progetto mo.to.re. PRODUZIONE A BASSO IMPATTO AMBIENTALE DA ESPORTARE

Mozione del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: “La Regione sottoponga al Governo questa realtà come esempio nazionale”

Maurizio MarchettiCAMPO TIZZORO. “Filiera cortissima, meno glifosato e altri diserbanti e produzione a bassissimo impatto ambientale: è l’esperienza riuscita del Consorzio Mo.To.Re in provincia di Pistoia. E allora, perché non proporlo come capofila di altre realizzazioni anche a livello nazionale?”

A spingere la Regione in questo senso è il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti che sul Consorzio che dall’anno scorso ha realizzato un impianto di produzione di micro cippato, il cippatino insomma, ha presentato una mozione in Consiglio regionale.

“Soprattutto nelle aree montane – argomenta Marchetti – è di fondamentale importanza che le produzioni siano sostenibili e che anzi sappiano valorizzare i territori. L’esperienza del Consorzio Mo.To.Re che mi è stata segnalata e rappresentata in effetti mi ha colpito, in questo senso. Nella provincia di Pistoia e nella sua montagna, la realtà è attiva in vari progetti di filiera e lavora risorse legnose presenti sul territorio con una produzione altro che a chilometro, quasi a metro zero. L’essiccatore, cuore dell’impianto, è stato pensato proprio per questo specifico progetto e oggi essicca la materia in modo continuo ed ottimale con un consumo di energia minimo”.

Insomma Marchetti è rimasto convinto: “A Pistoia, dove i vivaisti sono alle prese coi problemi legati all’impiego di fitofarmaci, le sperimentazioni del Mo.To.Re hanno abbattuto la necessità d’uso di questi agenti chimici nei processi vivaistici. La Regione parla tanto di economia circolare, ebbene: dato che questo ne è un esempio valido, facciamolo conoscere”.

Dunque ecco la mozione, con cui Marchetti impegna la giunta regionale toscana “a presentare al Governo nazionale il progetto pilota regionale sulla produzione di ‘cippatino’”e “a rappresentare al Governo la richiesta di sostenere economicamente una più larga produzione di materiale pacciamante proveniente dagli scarti del bosco consentendo così il minore utilizzo di glisofato ed altri diserbanti nell’attività vivaistica e garantendo il pieno utilizzo del bosco italiano, oltreché toscano, con ricadute economico sociali ed ambientali importanti per evitare lo spopolamento della montagna e garantire il presidio dei territori e l’equilibrio idrogeologico”.

[gruppo forza italia – regione toscana]

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