processo politico 18. PLATONE AVEVA L’ACCADEMIA, ARISTOTELE IL LICEO: PISTOIA PUÒ CONTARE SU PROCURA E AULA SIGNORELLI. MA I SINDACI E I PM CHE NON SANNO LEGGERE DOVE LI METTIAMO?

La domanda inquietante, in questa patria venduta al Pd e alla sinistra demenziale che spedisce armi all’Ucraina perché i popoli si ammazzino allegramente fra loro, resta: chi controlla politici, amministratori e magistrati che fanno come vogliono e si proteggono in un girotondo in cui si prendono per la manina?


Ma se le carte danno ragione a Linea Libera, perché Curreli e Grieco continuano mentendo a sostenere che il Bianchini è uno stalker? Si rinnova forse il miracolo della laida condanna di padre Fedele Bisceglia?


È forse vero che il lupo

perde il pelo ma non il vizio?


 

Domanda: l’insistenza contro l’evidenza e la stessa Cassazione è prova di intelligenza o di voler condannare la gente per forza e per diletto? E questa è giustizia o malagiustizia? A Pistoia sono ormai in troppi a non tollerare più i comportamenti del tribunale, sia civile che penale

 

Ieri, come avevo preannunciato, c’è stata un’altra udienza del maxi-processo politico contro Linea Libera e i suoi uomini. Siccome il giornale dà troppa noia – è stato detto anche in aula – la cosa migliore era disfarsene massacrando Edoardo Bianchini e Alessandro Romiti. Grazie e buon pro vi faccia. A tutti.

Ma, se si deve cercare il responsabile primo di questo macello di malagiustizia sempre più evidente (è inutile che Claudio Curreli faccia l’irritato a denti stretti e morda il morso: ogni giorno che passa, ogni silenzio in più da parte sua e da parte della procura, sono dimostrazione di incompatibilità ambientale di lui e non solo di lui…); ossia l’Adamo che addentò la mela di Eva travolto dai mali consigli del serpente, allora la responsabilità cade, senza ombra di dubbio, su Okkióne I di Burràkia, un sindaco Mazzanti che dovrebbe, evangelicamente, attaccarsi una macina di mulino al collo e gettarsi in mare.

Non solo perché Mazzanti non sa né leggere né scrivere – come pure diversi sostituti della procura: oltre la Serranti, per esempio, la dottoressa Gambassi chiede l’archiviazione di un procedimento in cui le ho chiesto di farmi avere la lettera anonima di Donna Paola Aveta; e conclude dicendo che non ho saputo dire dov’è questa lettera e, soprattutto, che non gliela ho neppure mostrata – pensate la profondità logica…), ma soprattutto perché il sindaco-disastro di Quarrata non vuole sapere né leggere né scrivere.

I somari sono degli esseri divini, perché seguono l’istinto e si fanno pure bastonare, ma non avanzano. Gli esseri umani, invece (ammesso che qualche categoria come i politici e gli amministratori lo siano); gli esseri umani che, a causa della loro asinità testarda non vogliono e non intendono né leggere né scrivere? Come dovrebbero essere trattati quando, a suon di semplificazioni, arrivano a portare ogni risultato a zero? Quando, per non voler vedere – come il Mazzantone – concludono di netto che «le storie scritte e pubblicate dal Bianchini sono solo beghe privatistiche tra vicini e/o confinanti»?

Questa sua tesi così comunisticamente insensata, data per scontata perché l’ha detta lo Zio Stalin, ha trovato ottima accoglienza e fertile terreno per germogliare in chi (Curreli & C.), preoccupato dell’invadenza negli interessi pubblici di una testata come Linea Libera, che era diventata una vera e propria minaccia alla libertà del «qui si fa come ci pare a prescindere, perché si comanda noi», ha sviluppato l’idea fino all’eresia degli arresti domiciliari. Questa la realtà di Sarcofago City/Pistoia, in politica, in amministrazione, in giustizia (?), in sanità (?) e in… chi più ne ha più ne metta.

Ecco, Marco Okkióne il Cieco, che il tuo vecchio supplente della terza media – con cui non avresti potuto superare l’esame semplificato dalla Lettera a una professoressa, ti impartisce quest’ultima lezione.

Ti dà i riferimenti normativi, che ti sei scelto da te, in casa tua; il Comune di Quarrata, il cui bottone apri-porta hai messo in mano al tuo percolato di Gabriele Romiti, per amministrare il tuo territorio del Montalbano dove di tutto hai lasciato fare ai tuoi “simpatici”, sacrificando gli interessi legittimi degli altri cittadini innocui in quanto “più cazzo” da Marchese del Grillo di coloro che ti fanno la corte e ti ronzano intorno.

