progetto passepartout. ELENA BARDELLI (FDI-AN): «SERVIZIO RIDOTTO, DISAGIO ALLE FAMIGLIE»

Elena Bardelli, Fedi-An

SERRAVALLE. Da quest’anno il Comune di Serravalle Pistoiese ha sostituito il progetto socio-educativo “Il Melograno” – presente ormai da diversi anni sul territorio – con un nuovo servizio per i minori, denominato “Passepartout”. Tale progetto, rivolto ai ragazzi tra i 6 e i 14 anni di età, si propone di offrire loro in orario pomeridiano occasioni di incontro e di aggregazione e di prevenire sia il disagio scolastico sia quello culturale e familiare con l’apporto del servizio sociale.

Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto diverse lamentele da parte di alcuni genitori, che fanno notare soprattutto la riduzione oraria delle attività rispetto a quelle de “Il Melograno”, la ristrettezza dei locali in cui queste si svolgono e l’erogazione di alcuni servizi a pagamento supplementare. Infatti mentre il vecchio progetto prevedeva che le lezioni si svolgessero per tutti i ragazzi del territorio comunale dal lunedì al venerdì dalle ore 14,15 alle ore 18, 15 e il sabato dalle ore 9 alle ore 12, adesso sono previsti solo due incontri settimanali per gli utenti di Masotti-Serravalle e tre per quelli di Casalguidi dalle ore 14.30 alle ore 17; dalle ore 17 alle ore 18 sono programmate attività laboratoriali su richiesta, con un versamento supplementare di 11 euro mensili per laboratorio in aggiunta alla quota di iscrizione di 42 euro, rimasta invariata.

Chi sceglie di non frequentare i laboratori – anche per motivi economici – rimane penalizzato, poiché alle ore 17 non è previsto il trasporto scuolabus per il ritorno. Molte famiglie, in cui entrambi i genitori lavorano, si trovano quindi in difficoltà: poiché il servizio non ricopre più l’intero arco settimanale e per di più richiede un’ulteriore spesa per prolungare l’orario quotidiano, si vedono costrette a ricorrere ad altri espedienti per non lasciare i propri figli da soli.

Simona Querci

I genitori rilevano anche, rispetto agli anni passati, l’assenza del servizio-merenda, che era compreso nella quota di partecipazione. Le due stanze destinate al “Passepartout”, collocate al primo piano delle scuole medie di Casalguidi, non consentono ai ragazzi piena libertà di movimento e di iniziativa, in quanto sono aule impiegate al mattino per le lezioni scolastiche; ci chiediamo perché non siano state mantenute le quattro stanze del Polo scolastico, utilizzate nell’ultimo periodo.
Abbiamo verificato che il progetto “Il Melograno” era seguito l’anno passato da 25 bambini e che la spesa effettuata dal Comune per la sua attivazione era di 110 mila euro annui, comprensivi anche della gestione del servizio socio-educativo rivolto a 4 minori disabili.

Quest’anno per il “Passepartout”, frequentato da 40 ragazzi, l’amministrazione comunale spende la somma di circa 70 mila euro e la cifra di circa 7.500 euro per le attività educative dei ragazzi con handicap (che sono sempre 4), sottraendo quindi – a fronte di un’utenza decisamente più ampia – oltre 30 mila euro ai servizi fondamentali alla collettività e causando disagio soprattutto alle famiglie economicamente svantaggiate. Dove vanno a finire questi soldi?

Sicuramente in parte servono a finanziare i numerosi eventi culturali pensati e partoriti dell’assessore Querci, che peraltro non hanno attinenza alcuna (o molto scarsa) con il territorio: i vari “Serravalle Jazz” o “Serravalle Noir” o “Serravalle Rock”, per i quali ogni anno il Comune spende mediamente 6.000-8.000 euro.

Ricordiamo ancora una volta all’amministrazione che prima vengono le spese per i servizi fondamentali, per cui i cittadini pagano le tasse comunali, e poi le spese accessorie. Non ci si può permettere di sperperare il denaro pubblico dimenticando le necessità reali della comunità.

Elena Bardelli
Consigliere Comunale Fdi-An

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