“PROGETTO T.”: LA MONTAGNA FORSE SI RIAVVICINA

Francesco Niccoli (con il cappello) con accanto Acerboni e Gli Omini
Niccoli (con il cappello) con accanto Acerboni e Gli Omini

PISTOIA. Non sappiamo se questa iniziativa, Progetto T. Da Pistoia a Porretta (2015-2017), alla ferrovia transappenninica e alla montagna tutta, soprattutto, porti fortuna. Di sicuro, tra teatro e ambiente, è davvero una bella storia, che nel tardo pomeriggio odierno, venerdì 29 maggio, proprio a ridosso del binario 1, ha avuto la sua benedizione inaugurale, alla presenza di tutti i protagonisti: l’Associazione teatrale pistoiese al gran completo, che promuove l’anomala rassegna; Gli Omini (Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia e Luca Zacchini), che sono gli artefici attoriali; quelli del Funaro, che ormai fanno pianta stabile della cultura ufficiale pistoiese e Gabriele Acerboni, fotografo del Tirreno prima e della Nazione da qualche anno, che ha curato la mostra fotografica (Tra pochi minuti) presente sui muri, nelle sale d’aspetto e lungo le ringhiere della stazione ferroviaria di Pistoia, che è il prologo e l’epilogo di questa rassegna.

L’idea, stando a quello che ha raccontato il Presidente dell’Atp, Rodolfo Sacchettini, è quella di provare a recuperare l’immenso e inestimabile patrimonio della montagna pistoiese usando un canale inconsueto: la comunicazione, il bacino delle utenze, l’arte, il teatro. E per ridare vita ad una strada ferrata tanto faticosa quanto inutile, l’Atp ha approfittato dell’umore teatrale degli Omini, soliti animare le proprie rappresentazioni con i suggerimenti che gli indigeni, di rione in rione, gli propongono, che saranno l’anello di congiunzione tra una stazione ferroviaria e l’altra, dalla prima, di Valdibrana, fino a Porretta, lungo la strada ferrata che costeggia la statale 66.

Alla stazione...
Alla stazione…

La sensibilizzazione geografica e culturale si snoderà lungo tutto il mese di giugno e la prima metà del mese di luglio, ad iniziare da mercoledì 3, quando Gli Omini, megafoni alla mano, racconteranno cosa hanno sentito, visto, percepito e cosa credono che sia importante che tutti gli altri sappiano, sotto il titolo Ringraziamo per la tensione, quattro appuntamenti scanditi, sul binario 1, in quattro diversi momenti della giornata: alle 8:30, alle 14:45, alle 17:30 e alle 19:30, quattro momenti nei quali, le stazioni di tutto il mondo, Pistoia compresa, naturalmente, ospitano la fauna umana più numerosa, quella composta dagli studenti, dai pendolari, dai questuanti e da tutti quelli in cerca di una novità, buona per capire che ormai non ci sia più nulla da fare o per provare a ripartire.

Dall’11 al 19 luglio, resi i microfoni a chi li avevano indebitamente sottratti, Gli Omini presenteranno il loro spettacolo, Ci scusiamo per il disagio, che avrà il suo debutto il 9 luglio, ma che verrà puntualmente riproposto, sempre alle 21:30, tutte le sere, dall’11 al 19 luglio. Alla stazione, naturalmente, su un palco allestito sui rotabili storici della linea ferrata, con un palco costruito e allestito con la congiunzione scenica di due vagoni attorno ai quali si accomoderanno una cinquantina di spettatori per sera.

Rodolfo Sacchettini
Rodolfo Sacchettini

Non abbiamo la minima idea di quale possa essere la risposta, nel tempo, a questa iniziativa; non abbiamo in pratica la benché minima idea se questa manifestazione possa, in qualche modo, risvegliare la montagna dormiente e renderla ai suoi splendori ambientali, turistici e culturali.

Ci vuole ben altro, per scuotere, senza effetti sismici, decenni di disattenzioni e furbizie che hanno avuto la capacità di ferire gravemente un polmone meraviglioso di verde e capacità. Questa del Progetto T. resta comunque una bella storia, che inizia proprio alla stazione di Pistoia, dove sul treno, con voi, troverete tutti quei passeggeri che avrete visto chissà quante altre volte prima e che Gabriele Acerboni, per ricordarvelo, ha deciso di fotografare e piazzare lì, sotto i vostri occhi, puntualmente rapiti e incartapecoriti da tutto quello che avreste potuto guardare in un qualsiasi altro momento.

Perché non vi eravate mai accorti non solo che sedevano al vostro fianco, ma che avessero anche una voglia matta di raccontarvi qualcosa. Perché no, di interessante, forse.

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