysa, la Dony (che non è la Nicla, ma tutt’altro).

Agliana, a questo giro avrà finalmente il ballottaggio il prossimo 9 Giugno e dunque, lo spacchettamento del Pd , ovvero il frazionamento della sinistra, ci permette di sperare in una liberazione storica, non più rinviabile.

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