pubblica amminEstrazione. IL COMUNE DI QUARRATA? SI MANGIA, SI BEVE, SI CANTA E, SE TI CHIEDONO QUALCOSA, SVII IL DISCORSO E SVICOLI ADOPRANDO TONI DA CINI(CI) DA PISTOIA MAESTRI DI DIRITTO, TRASPARENZA E LEGALITÀ…

Tre brillantissimi esempi di come politici e personale dipendente ci prendono per il culo secondo l’ottica di Luciano Michelozzi l’anarchico. Il Bai non ha visto nulla (nemmeno le foto) della gente senza mascherina agli Olmi (guardava le puppe alla Boschi?) e in violazione delle norme Covid sul distanziamento. Lo stesso ha fatto per le “cozze d’oro” alla Màgia. E che poteva fare? Multare il Sindaco come Alberto Sordi nel film Il vigile? Madame Razzino ci dà lezioni di diritto, ma a rovescio; e, dulcis in fundo, non parlate di Lions, perché il sindaco scappa “a tutta birra & burraco” battendosi i piedi nel culo. «Quarrata è un posto dove si vive bene», disse la sindaca inutile. Può essere vero: basta sapersi accontentare di stare solo a “buco pillonzi”…

Vedere gli amministratori e i dipendenti così insicuri e sulla difensiva, ci genera solo un profondo senso di abbattimento e pietà: perché si respira, come fosse Covid, l’idea che sotto a tutto non ci sia nulla di sodo, di consistente, di assolutamente e indiscutibilmente morale. E le querele, gentili signori, sono inutili: voi siete un Vin Ruspo, mentre l’uomo morale, che per decenni avete adoperato come il Listerine per gli sciacqui, è un nobilissimo e stabile Brunello di Montalcino, no caccole!

 

CHIACCHIERA POCO, MA CORRI E CAMMINA:

VAI A PASSEGGIO A LECCETO IN COLLINA!

 


 

POCHISSIME PAROLE, perché le carte che vi presento oggi (o somari intellettuali che dite e sostenete che io spargo documenti falsi), sono dotate di autenticità certa, e firmate digitalmente dall’ufficio della segretaria generale, la dott.ssa Grazia Razzino.

 

FIGURA “RETORICA” 1

Segretaria Grazia Razzino. 1° round

 

 

Il 30 settembre 2020 avevo inoltrato al Comune un esposto che potete scaricare e leggere da qui.

Da buon rompipalle qual sono, chiedevo che gli uffici preposti, «ciascuno per quanto di propria competenza», intervenissero «ad accertare se, …, la Polizia Municipale di Quarrata» avesse «provveduto, per ordine del proprio comandante Marco Bai, a sanzionare, come dovuto, i comportamenti di quanti» comparivano «in foto o se, al contrario» ci fosse «stata omissione dei propri doveri». Senza mascherine e a contatto di gomito!

In caso di rilevata inottemperanza, chiedevo, che si provvedesse «a termini di legge e senza indugio, nei confronti dei responsabili della commissione dei fatti e, nei confronti della Polizia Municipale, anche in termini di provvedimenti e sanzioni disciplinari tutte se ed in quanto dovute al Comandante Bai e ai suoi agenti».

Ho fatto male? Forse. Ma chi non ha multato e non ha fatto rispettare le distanze di sicurezza e il resto dei cazzi che volete e che, magari, ci ferma per strada o ci multa perché il nostro paraurti esce di 5 centimetri dalla striscia di parcheggio, non si comporta peggio di me? E non meriterebbe di essere preso più che generosamente a calci-in-culo come la giostra?

Leggete bene l’articolo che avevo allegato all’esposto, e osservate, con la dovuta attenzione, le foto: se non fanno prova le foto, chi sarà in grado di dare prova di indiscutibile autenticità? E perché dovremmo pagare le multe che Bai ci invia, magari, con le foto dei suoi autovelox? Giusto?

Ma evidentemente il perito elettrotecnico Marco Bai, congedato da sergente e oggi capo della municipale, se lo disturbi, si rivolta e morde. Lo fa perché, illuminato com’è dai 220 volts, che gli vengono trasmessi direttamente da Marco Okkione Mazzanti, ex-impiegato Enel, e pertanto in grado di fornirgli energia a sufficienza, se lo punzecchi o ti riattacca il telefono in faccia; o, stando sempre in tutt’altre faccende affaccendato, non vede neppure l’evidenza delle fotografie.Fatelo visitare sùbito da un buon oculista!

