«PUBLIACQUA NON PUÒ LAVARSI LA COSCIENZA COSÌ FACILMENTE»

Publiacqua o Publi€uro?
Publiacqua o Publi€uro?

PISTOIA. Le notizie e i dati cambiano a seconda di come si raccontano e come si leggono.

Allora proverò a raccontare in modo diverso quello che  Publiacqua ha detto ai giornali riguardo alla restituzione della tariffa per il servizio di depurazione.

Al  17 gennaio 2014, quando l’azienda ha fornito i dati per rispondere alla mia interrogazione, sapeva che nel Comune di Pistoia gli utenti che avevano diritto al rimborso erano 12.216 per un totale di 2.762.375,64 euro.

Fino a quel momento avevano fatto richiesta solo 524. Dunque erano coscienti che la loro scarsa pubblicità non aveva dato risultati e mancavano solo otto mesi alla scadenza.

Allora mi recai anche agli uffici di viale Adua e mi dissero che erano sprovvisti di moduli!

Solo dopo che sollevai il problema pubblicamente c’è stata una mobilitazione generale soprattutto di enti, associazioni e partiti. Se la cosa fossa passata ancora sotto silenzio  in molti non avrebbero avuto indietro  i loro soldi.

Sarebbe interessante sapere ad oggi quanti hanno fatto richiesta e ottenuto il rimborso.

Bisogna però ricordare anche la cosa più scandalosa. L’art 7 del Decreto del Ministero dell’Ambiente del 30 settembre 2009 prevedeva che “Nei limiti stabiliti dalla Legge, alle Autorità d’Ambito è consentito di individuare le ulteriori risorse finanziarie eventualmente necessarie affinché gli oneri derivanti dall’obbligo di restituzione non rechino pregiudizio alla integrale copertura dei costi d’investimento e di esercizio necessari alla realizzazione del Piano d’Ambito approvato. Allo scopo, le Autorità d’ambito possono operare una revisione tariffaria straordinaria […] esclusivamente nei confronti degli utenti serviti dagli impianti di depurazione”.

Ovviamente anche se era solo una possibilità non obbligatoria la nostra Autorità d’Ambito con delibera 4/2011 del Consiglio di Amministrazione aumentò  la tariffa. Come lo ha fatto? Per l’intero ammontare? Se fosse così nel caso in cui   non fosse restituita tutta la cifra agli utenti, l’azienda ne trarrebbe un ulteriore guadagno. Avrebbe incassato due volte: da chi non usufruiva del servizio e non ha fatto richiesta di restituzione e da  chi aveva  pagato il servizio ed è stato costretto a farlo nuovamente.

Alessandro Tomasi
Alessandro Tomasi

Si è creato il paradosso: a restituire i soldi indebitamente presi ad alcuni cittadini sono stati altri cittadini.

Visto che Publiacqua non ha realizzato milioni di investimenti le cui risorse erano già state incamerate; tenuto conto che  la restituzione avviene nel tempo scalando dalle bollette e che si sostiene riguarda solo il 3% degli utenti; non si capisce come si giustifichi un aumento tariffario straordinario per paura di mettere in pericolo la realizzazione del Piano d’Ambito.

Infine le due questioni più importanti  su cui si può intervenire:

È possibile prorogare la scadenza del 30 settembre per i rimborsi?

Si può far leva sul Ministero dell’Ambiente perché riveda la scelta scandalosa che prevede che la restituzione avvenga solo previa istanza degli utenti in modo da procedere direttamente al rimborso in bolletta?

[*] – Consigliere comunale, ospite

 

L’ITALIA DELL’ON. TROMBETTA

 

 

Un Parlamento di... trombette?
Un Parlamento di… trombette?

SE NON RICORDATE chi fosse l’On. Trombetta, andate a rivedervi questo spezzone di film: è perfetto anche per l’Italia di oggi.

Ciò di cui ci meravigliano, e per cui non possiamo tacere, è il fatto che nessuna Procura di Toscana si stia movendo dinanzi a una illiceità certificata dalla Corte Costituzionale, ma di fatto negata da Publiacqua che, tenuta a restituire il maltolto, pretende – con la ragione del leone – che i cittadini espropriati (o, se preferite, truffati) debbano presentare una richiesta di rimborso entro e non oltre il 30 settembre prossimo.

Non solo: fate bene attenzione a cosa dice Tomasi a proposito dell’aumento tariffario straordinario.

In un Paese davvero democratico (e non «del Partito Democratico»), un fatto di questo genere avrebbe scatenato immediate e doverose azioni inquisitorie da parte di chi di dovere.

È che da anni l’Italia è un feudo. E i cittadini dei miseri e volgari servi della gleba da trattare come nudo e crudo concime, altro che legalità  e Costituzione!

e.b.

Vedi anche: http://linealibera.info/publiacqua-e-depurazione-peggio-di-cosi-solo-nel-medioevo/

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