pubblicità “galeotta”. REATO O INFORMAZIONE?

Una accattivante cartelloniistica ambulante ci stimola in una riflessione sulla libertà di stampa e di critica, pesantemente calpestate in danno della categoria dei giornalisti
La pubblicità che adesca i conducenti

AUTOSTRADE D’EUROPA. Confessiamo che ci “siamo cascati“ e con noi, o meglio con chi scrive, l’adescamento ha funzionato.

Una delle definizioni di pubblicità è quella di uno strumento che porta alla conoscenza dei consumatori un prodotto o un servizio sconosciuto.

L’assonanza del testo pubblicitario con il termine wellcome, associato a un’immagine tanto sessualmente accattivante è stata strozzata da una “u” al posto di “o” che non poteva essere un errore di traduzione o di stampa.

Infatti, il termine è un neologismo in lingua inglese e non significa benvenuto, ma gioca sul significato onomatopeico del termine per invitare ad altre opportunità dedicate ai maschietti.

Spa – altro inganno – non è l’acronimo di società per azioni: si tratta di una casa di appuntamenti o bordello (volgarmente noto) e negato nel Belpaese per le note questioni di ordinamento socio/cultural/religioso; la casa esercente non ha sede in Italia ma in un paese dell’Unione europea. Insomma siamo di fronte a un trasporto di immagini, cuturalmente improprie, penalmente rilevanti e certamente ipnotizzanti (ai maschietti).

Quindi, la domanda è: siamo di fronte a una liberalissima e piacevole immagine pubblicitaria o si tratta di un chiaro tentativo di adescamento con un retroscena penalmente rilevante per il connesso favoreggiamento della prostituzione (stabilita tale dalla legge del  1958 che prescrive esattamente la punibilità di chiunque, in qualsiasi modo, favorisca la prostituzione altrui)?

E dunque, gli agenti doganali alla frontiera (il Tir è entrato per mare o terra e ha avuto un sommario controllo, indubitabilmente in esterno, fronte e retro) non hanno avuto modo di riscontrare tale violazione alla norma?

E ancora, viene da chiedersi se, quando una pattuglia della Polstrada si colloca come noi in corsia di marcia dietro a una tale automezzo, con un messaggio così potentemente evidente, interviene con il sequestro del mezzo e la denuncia a piede libero del conducente e della società proprietaria?

Se qualcuno intende accusarci di eccessivo moralismo o di pubblicità occulta (abbiamo dei ricorsi a nostro carico che sono stati immediatamente rigettati dal Consiglio discilplinare dell’Ordine per altre facèzie) si fermi a riflettere e conti fino a 10.

In entrambi i casi, ricorre il diritto di esercitare liberamente l’informazione ex articolo 21 Costituzione ed è con questa ipotesi che abbiamo sviluppato questo articolo anche impegnato in una liberissima capacità di critica.

[Alessandro Romiti]

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