processo politico 12. PLATONE AVEVA L’ACCADEMIA, ARISTOTELE IL LICEO: PISTOIA PUÒ CONTARE SU PROCURA E AULA SIGNORELLI. EPPURE SULLO “STUPRO DEL MONTALBANO” NÉ CURRELI NÉ GRIECO NÉ MARTUCCI NÉ COLETTA HANNO CAPITO QUALCOSA. IL GIUDICE GASPARI SARÀ IN GRADO DI NON CADERE NELL’INGANNO DELLO SCUDO UMANO ALZATO A PROTEZIONE DEL PERROZZI?

Lettera aperta a un sostituto PM sui disastri della collina sottoposta a vincolo di salvaguardia e tutela ambientale, ma di fatto adulterata grazie alla compiacenza degli uffici tecnici del Comune di Marco Mazzanti


Ci sono voluti 2 anni 2 per spingere il Comune a vedere questi sconci illeciti: e la procura chiacchiera sul sesso degli angeli?


RESTA POCO DA FAR, COMUNE INERTE:

LE VICINALI VAN LASCIATE APERTE!


 

Il sostituto Giuseppe Grieco

 

Egregio dottor Giuseppe Grieco,
nella vecchia scuola fascista stile-Gentile – nella quale mi sento di aver avuto l’onore di essere allevato e acculturato, e con una formazione critica tutt’altro che fascista, ma da vero uomo libero –, ci veniva ripetuto sempre che fermarsi alle apparenze è da stupidi.

E di solito la massa informe si ferma alle apparenze, formandosi, di conseguenza, delle false opinioni baconiane sulle quali, poi, poggia le palafitte della sua esistenza. Ciò è più comodo.

Da questo punto di vista, infatti, uno storico di tutto rispetto – pur se pessimo scrittore, poco forbito e assai anacolùtico, ma fornito di aurea sintesi –, nel suo primo libro della Guerra del Peloponneso, nega la storiografia precedente fatta da storici che «si rifanno alle cose bell’e confezionate» come i cibi precotti; e decide di procedere nella sua indagine, non come hanno sin qui fatto, non di rado, i vostri (della procura) carabinieri di PG – e lei sa di chi parlo –, ma risalendo sempre e comunque alle fonti: documenti, trattati, lettere, leggi, regolamenti, norme e prassi. E dove fonti non ce ne sono: testimoni oculari.

Nella vicenda delle vicinali di Montorio (via di Lecceto stagnata da catene e cancellate; parcheggi del menga e pretese di guerre ucraine locali per il possesso bruto e non per la corretta proprietà (che è, dottor Grieco, materia pubblicistica pur se sfiora certe sostanze civilistiche); nella vicenda delle vicinali di Montorio su cui un sostituto come Curreli contraddice l’art. 54 della Costituzione perché, invece di rispettare la legge (art. 117 Cost.), facilita il traffico e il transito dei clandestini cari a don Biancalani di Vicofaro, anche lei si è purtroppo lasciato prendere facilmente la mano e ha deciso di volgersi epì tà hètoima, verso, cioè, le “portate precotte” spregiatissime da Tucidide. Ha pensato che se lo aveva detto il Curreli, deve essere vero per forza.

Lei è stato l’ultimo della lista ad aderire al «maxi-processo a tesi». Per primo partito quel signore che prometteva di lavorare per le «persone comuni», dando il verde al Curreli; è stato seguito da quella signora che mi ha descritto come un delinquente della peggior razza in un profilo-NCIS a cui farò fare epoca; infine, dopo essersi formato molta “falsa opinione baconiana”, si è unito lei all’andazzo generale.

La signora Patrizia Martucci, infatti, ha accolto tout court la tesi currelica, dimenticando però che, pure se io avessi potuto sbagliare qualcosa, sarei sempre stato un semplice cittadino, un “povero” professore (come pensano in molti e pensate pure voi, magistrati illuminati dalla scienza di Azzo e dai commenti, anche più o meno fantasiosi, dei giurisperiti di grido); dimenticando però che – ammesso che non erri, per cui chiedo venia in anticipo – il signor Curreli è una specie di «praetor peregrinus»; un giudice di quelli che andavano in giro, perché ha avuto già qualche trasferimento e non sempre chiaro.

