primo maggio. SIT IN DAVANTI ALL’OSPEDALE SAN JACOPO

Lo promuove l’associazione Diritti Beni Comuni di Pistoia: “Il lavoro è un diritto, non un privilegio”. 

PISTOIA. L’associazione Diritti Beni Comuni di Pistoia costituita da movimenti, sindacati di base, attivisti da sempre in lotta per la difesa dei Diritti Umani, dei Migranti e per la Tutela dei Beni Pubblici, acqua, salute, scuola pubblica, trasporti e territorio organizza domani sabato 1 maggio dalle ore 11 un sit-in presso l’ospedale San Jacopo di Pistoia.

Questo il documento che sarà diramato e diffuso durante la manifestazione:

IL LAVORO È UN DIRITTO, NON UN PRIVILEGIO.

Oggi 1° Maggio giornata del lavoro siamo qui davanti al San Jacopo per portare il nostro ringraziamento a tutti gli operatori di tutti gli ospedali Italiani, siamo qui per ringraziare Dottori, Infermieri, Oss, Vigilantes, le lavoratrici delle pulizie.

La pandemia ha causato anche la morte di moltissimi operatori sanitari contagiati sul lavoro, lavoratori che hanno dovuto sopperire alla mancanza di personale e hanno lavorato più ore di quelle dovute con turni massacranti e in condizioni di rischio e pericolo, mentre i politici hanno tagliato miliardi sulla sanità smembrando gli ospedali di personale e di macchinari, riducendo i posti letto pensando di trasformare gli ospedali in aziende per fare profitti.

La pandemia ha dimostrato che questa strategia era ed è sbagliata, ora si deve tornare a investire a rendere gli ospedali più efficienti e funzionali con più personale e attrezzature all’avanguardia.

Oggi 1° Maggio purtroppo i lavoratori non hanno nulla da festeggiare.

Negli ultimi decenni i vari governi politici hanno peggiorato la vita dei lavoratori Italiani, anche la Triade sindacale Cgil, Cisl, Uil si è adoperata a fare accordi con gli Industriali tutti a svantaggio dei lavoratori.

Oggi giorno i lavoratori, anche quelli che hanno le così dette garanzie, sono spesso ricattati e ricattabili, costretti a lavorare anche in ambienti malsani con nocività e a rischio della propria incolumità. Ad un lavoratore dopo tutte le varie riforme pensionistiche, ad oggi, gli occorrono più di 42 anni di contributi per andare in pensione, mentre per un politico ancora oggi basta una legislazione di 5 anni per avere una pensione a 60 anni e economicamente più consistente di un lavoratore.

I vari governi, in accordo con sindacati confederali e industriali, si sono adoperati affinché i la vita dei lavoratori fosse sempre più precaria, sono stati creati miriadi di contratti, molti senza nessuna garanzia.

L’aver tolto l’art 18 ha liberato le aziende a ricattare i lavoratori, a fare straordinari, a lavorare in ambienti nocivi e a rischio e pericolo della propria salute.

Se poi guardiamo al mondo del lavoro dove non esiste nessuna garanzia ci troviamo in presenza di lavoratori assunti e assicurati per 3 ore giornaliere e poi costretti a lavorarne anche 10 compresi sabati e domeniche.

Nella democratica Toscana vi sono dei settori dove i lavoratori sono degli invisibili, le autorità conoscono il fenomeno degli immigrati che sono costretti a lavorare come schiavi, ma non viene fatto niente per far finire questa moderna schiavitù.

DIRITTI E BENI COMUNI PISTOIA

 

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