provincia a secco. L’IRA DEL CAVALIER RINALDO

Rinaldo Vanni
Rinaldo Vanni

PISTOIA. [a.b.] “La provincia di Pistoia è la peggio messa della Toscana”. A scriverlo è lo stesso presidente della provincia Rinaldo Vanni che ha convocato per venerdì prossimo l’assemblea dei sindaci e a seguire il consiglio provinciale.

All’origine di questa affermazione un dato di fatto, incontrovertibile: la mancanza da parte degli enti superiori dei fondi necessari per garantire i servizi minimi ai cittadini come ad esempio il taglio dell’erba o l’asfaltatura delle strade.

A dirlo è lo stesso Vanni che scrive: “Siccome pervengono, a giusta ragione, una serie di lamentele per mancati servizi che per legge sono di competenza delle province e siccome le provincie, compresa quella da me guidata, sono state messe alla canna del gas da Roma, domani farò una bella raccolta di istanze, denunce, articoli di stampa ecc e li invierò con nota di accompagnamento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e per conoscenza alla Camera e al Senato”.

Il presidente Vanni è giustamente adirato: “Non escludo di tutelare la provincia e i cittadini per istanza di interruzione di pubblico servizio”.

E conclude: “Nella chiarezza si capisce meglio tutti e tutto!”.

Roberto Franchini di Fdi ha approvato la forte presa di posizione di Rinaldo Vanni: “Ora si comincia a ragionare! Speriamo seguano i fatti… ed avrà il nostro, se pur modesto, appoggio”.

Tra le prime reazioni quella di Luca Buccellato (vicesindaco di Monsummano Terme): “Bravo Rinaldo! Non devi avere remore nei confronti di chi ha lasciato le province in questo stato vegetativo e i presidenti delle stesse soli come cani a prendere decisioni impopolari e a ricevere insulti immeritati.

”Confido che gli altri sindaci della provincia ti seguano, e poi altri presidenti di altre province facciano altrettanto”.

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5 thoughts on “provincia a secco. L’IRA DEL CAVALIER RINALDO

  1. Sarebbe il caso che qualche piccolo e spocchioso pagliaccetto ci dicesse che senso ha avuto abolire le province senza in realtà abolirle davvero e senza redistribuire deleghe e compiti in maniera razionale. Che senso ha avuto, alla fine, lasciare a questi enti compiti anche molto seri e di sostanza, se poi di fatto, ogni giorno se ne mette a repentaglio la sopravvivenza, anche, alla fine, con grave potenziale danno per i cittadini? Se un domani, ad es, crolla il tetto di una scuola la cui manutenzione è di competenza provinciale e qualcuno ci rimane sotto perché, in mancanza di soldi nessuno ha potuto accomodarlo, a chi daremo la colpa? Chi pagherà in termini penali?
    Questi, e non certi stupidi discorsi a vuoto di chi ci guida senza neppure essere stato eletto, sono i veri problemi.
    Piero Giovannelli

  2. I nodi vengono al pettine. Una riforma stizzosa e bizzosa, fatta solo per demagogia e non per intelletto.
    Le Province coordinavano i comuni, erano punto di riferimento dei comuni più piccoli, che da soli non potevano affrontare tematiche di aree più vaste ed interdipendenti. Erano interlocutori qualificati, adeguati ed attrezzati dei soggetti interessati allo sviluppo socio-economico.
    Molto più facile prendersela con un ente senza campanile, che mettere testa ad una seria riforma dei comuni degli ottomila campanili italiani e di tutti gli altri enti di secondo grado (consorzi, società pubbliche, ecc).
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti e le strade provinciali dell’intera Italia abbandonate a se stesse senza manutenzione sono il simbolo diffuso di questo disastro.
    Per non parlare dello smantellamento dei servizi turistici su territori dove questi erano fondamentali.
    E’ l’ora della verità e Rinaldo Vanni fa bene a togliere il coperchio e rendere visibili e comprensibili le cause dei problemi.

    Valerio Sichi (da fb)

  3. Che spettacolo. Quando c’era Berlusconi ad ogni finanziaria tutti in piazza con le bandiere..oggi, ci vuole l’interruzione dei pubblici servizi (che messa così vale già come notizia criminis) per dar vita ad una riunione con i sindaci (che, tranne un paio, son tutti del Pd!). Abbiate il coraggio di chiedere le dimissioni immediate di chi ha fatto questo casino. E magari di fare un consiglio aperto..

    Alessandro Capecchi (da fb)

  4. Il commento a firma Valerio Sichi è un omonimo del V.S. della comunità montana? Se fosse invece proprio lui, ma che faccia balorda ha questo individuo? A che gioco giocano i compagnucci della parrocchietta? Ma non si vergogna, se è il solito individuo, a continuare ad aprire bocca? Che paese di m…a!

  5. Per quanto posso saperne, azzardo che al 99% è proprio quel Valerio Sichi lì. Non può vergognarsi perché per provare il sentimento della vergogna occorre avere una sensibilità ed un senso autocritico che non tutti hanno, e tra questi, certamente, non il Sichi.
    Per una volta, comunque, sono contento di dire: “Bravo Bonacchi. Commento azzeccato”.
    Piero Giovannelli

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