Favorito, al tempo, della Sabrina Sergio Gori, il sindaco più inutile di Quarrata – come ieri è stato ribadito in aula e con precisi riferimenti –, il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale di Pistoia (Curreli e/o sua moglie Nicoletta Curci non voglio dirci se lo conoscono e se gli hanno conferito incarichi e curatele: viva la trasparenza e il rispetto della legalità!); questo distinto signore, ormai un po’ agé, appesantito e contraddistinto da una superbia insuperabile come il tonno,
— non poteva e non doveva chiudere le tre vicinali/interpoderali presenti sul sacro suolo delle sue terre;
— non poteva e non doveva sbarrare le piazzole, che tanto infiammano l’avvocata Elena Giunti, la quale non conosce il latino, e che tanto si scalmana quando io glielo ricordo “a punzecchio” in aula;
— non poteva e non doveva installare alte cancellate in ferro di decine di metri laddove erano ammesse solo siepi o recinzioni a rete e non oltre una certa altezza;
— non poteva e non doveva trasformare i muri a secco – patrimonio dell’Unesco/ridicolo Comune di Quarrata – in muri incementati di evidente compromissione dello scolo delle acque superficiali, muri soggetti a conservazione sotto vincolo delle norme di salvaguardia idrogeologica;
— non poteva e non doveva recintare neppure l’aia del suo casolare da contadini, perché, nella logica delle aie, esse erano sin dal loro nascere soggette alla servitù pubblica discendente, ancora, dalla dicatio ad patriam (e qualcuno lo traduca e lo illustri alla signora Elena Giunti, difensorA del Perrozzi, avvocata senza latino).

Perché tutti quegli elementi costruttorio-paesaggistici – come appunto ho detto ieri – erano soggetti, da tempo immemorabile, alla servitù di uso pubblico.

Fattelo spiegare anche tu, Marco Mazzanti. Magari da Curreli stesso o da Grieco, se non ti fidi delle mie competenze in materia. Ma non rompere i coglioni sostenendo, a capocchia (perché tu non ragioni altro che di pancia) che le storie di Lecceto sono semplici beghe di vicinato. Perché esse, in realtà, nono problemi esistenziali causati da te, dalla tua arrogante ignoranza, dai tuoi dirigenti e funzionari ottusi e cafoni che, per difendersi, hanno perfino dichiarato più volte il falso con tanto di firma e ceralacca.

Pèntiti! dice don Zaucher del Vernacoliere aggiungendo vivacemente strónzolo. Pèntiti di essere tanto ignorante, immodesto, presuntuoso e capace, per la tua protervia di aver comunque ragione, di fami arrestare – da gente che, come te non sa o non vuole né leggere né scrivere – per 104 giorni, mentre chiedevo solo una cosa (anche all’avvocata Marini, indegna responsabile della legalità): ripristinate l’ordine nel disordine totale del Montalbano. Perché quella collina la avete fatto massacrare, cari politici/amministratori dei nostri stivali. Anche grazie al vostro aspirante neo-sindaco, l’usciere che aprirà la porta della casa di tutti… speriamo non come una “scatoletta di tonno”!

Spiegate inoltre alla procura – non-udente, non-vedente, non-ragionante – che la materia strade e piazzole è di natura pubblicistica. Il sostituto Giuseppe Grieco la fa troppo superficiale e

A Pistoia c’è un problema di giustizia. Pensa che un sostituto favorisce i clandestini, ma pretende di dare lezioni di morale a chi chiede che sul Montalbano il Mazzanti riaffermi la piena legalità. Non è un mondo alla rovescia, Vivarelli? E quel sostituto, che nascondeva fascicoli, mi incrimina per stalking giornalistico consapevole di stare abusando del proprio potere. Su questo? Non hai da dire che è fascismo? O non ti fa comodo?

semplificata, come al solito (deve avere imparato dal suo Mentore Dell’Anno…).

Era tuo obbligo di amministratore (leggi con attenzione quello che ti mando o fàttelo leggere dal tuo segretario generale) provvedere a realizzare piazzole e disimpegni sul reticolo viario vicinale-interpoderale (come prima lo era della tua sindaca più inutile): mentre non solo non lo hai mai fatto, ma hai permesso alla procura di potersi scatenare – e senza un motivo – contro di me.

Non credere di cavartela, perché per tutto quello che ho ingiustamente e vergognosamente patito a causa della tua okkiònica antifascistica cecità, sarai chiamato al risarcimento dei danni.
Spiègaglielo bene: sia ai tuoi compañeros del Parco Verde che alle cime dell’esegesi giuridica che vivono e regnano in procura a Pistoia.

Ripassate tutti quanti la lezione con questo video ad hoc e fallo vedere anche al tuo amico Luigi Egidio Bardelli, vittima del fascismo non vax a detta del tuo compagno Alberto Vivarelli).

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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