PSR 2014-2020, INNOVAZIONE E IMPRENDITORIALITÀ NEL FLOROVIVAISMO

L'Assessore Marco Remaschi, Gianni Anselmi e Francesco Bartolini
L’Assessore Remaschi, Gianni Anselmi e Francesco Bartolini

PISTOIA. Ieri pomeriggio, sotto il tendone dei convegni di Villa Cappugi, in una cornice rurale, panoramica e ricchissima di arbusti, si è svolto il convegno promosso dall’Associazione Vivaisti Pistoiesi sul Psr (piano di sviluppo rurale 2014-2020).

Ma non solo: infatti durante la giornata sono stati conferiti da Renzo Benesperi, per conto dell’Associazione Internazionale Produttori “Moreno Vannucci”, alcuni riconoscimenti a personalità locali sensibili, in un modo o nell’altro, al settore del “verde”.

«Tiene più alla pineta di Montecatini che al palazzo comunale» ha detto Renzo Benesperi, premiando il sindaco Giuseppe Bellandi e sottolineando l’impegno, della città termale, nel mantenere la tradizione della città-giardino con cui si era fatta apprezzare in tutta Europa.

Il premio “foglia d’oro” numero zero è andato all’ex Presidente della Provincia Federica Fratoni, “in contumacia”, in quanto trattenuta da Enrico Rossi assieme agli altri assessori per una riunione sul bilancio regionale.

Convegno Psr 2014-2020 a Villa Cappugi
Convegno Psr 2014-2020 a Villa Cappugi

Monica Menchi si è invece stata omaggiata del premio “verde e cultura” e Renzo Benesperi ha sottolineato l’opportunità che simili riconoscimenti vengano in futuro condivisi anche da altre categorie, commercianti industriali, «per alzare l’asticella di questa provincia e impegnare tutti con alte ambizioni. I giapponesi vengono a palazzo di Giano a fare il matrimonio: non siamo Firenze ma gli stranieri apprezzano la nostra arte e città a misura d’uomo. Senza complessi d’inferiorità con i fiorentini, dobbiamo rafforzare ciò che abbiamo e che gli altri apprezzano».

Giuliano Simoncini, presidente della Banca di Cambiano, sponsor del convegno, ha portato il saluto del gruppo recentemente arrivato a Pistoia. «Tutte le banche di credito cooperativo si dicono “del” territorio, noi, la più antica, siamo “nel” territorio, con strumenti flessibili e dinamici, Già in passato favorimmo strumenti simili ai pif (piani integrati di filiera) perché oggi l’individualismo non paga più, l’unica soluzione è la sinergia sia tra aziende che nel comparto».

Monica Menchi premiata da Vannucci e Benesperi
Monica Menchi premiata da Vannucci e Benesperi

Il dibattito vero e proprio, moderato dal presidente dell’ordine dei dottori agronomi e forestali Francesco Bartolini, è iniziato con un intervento di Roberto Pagni, responsabile, della Regione Toscana, per le politiche per la competitività delle imprese agricole.

«962 milioni di € le risorse di cui, al 2020, il mondo agricolo toscano può disporre per innovare processi, prodotti e organizzazione. Sei le linee guida fondamentali. Il messaggio che deve passare è che si punti alla convergenza tra ricerca e interessi delle imprese.

«Invito i politici –ha detto – affinché segnalino al governo, la necessità che le valutazioni sui ricercatori e sui progetti di ricerca tengano conto delle ricadute sulle imprese. Oggi non è così e la ricerca non produce quindi risultati, anche se formalmente, e anche a livello internazionale, le valutazioni sono ottime. Con queste misure spingiamo chi ha un problema a mettersi insieme: imprese agro/floro/forestali, soggetti scientifici e mondo della consulenza».

Vannino Vannucci fa gli onori di casa
Vannino Vannucci fa gli onori di casa

Sono intervenuti anche Gianni Anselmi, presidente della Commissione Agricoltura del del Consiglio Regionale, Carla Lazzarotto, responsabile della struttura di gestione Feasr e Riccardo Russu, del Servizio Fitosanitario Regionale, che ha portato l’attenzione sui disciplinari per l’agricoltura integrata e sui bollettini consultabili anche sul sito del Lamma con dettagliate schede di autocontrollo.

Sul finale l’Assessore Marco Remaschi è riuscito a raggiungere Villa Cappugi e anche i politici locali, a conclusione, hanno avuto modo di fare una sorta di “passerella”.

Il consigliere Massimo Baldi, il più votato nel comune di Pistoia, in un passaggio del suo intervento ha letteralmente affermato che «…Pistoia è la città delle piante, purtroppo non ancora del verde, vorrei lo diventasse. Nel centro storico di verde ce n’è pochino…».

Il renzista Baldi in contraddizione: verde o parcheggio in San Bartolomeo?
Il renzista Massimo Baldi in insanabile contraddizione: verde o parcheggio a San Bartolomeo?

Così, per capire se si trattava di un’espressione non di circostanza, ma autenticamente pronunciata in favore dell’interesse cittadino, cioè la dotazione e relativa fruizione di ulteriori spazi verdi per residenti del centro e turisti, lo abbiamo avvicinato.

«È vero ciò che dici – abbiamo obiettato –, ma se si propone di distruggere il poco verde che c’è, da pochino ce ne troviamo ancor meno. Il riferimento è a San Bartolomeo, si legge che auspichi un parcheggio: ma allora cosa dei due, verde o parcheggio?».

Ricordiamo che l’antico orto monastico di San Bartolomeo, testimonianza storica di un sistema produttivo di tipo agricolo per secoli dominante a Pistoia, costituisce lo spazio verde più esteso all’interno della seconda cerchia muraria. In centro poi i metri quadri di verde procapite sono in deficit e i turisti potrebbero trovare nell’orto/giardino di San Bartolomeo il biglietto da visita della vocazione florovivaistica e verde della città: insomma, riprendendo il ragionamento di Renzo Benesperi, parliamo di uno spazio da valorizzare e quindi perché non proporre sinergie, dalla politica alle associazioni dei vivaisti, per migliorarlo e renderlo fruibile?

Lo chiediamo nuovamente al consigliere Baldi, fiduciosi che possa fare chiarezza con se stesso evitando, almeno sui temi cittadini di una certa rilevanza, le strumentali e naturali contrapposizioni tra correnti di partito.

Lo suggeriamo anche alle associazioni del verde, invitandole a diffidare dai politici che pronunciano tante affascinanti parole giusto per strizzare l’occhio alla platea che di volta in volta si trovano davanti, salvo poi smentirsi da soli e cadere in evidente contraddizione.

Se si vuole incrementare il verde del centro storico, per migliorare immagine e qualità della vita, si sia coerenti e si cerchi di investire su ciò che già esiste; altrimenti se si dice “più verde in centro”, ma poi non si propone niente per valorizzare il poco che c’è ma addirittura se ne vuole l’eliminazione, si autorizza a pensar male …

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