Se non altro perché occorre ricordare che, nel famoso processo contro padre Fedele Bisceglia, pensò di fare sparire un fascicolo “che non era strumentalmente utile” alla sua bisogna. E dovette ringraziare la magnanimità della procura di Salerno, morbida nei sui confronti come morbida è, oggi, quella di Genova nei confronti di lui e di altri magistrati di Pistoia. Docti sumus, dottor Grieco, tanto per citare Orazio; espressione che traduco, per licenza poetica, con una quasi irritata battuta cara a un suo immenso conterraneo, Totò: Ccà nisciuno è fesso.

Non prendiamoci in giro, dottor Grieco. Me lo ha detto lei stesso in udienza: «Siamo due persone intelligenti». Perciò, se questo è vero, secondo quanto consiglia Bertrand Russel, io dubito ergo sum; non come Cartesio, che si limitava a cogitare o – forse anche – a coitare (un verbo omòfono, in sardo coitài, credo significhi anche «spicciarsi, cercare di fare alla svelta»…).

Signori, le strade vicinali-interpoderali devono restare aperte e se non sono aperte vanno riaperte e se sono state snaturate devono essere ripristinate e il Comune ha il dovere di prevedervi appositi spazi per parcheggio e manovra. Studiate, Salomoni della legge!

Al di là del fatto che Curreli lavora indisturbato a Pistoia nello stesso tribunale in cui sua moglie, la giudice Nicoletta Curci, si occupa delle sue stesse materie in civilistica (e tutti zitti, lei compreso); al di là del fatto che mi fa sequestrare 4 computer, 1 tablet e un telefono cellulare (un sequestro cautelare-impeditivo), ma poi ne autorizza l’uso e l’abuso – così pare – al suo collega Leonardo De Gaudio (gennaio-febbraio 2021), violando – e lo dico senza mezzi termini – la custodia di strumenti non suoi e di cui non aveva disponibilità da dominus; al di là che il giudice Luca Gaspari ha ordinato di estrarre una copia forense dal mio cellulare dopo che esso era stato (stando a quel che ho letto) se non messo nelle mani di De Gaudio, poco ci manca (auspice il luogotenente Salvatore Maricchiolo: se sbaglio mi corrigerete, disse Giovanni Paolo II appena fatto papa), ma senz’altro concesso in uso/abuso al De Gaudio (lo sapeva, questo, il giudice Gaspari o no?); al di là di tutto questo, tutta la confusione che è stata creata intorno ai fatti di Lecceto – che, a dio piacendo restano quelli che sono – è venuta solo…

Solo perché nessuno in procura (non Curreli, non la signora Martucci, non il signor Coletta; men che mai lei in persona e – dio ne scampi – l’avvocata Giovanna Madera, che godeva del privilegio di poter scrivere a mezza procura la notte del sabato sera alle 23:30, e il pomeriggio della domenica alle 20:30, s.e. & o.; non la signora avvocata Elena Giunti, anche incattivita in aula mentre strillava che stavamo discutendo di due parcheggi); solo perché, dico, nessuno di voi si è presa la briga di leggere e studiare la questione a tavolino e in particolar modo aspirando scienza giuridica e consapevolezza dall’esame delle leggi sulla viabilità, dei regolamenti edilizi e urbanistici del disgraziatissimo Comune di Quarrata, della giurisprudenza univoca del Tar sulle chiusure/aperture delle vicinali-interpoderali.

Tutti insieme state rappresentando il ruolo non di veri pescatori di anime perverse e criminali come stalker, violentatori privati, estortori, ricattatori, calunniatori; ma di semplici pescatori di granchi senza – a mio modesto parere – il minimo pudore. Un bel granchione anche l’inflizione di arresti domiciliari illeciti perché senza motivo, dacché la Gip Martucci non ha saputo leggere e interpretare gli ordini impartìtimi da lei stessa.

