PROVINCE, REGIONI E DANTI FOR PRESIDENT

Giampiero Danti, Sindaco di Abetona
Giampiero Danti, Sindaco di Abetone

PISTOIA. L’interessante inchiesta di Paola Fortunati e le domande poste a rappresentanti della politica nostrana ci dimostrano quanto le idee forti e caratterizzanti che erano l’humus della Politica di un tempo, si siano dissolte e svaporate in una omogeneità di risposte a quesiti che si differenziano solo marginalmente.

Su una questione tutti i “consociati” sono concordi: è stato giusto abolire le Province, salvo il fatto che le Province non sono affatto abolite e verranno perpetuate con un nuovo meccanismo che sa di “lercio” della vecchia politica; nessuno – e sottolineo nessuno – che abbia affermato a chiare note che se c’è un ente scandaloso, criminogeno e criminoso, questo è la Regione. Basta assistere al “democratico” dibattito che in Regione Toscana sta avvenendo: nel quale i cattocomunisti del Pd ed i “badogliani” del fu Pdl si stanno accordando fra loro per eliminare con artifici vari le forze minori, obbligandole, se vogliono continuare a esistere, ad aggregarsi, svilirsi e annullarsi nei raggruppamenti maggiori. Con un premio di maggioranza, poi, che la Legge Acerbo diviene (per i tempi di allora), un esempio di vera “democrazia”!

Torniamo a sottolinearlo: nessun esponente politico che abbia randellato quell’organismo di malaffare che le Regioni rappresentano. Insomma, uno Stato sempre più globalizzato, mondializzato e privatizzato senza che alcun fesso riesca a comprendere che il proprio ruolo, oggi, in politica, è solo quello del servo sciocco che pur di mantenere la propria “cadrega” è disposto a subire di tutto. Il caso del prode Oreste-Anci-Uncem, al quale rimandiamo (vedi), ne è la prova lampante. E l’Oreste non è neppure un servo sciocco, né un fesso, quindi…

È proprio vero: in democrazia i voti si contano e, purtroppo, non si pesano; ecco perché la maggioranza degli elettori, primo partito percentuale in Italia, non va a votare. E fa bene. Che i padroni del vapore continuino a rubare, ma non con il loro assenso!

A proposito di Province e delle elezioni-farsa che a ottobre prossimo avverranno: perché non nominare, attraverso larghe intese fra maggioranze e opposizioni, un Presidente di un piccolo Comune, magari montano, per dare un segnale di indipendenza e di compattezza contro le manovre di vertice che in questi giorni stanno avvenendo?

Qualcuno, non ricordo chi, ha proposto il Sindaco Danti quale esponente del più piccolo Comune della Provincia.

L’idea non è affatto peregrina e merita considerazione: soprattutto da parte di quella maggioranza di Consiglieri e Sindaci, indistintamente, che da gente per bene (e ce ne è in abbondanza, ma purtroppo non conta nulla…) intende dimostrare la propria autonomia e il proprio dissenso da logiche verticistiche e imposte.

A noi sembra una buona idea: c’è qualcuno che vuole raccoglierla?

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2 thoughts on “PROVINCE, REGIONI E DANTI FOR PRESIDENT

  1. De Matteis, non si offenda, ma lei viene dalla luna?
    Lo sa che l’attuale consigliere regionale Venturi, fra l’altro dissidente all’interno del suo gruppo PD perchè in odore di non ricandidatura, proviene dalla Montagna?
    Mi dimenticavo, il sunnominato è stato per dieci anni Presidente della Provincia………..di Pistoia, non dell’Orsigna o di Maresca!
    Ma da dove le partorisce queste proposte? Non si offenda.

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