processo politico 13. PLATONE AVEVA L’ACCADEMIA, ARISTOTELE IL LICEO: PISTOIA PUÒ CONTARE SU PROCURA E AULA SIGNORELLI. MA QUANTO A GIUSTIZIA A “SARCOFAGO CITY” SIAMO SU MARTE O A GOMORRA?

Anche gli ordini degli avvocati e le camere penali sono perfettamente al corrente del problema-Pistoia, perciò ci stupiamo di un silenzio forse molto più loquace delle parole. Sta per nascere un «Comitato perseguitati e vittime del Tribunale di Pistoia»


 

Il sostituto Giuseppe Grieco

 

E tanto per rimanere in argomento, oggi voglio raccontarvi una storia interessante che accende i riflettori sul modo con cui viene “amministrata” – si fa per dire – la giustizia a casa di Vanni Fucci.

Nell’agosto del 2019 lungo una strada comunale di Quarrata, una persona femmina stava tornando a casa propria e litigava al cellulare con il proprio compagno.

Superato un certo agriturismo, da esso esce una persona maschio, che segue la persona femmina e le intima di non disturbare gli ospiti beatamente addormentati nelle camere.

La persona femmina chiede alla persona maschio di qualificarsi: era un agente o che altro? E cosa voleva con quel suo modo di agire? I toni si alzano, poi, dopo un po’, si placano, e la cosa sembra finire lì.

Nei giorni successivi la rappresentante legale dell’agriturismo si presenta dal luogotenente Salvatore Maricchiolo, alla caserma CC di Quarrata, a sporgere querela.

Nel febbraio-marzo del 2020, un Vpo (vice procuratore onorario), Massimiliano Tesi, «visti – ma, come al solito a Pistoia, solo quelli dell’accusa – gli atti del procedimento penale» relativo alla querela, chiede alla procura l’emissione di un decreto penale di condanna con un’ammenda di 154,50 €.

Il Gip Patrizia Martucci – la sostenitrice delle «autorità costituite» a prescindere dal fatto (direbbe Catullo) che siano albae-candide an atrae-color della pece – emette il decreto penale di condanna e la cosa s’infogna nel marasma della falsa pandemia.

La persona femmina, incensurata, riceve il decreto a distanza di parecchio tempo; lo considera una vera e propria offesa alla umana dignità; e si adonta per questo atto penale deciso unicamente in base alle semplici (e non verificate) dichiarazioni delle cosiddette «persone offese».

La persona femmina decide di opporsi al decreto stesso e stamattina, 20 aprile 2022, ore 12, il giudice dott. Alessandro Azzaroli, con l’insindacabile prudenza e saggezza del giurisperito, ha comminato 15 giorni di arresto, motivazioni della sentenza tra 90 giorni (19 luglio 2022).

Ritengo – e devo perciò essere scriminato per libertà di critica, art. 21 Cost. – che a prendersi, come per un processo di rilievo nazionale, 90 giorni tutti per questa “sciocchezza di reato” (?), per giunta riferito ai CC di Quarrata “per sentito dire” più che, se ho ben capito, dalle stesse persone qualificate come offese, il dottor Azzaroli ha davvero agito molto saggiamente: perché, a mio parere, bisognerà adoperare tutta la logica e tre quarti dei sillogismi di Aristotele, per trovare un pretesto uno onde infliggere 15 giorni di arresto per qualche urlaccio (a tutto concedere…) fra persone persone che convivono e che possono anche litigare come e quando vogliono.

La Procura di Pistoia non riesce a vedere i problemi di ordine pubblico e igienico-sanitari di Vicofaro. In compenso dà 15 giorni di arresti per uno schiamazzo notturno. Cos’è? Per potersela cavare a Pistoia bisogna essere neri e avere il diritto anche all’immunità grazie ad alte protezioni nel terzo piano?

Se ripenso, per esempio, che la procura di Pistoia non muove un dito per tutti i problemi di ordine pubblico che si generano ogni sera e notte e giorno nella chiesa di Vicofaro e dintorni, mi viene da pensare (e pensare non è ancora reato) che davvero si voglia avvilire più chi porta un certo cognome che chi è davvero un delinquente della grana più fina, abitualmente abituato per abitudine a disegnare ed eseguire i cosiddetti “disegni criminosi” tanto cari al ferreo sostituto Claudio Curreli.

Evidentemente se tutto il tribunale di Pistoia sa che il sostituto Claudio Curreli facilita gli arrivi dei clandestini con la sua attività di Terra Aperta; che lavora nel medesimo tribunale in cui opera anche la moglie e nelle stesse sue materie (la dottoressa Nicoletta Curci è giudice delle esecuzioni); che non intende rispondere alla domanda se conosca personaggi come Romolo Perrozzi, Andrea Alessandro Nesti, Milva Maria Cappellini e forse altri, affinché, a fini di giustizia vera, si possa decidere se il maxi-processo politico, che tornerà in aula il 2 maggio prossimo affidato al dottor Luca Gaspari, possa andare avanti a Pistoia o essere più legalmente trasferito altrove per le possibili connessioni di conoscenze, amicizie, incompatibilità varie; evidentemente, dicevo, sarà anche una giustizia, quella di Pistoia: ma a mio parere somiglia assai più all’amministrazione di interessi e scopi decisi di volta in volta a tavolino.

Volete incriminarmi perché presento ed esamino una mia plausibile opinione o un mio pensiero? È questo il vostro livello di rispetto dell’art. 117 Cost. nel portare avanti indagini ex art. 358 ccp come si trattasse di un episodio della favola di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno?