E poi il Mazzanti, per lui, è un intoccabile (manco avesse il Covid), soprattutto perché è stato il sindaco a sceglierlo come comandante dei vigili e a nobilitarlo, togliendolo dalla bottega della lampadine e offrendogli un radioso e luminoso futuro di generale dell’armata rossa. E visto che siamo in un Comune bolscevicoSlava Rossija! gloria alla grande madre Russia, dove tutti rispettano tutti (una sega!).

Per Natale regaliamogli un bel paio di occhiali spessi perché, come scrive la Razzino, il sor Bai… «o non vede mai nulla o non lo dice mai»!

Non sarebbe stato più onesto, egregia dott.ssa Razzino, dire la verità? Se lo aveste fatto, vi sareste evitati la famosa citazione nel libro di Emilio Fede; menzione che adesso è appuntata saldamente sulle vostre giacche come una preziosa «croce al merDito»!

 

 

FIGURA “RETORICA” 2 PARTE A

 

Avreste voluto anche le parole?

Il 23 ottobre scorso, sempre in veste di rompipalle, ho richiesto di avere un documento già inviatomi, ma di rilasciarmelo in forma autenticata e certificatoria firmato, in tandem, da Iuri Gelli e dalla dott.ssa Razzino quale responsabile dell’Anticorruzione nel Comune di Quarrata.

La sostanza della risposta è stata «ciucciati il calzino!». Ovverosia – per chi non è un imbecille trinariciuto che crede ai ciuchi che volano – «non certifico niente, non fosse mai che…».

Certo, come disse Cristo a Satana, «non tenterai il Signore Dio tuo». Non avvicinatevi mai al Comune e ai suoi amminEstratori di professione, perché come minimo vi danno a intendere di tutto di più, se per caso siete scemi. E scaricate il documento di richesta inoltrata da qui.

 

FIGURA “RETORICA” 2 – PARTE B

 

Segretaria Grazia Razzino. 2° round

 

Ma la cosa più significativa è, senza dubbio, la mia richiesta del 26 ottobre. Qui si toccavano proprio i nervi scoperti – o forse, meglio, i fili scoperti del 380 volt del perito elettrotecnico Bai, capo di tutti i combattenti della terra, del mare e dell’aria.

Le parole impronunciabili erano Lions della Piana e accidenti alla Piera Salvi della Nazione che aveva scritto che, come attovagliati (= ospitati al tavolo) del Lions, c’erano, all’Hotel Croce di Malta, anche alcuni assessori del Comune Anpi-ficato di Quarrata, ossia dei partigiani resistenti alla trasparenza e alla legalità. Scaricate il documento da qui.

Leggete bene cosa dice Madame Razzino e raggrinzìtevi – diceva scherzosamente il dottor Guggino, segretario generale di quelli davvero in corso legale – «comu una vecchia arripuddùta minchia» (traduzione libera: un cazzo vecchio solo di pelle grinzosa).

Non scandalizzatevi, catto-dem! Fatelo, magari, più giustamente, per la non-dignità di un sindaco come il Mazzanti, che si vergogna a far sapere a tutti i suoi cittadini, in piena trasparenza, chi sono i suoi uomini che vanno alle cene dei difensori dell’ambiente, ma che fanno, poi, magari, cementificare il Montalbano e chiudere il reticolo delle strade. Quelle stesse che, essendo state sempre aperte da tempo immemorabile e dall’èra del Granducato, dovevano (e devono) comunque restare aperte, anche se il ragionier Perrozzi non è d’accordo e, per questo, ha fatto (perché glielo hanno permesso) come ha voluto. E non solo lui, intendiamoci!

Ritornello di chiusura: non ci vuole la bandiera bianco-rossa, per Quarrata. A Quarrata serve solo la rotella del carrozziere per lucidare la vernice e toglierle di sopra tutta l’incrostazione delle cacche, stile-piccione/storno, di reticenze e vergogne grazie alle quali, gentili signori, mi fate proprio vergognare di essere italiano!

Forse domani vi pubblico un’interessante letterina. Ma non ve lo prometto: non fo come il Mazzanti…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21 di una Costituzione su cui tutti sputano

Il famoso paese di Lecceto, dove si venera la Madonna dell’occhio pio, sublime opera di Leonardo da Cinci e Buriano

 

Con il governo che abbiamo, non possiamo avere propaggini dello Stato migliori di esso.
L’esempio discende sublime dal non-presidente Mattarella; dai governi di maggioranze di briganti all’arrembaggio; da dittatori rossi locali che si annidano anche in ogni articolazione della cosiddetta Pubblica AmminEstrazione: perfetta solo per mangiare, bere, lavorare il giusto, mentire se e quando occorra, anguillare sbavando, cercare di rompere i coglioni ai cittadini più tranquilli e a non avere né faccia né dignità. Amen!


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