La cosa, però, più notevole che abbia sentito in aula (al di là delle assurdità di Curreli, che forse meglio farebbe a vivere direttamente la realtà di Vicofaro e prendere le difese dei cittadini che nessuno aiuta, neppure il signor Coletta, neppure se sono «gente comune»), è, egregio dottor Grieco, la sua personale opinione che “io debba aver per forza interessi personali e privati” per dover perseguitare il ragionier non-dottor Romolo Perozzi, Ctu del tribunale di Pistoia e (posso pensarlo?) ben noto, in qualche modo, al suo difensor procurale.

Non posso competere e darle lezione nella sua profonda cognizione di preparazione giuridica. Ma nella mia molto modesta capacità di dubitare, mi lasci dubitare circa la sua preparazione almeno sull’argomento che – ed è evidente – non conosce: perché, egregio dottor Grieco – e dovrebbe insegnarmelo lei – laddove, in questo stato sciaguratamente ostaggio dei non-presidenti e dei non governi costituzionali, lo ius aedificandi è regolato da leggi e regolamenti ad ogni livello (statale, regionale, comunale e talvolta perfino locale) interessi legittimi e diritti soggettivi si intersecano, sì: ma la materia, ci pensi bene, è pubblicistica e senza che se ne debba discutere, se vi sono lesioni di diritti di terzi che dipendano da favori e/o cialtronerie, che un Comune (Quarrata) ha illecitamente concesso a un privilegiato (il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale di Pistoia e forse ben noto a Curreli).

Gabriele Romiti. Futuro sindaco di Quarrata, il tuo maestro ti lascia un sacco di mala eredità!

Cerchi di spiegarlo, anche alla difensora del Perrozzi che strilla la storia dei due parcheggi, cos’è il non assoluto ius aedificandi. Lo faccia perché la signora Elena Giunti, purtroppo, non conosce il latino, base su cui vive e con cui va a nozze la nostra quasi mai rispettata legalità; una legalità il più delle volte ignorata e schiacciata proprio da quelle «autorità costituite» che la signora Martucci pone al piano più alto del potere a cui non si deve mai dire di no, in un’ottica – mi perdoni e mi permetta – eminentemente fascio-comunista.

Guardi e studi attentamente queste immagini, che peraltro le ho mandato a mezzo del luogotenente Salvatore Maricchiolo. Si renda conto di quante offese pubbliche questi signori (i nomi li legge sulle foto) abbiano realizzato – senza permessi e senza autorizzazioni o concessioni – contro le leggi, le norme, le regole pubblicistiche della repubblica, della Regione e del Comune. Indi rifletta bene: non cogiti alla Cartesio; dubiti alla Russel.

Chi tace acconsente sempre ed è un seme che non germoglierà mai

Perché, non essendo io quel mostro qual mi dipinge la Gip Martucci nel suo profilo da NCIS, l’avrò molto a noia, egregio dottor Grieco, se alla fin di tutti i guai (come si dice sul mio Montalbano stuprato) il dottor Luca Gaspari deciderà di accedere alle vostre tesi bislacche solo per evitarvi l’immensa vergogna di questo processo che può stare in piedi soltanto a Pistoia, la famosa Sarcofago City.

Nella speranza che si presenti preparato agli esami del 2 maggio, con i più deferenti ossequi, le auguro una buona Pasquetta.

Dev.mo Edoardo Bianchini
Civis romanus pleno iure
[direttore@linealibera.info]


Perché i magistrati, il giudice e gli avvocati non vengono a fare una gitarella fuori-porta a Lecceto? Temono di scontrarsi con la realtà? E per questo si tiene una persona agli arresti domiciliari per 104 giorni? E gli impiegati del Comune che hanno fatto carte false? Quelli si lasciano liberi di fare danni perché sono «autorità costituite»? Ma per piacere…


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