Perché l’assurdo – e, a mio parere, il disonorevole – nel processo alla persona femmina di stamattina dinanzi al giudice Alessandro Azzaroli, non si è limitato solo a questi 15 giorni di arresto.

L’ossìmoro, a mo’ di coup de foudre, ha visto svettare in aula “solenne come una palma” (per gli incolti del politically correct è citazione da Omero-Odissea, riferito a Nausicaa, figlia di Alcinoo re dei Feaci), il dottor Giuseppe Grieco, il magistrato che sostiene la parte dell’effe-effe o facente funzione, quando la sede della procura è vacante come il soglio di Pietro; quello che in aula osa chiedermi perché io non mi sia iscritto a Fratelli d’Italia; che osa chiedere ad Alessandro Romiti come può frequentare me, Edoardo Bianchini, l’uomo dalle mille querele (ma dall’onore intatto, caro dottor Grieco & C.!); il magistrato che in aula, nel maxi-processo politico costruito con assai poca cura dal suo più che discutibile collega Curreli, osa introdurre vita e vicende di vita di mia figlia, che in nulla entra nei fatti dei favoritismi del Comune di Quarrata a vantaggio del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale; e, infine, il sostituto che entra sul tema «figlia del Bianchini» solo perché, ficcando il naso nel mio cellulare tuttora trattenuto illecitamente sotto sequestro – strumento peraltro già violato, alla zitta, dai suoi colleghi Leonardo De Gaudio e Claudio Curreli addirittura a gennaio-febbraio del 2021 (questo il dottor Grieco lo sa? E il dottor Coletta, capo che aveva promesso di lavorare per la «gente comune»?) –, che entra – dicevo – sul tema «figlia del Bianchini» solo perché si era accorto che c’erano chat WhatsApp del padre con il luogotenente Sandro Mancini, un suo nemico da abbattere fino dall’epoca dell’infelice regno di Renzo Dell’Anno, procuratore deposto dal Csm e senza voti contrari.

È vera giustizia quella in cui chi esercita il potere lo esercita in pieno conflitto di interesse quando non anche in ipotesi di reato, mentre alla «gente comune» del dottor Coletta si infliggono 15 giorni di arresti per qualche urlaccio nella notte?

Volete sapere, ora, qual è stata una delle sue battute più felici in aula stamattina, dinanzi al dottor Azzaroli? Cito a senso, non alla lettera per sentito dire, ma da notizia di testimone oculare presente: «Del resto l’imputata ha un padre sovversivo…». Ossequi, dottor Grieco!

Evidentemente – e sempre che non mi abbiano riferito cose inesatte – il dottor Grieco, a mio parere, più che laureato in giurisprudenza alla Federico II di Napoli, sembra possedere la formazione del rabbino che ci ricorda seriosamente che «le colpe dei padri ricadono inevitabilmente sui figli». A questo punto, perciò, mi si conceda una battuta di mazal tov (in ebraico buona fortuna) per suo figlio: che non gli capiti mai di dover pagare, secondo la saggezza rabbinica del genitore, le colpe di suo padre sostituto Pm a Pistoia.

Mi chiedo: ma questa è la giustizia italiana secondo la Costituzione e i tanti bei discorsi del niente anche del signor non-presidente Mattarella (dottori e PM, per favore ripassate l’art. 27 Cost.: 1. La responsabilità penale è personale. senza dimenticare però che 2. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. e che 3. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato)? Ma questa è la giustizia italiana secondo la Costituzione o piuttosto siamo finiti, senza che ce accorgessimo, su Marte o a Gomorra?

La persona femmina condannata a 15 giorni di arresti per turbativa della quiete da Azzaroli, auspice il dottor Grieco, è mia figlia: benvista, evidentemente, come un cane in chiesa.

Ecco come procede non di rado la Procura di Pistoia. Sennò ci sono sempre gli arresti: in carcere o ai domiciliari…

Al facente funzione Grieco non passa neppure per l’anticamera del cervello l’ipotesi non peregrina di poter solo pensare che trattare, come pubblica accusa, sia il padre che la figlia, possa essere, come dire?, quantomeno inopportuno? Lo fa forse perché nei rotoli della sapienza rabbinica è giusto che le colpe dei padri ricadano sui figli?

Domani, magari, vi racconto un altro bell’episodio in cui, sempre grazie al dottor Grieco, un pasticcio infernale di acquedotti, tubi segati, interruzione di pubblico servizio, falsa testimonianza e violenza privata, fu cancellato con un colpo di spugna – e, a mio parere, sempre in virtù del… cognome.

È un disastro, in una realtà come quella pistoiese, portare un cognome che richiama al candore dell’onorevole, ma oggi spregiata, legalità.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
[Il testo di questo scritto è stato ritoccato e corretto oggi, 21 aprile 2022]


Ci stiamo organizzando, e siamo già in molti, per dare vita a un «Comitato perseguitati e vittime del Tribunale di Pistoia», sia in penale che in civile.

Chissà che qualcuno non si decida ad ascoltarci aldilà di tutti i muri di gomma in cui rimbalziamo ogni giorno.

Anche gli ordini degli avvocati e le camere penali sono perfettamente al corrente del problema-Pistoia: perciò ci stupiamo di un silenzio forse molto più loquace delle parole.

Chi è interessato a non voler piegare ogni volta la testa, può contattarci alla mail del direttore


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