provocando. DELITTO DI SAMMOMMÈ, NESSUNA PROTESTA?

L’omicidio della giovane Lamiae torna sulle pagine dei quotidiani, ma senza proteste: il razzismo ha sopraffatto l’etica?
Lamiae, la giovane vittima
Lamiae, la giovane vittima

PISTOIA. La vicenda dell’assassino raccapricciante di Lamiae ha scosso non solo la comunità di Sanmommè, ma l’intera città capitale della cultura.

In questi giorni l’inchiesta per omicidio a carico del presunto assassino Hussain (penso a La Nazione) ha preso un nuovo impulso, grazie alle analisi del dna sul materiale genetico recuperato sotto le unghie della vittima.

Siamo certamente contenti che l’inchiesta permetta almeno di perseguire penalmente l’assassino, ma ci manca qualcosa che non è un dettaglio. Ci richiamiamo al clamore e sdegno delle femministe (ma oggi la categoria sembra sostituita dalle politically correct).

Noi non riconosciamo facilmente il reato di “femminicidio” – tale e quale – e riteniamo altresì che il reato di omicidio sia ampiamente classificato nel codice penale e in modo sufficiente alla trattazione di ogni omicidio, a prescindere dal genere sessuale.

L’episodio di Sanmommè, dove appunto è stata uccisa una persona, ci ha colpito per come ha mancato di risonanza mediatica da parte delle donne.

Non sarà mica che il razzismo – che imperversa diffusamente anche nella città della cultura – ha superato e soppresso l’indignazione per il chiaro episodio di “femminicidio” universalmente inteso dal pensiero dominante? E le donne della sinistra liberal, tanto “corrette politicamente” dove sono finite? Le loro proteste, funzionano a intermittenza?

Qualche associazione sensibile all’argomento risponderà alla nostra critica?

[Alessandro Romiti]

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2 thoughts on “provocando. DELITTO DI SAMMOMMÈ, NESSUNA PROTESTA?

  1. Io non ho né risposte da dare, né possibili ipotesi da proporre per fare chiarezza su quanto Alessandro domanda e si domanda. Bravo, però, a sollevare il problema, perché la questione era già caduta nel dimenticatoio o comunque nessuno aveva badato a questo silenzio delle “femministe”. Ora, però, basta con i silenzi diplomatici o con le distrazioni.
    Una risposta è dovuta ed irrinunciabile, senza tanti contorsionismi. Specie se ci si dichiara “di sinistra”, “progressisti”, e quanto altro.
    Piero

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