procura. FUGIENTI HOSTI MUNIENDA VIA?

Voci diffuse danno per certo che il pubblico ministero capo, Tommaso Coletta, stia per lasciare Pistoia. Va in pensione o promoveatur ut amoveatur?



EST-CE QU’IL S’EN VA VRAIMENT?


Revised • October 04, 2022 • 6:41:59 PM

Con Curreli e Grieco, Coletta ha saputo applicare alla perfezione il Codice Rocco in chiave fascista anche grazie al giudice Luca Gaspari che ha ignorato alla grande leggi, atti pubblici e regolamenti. Ma a Pistoia la giustizia non sa liberarsi da un’idea di sé stessa nata solo per tutelare la pura razza ariana delle «autorità costituite» in termini di fanta-diritto…

 

L’espressione fugienti hosti etc. (per favore traducétela per l’avvocata Elena Giunti che non sa il latino) può essere tradotta con un più famoso endecasillabo italiano che suona così: al nemico che fugge, ponti d’oro.

Se dio vuole, nonostante che la procura pistoiese sia favorevole a un fascismo ideologico da democrazia socialista reale (la stampa deve essere assoggettata al regime in corso legale: in Italia, la magistratura); nonostante che le famose «autorità costituite» della Gip Patrizia Martucci si permettano di trattare chi, come Linea Libera, racconta e documenta la verità, con fascistissimi arresti da Codice Rocco stile Guareschi/De Gasperi: se dio vuole, ancora la bocca nessuno la ha potuta cucire a nessuno. Così le chiacchiere girano vorticosamente nell’aria, mai raccolte, ovviamente, dalla stampa organica dagli informatori da «saluto ai duci!».

E la voce è che il pubblico ministero capo, Tommaso Coletta, sarebbe – per dirla alla De Gaulle – en trein de partir. In lingua volgare: sul punto di andarsene.

Se questo corrispondesse a verità – ma le voci svolazzano da più parti, anche in ambienti vicini, se non contigui alla stessa procura – il passaggio di Coletta a Pistoia sarebbe stato come l’amore nella poesia di Cardarelli: Tutto finí, cosí rapido! | Precipitoso e lieve | il tempo ci raggiunse. | Di fuggevoli istanti ordí una storia | ben chiusa e triste. | Dovevamo saperlo che l’amore | brucia la vita e fa volare il tempo.

Solo tre anni di regno, quelli di Coletta (ottobre 2019). E una promessa mai mantenuta: «Lavorerò per la gente comune». Di recente lo scandaletto del finanziere dato per perseguitato da lui, perché colpevole di aver messo la lente d’ingrandimento sulla Consorsopoli della Lucia Turco, sorella di Luca Turco, procuratore aggiunto di Firenze, all’epoca dei fatti superiore gerarchico di Coletta.

E durante l’interregno – se ci sarà – a guidare la repubblica sarà il Triumvirato

Giuseppe Grieco è dato, come al solito, per facente funzione in attesa delle decisioni di un Csm che tutto sembra aver intenzione di fare fuorché garantire a Pistoia una corona di magistrati davvero terzi e imparziali, in grado di decidere a ragion veduta e a filo di legge e di diritto, e non, come non di rado avviene, per nomi & cognomi.

Di fatto, come abbiamo sempre sostenuto – e continuiamo qui a farlo ex art. 21 della Costituzione –, finché la procura di Pistoia non sarà rifondata come il Pd dopo la batosta del 25 settembre scorso, nessuna soluzione sarà, a nostro parere, efficace per garantire ai cittadini i loro diritti elementari.

Non ultimo quello di non dover subire, a Terra Aperta, un’invasione di clandestini irregolari: loro sì comunque garantiti a danno e dispetto degli italiani. E con il bollo del sostituto Claudio Curreli.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Intervento di critica e commento ex art. 21 della Costituzione più bella del mondo. Non è necessario un nuovo rinvio a giudizio: basta rispondere se la notizia è confermata o se invece è una voce “senza fondamento”, anche se “senza fondamento” nel tribunale penale di Pistoia è il modo di esprimersi del giudice Luca Gaspari che, rifiutando di leggere le carte, salva un falso testimone come Iuri Gelli del Comune di Quarrata e, sulle strade interpoderali/vicinali del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, sentenzia che quello che dice il Bianchini è «senza fondamento»…


Promoveatur ut amoveatur, libera traduzione per l’avvocata Elena Giunti: «Promoviamolo per liberarcene»


Quando si vorrà capire che non possiamo essere ostaggio di certa gente?


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