publiacqua. PASSA LA NUOVA PIATTAFORMA “ACEA 2.0”

Comitato 21 marzo contro PubliacquaFIRENZE. È notizia di pochi giorni fa: alla riunione del cda di Publiacqua spa è stato presentato e approvato, con il solo voto contrario del Comune di Pistoia, un piano di potenziamento gestionale e organizzativo dell’azienda: il sistema Acea 2.0.

In altri termini, un rinnovo della piattaforma tecnologica, da realizzare entro l’anno 2016, su cui sono state convogliate ingenti risorse già nel corso del 2015.

Quella che appare come una notizia interessante solo dal punto di vista tecnico-gestionale o tuttalpiù inerente la sfera economico-finanziaria, ha in realtà dei risvolti politici di notevole portata: si regalano ad Acea dati e know-how, elementi fondamentali per la sua scalata dell’azienda idrica.

Ci troviamo quindi ancora una volta a registrare, nell’atteggiamento dei Comuni, l’indifferenza, l’ignavia, il vero e proprio favore al “privato”, ai suoi interessi speculativi e di mero profitto.

Perché il rischio reale è quello di ritrovarsi a constatare, nel 2021, a fine concessione, che Publiacqua è divenuta un guscio vuoto, a cui il socio privato ha sottratto strumenti e professionalità, pregiudicando quindi in modo grave, il dovere di ripubblicizzare il servizio, come richiesto nel 2011 da 27 milioni di italiani.

E i referendum? Come dice il Marchese del Grillo...
E i referendum? Come dice il Marchese del Grillo…

Quando, agli inizi degli anni 2000, i Comuni presero la sciagurata decisione di affidare la gestione del servizio idrico alla spa Publiacqua, la società aveva una propria unità organizzativa e gestionale, con tutte le competenze necessarie e un organico di quasi 800 dipendenti, come sottolinea l’Usb dell’azienda.

Oggi, settori del lavoro vengono appaltati a ditte esterne, si disperdono le competenze, si riduce il numero degli addetti… E cambiamenti analoghi stanno investendo anche le altre aziende idriche toscane che vedono Acea nella propria compagine sociale: Acque spa e Acquedotto del Fiora spa. La fusione delle tre società, paventata ormai da tempo, non si è ancora realizzata nella forma ma è già in atto nella sostanza.
Comitato 21 marzo contro Publiacqua

Allora, Sindaci, soci di Publiacqua spa e membri dell’Autorità Idrica Toscana, dove siete?

La gestione privatistica e speculativa del servizio idrico, portata avanti negli ultimi 15 anni, fa registrare esosi aumenti delle tariffe, a fronte di una qualità dell’acqua sempre più scadente, di una depurazione mancante, insufficiente o addirittura dannosa, di perdite esorbitanti delle reti…

Ancora dobbiamo richiamarvi alla vostra responsabilità e al dovere di rispettare la volontà popolare? E questo ben prima della scadenza del 2021.

Voi non solo state rimandando qualsiasi presa di posizione a quel termine, ma supinamente accettate nel frattempo qualsiasi colpo di mano del vostro socio privato, a danno di un bene comune.

Ultimo atto: dare il vostro assenso alla dispersione del patrimonio umano, professionale, gestionale di Publiacqua. Tacete nei cda dell’azienda, farete altrettanto in Ait? L’Autorità lascerà che impunemente questo ulteriore scempio si consumi?

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

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5 thoughts on “publiacqua. PASSA LA NUOVA PIATTAFORMA “ACEA 2.0”

  1. Buon giorno…scusate….ma perchè invece di perdere ancora tempo con le proteste e le assemblee non fate ricorso alla Consulta, visto che il risultato referendario non viene rispettato?

  2. Cortese sig. Scalas,

    non può immaginare quante denunce ed esposti abbiamo fatto a giudici di pace, procure, TAR ecc.
    Molte le abbiamo vinte, pochissime perse, alcune sono state archiviate in modo imbarazzante da parte delle autorità, altre siamo in attesa.
    Adesso aspettiamo anche il pronunciamento di un ricorso contro una sentenza del TAR di Milano visto che un giudice si sente al di sopra della volontà popolare.
    Vedremo.

  3. Buon giorno Marco. Forse sono campato in aria: ma se passassimo alla disobbedianza civile. Per esempio se smettessimo di pagare le bollette fino a quando non cambiano i tubi in amianto? Fino a quando non allacciano come legge impone, tutti gli scarichi al depuratore? fino a quando non ottemperano al referendum? Mi rendo conto che per fare questo ci vuole un popolo e non un gregge. Ma si immagini cosa accadrebbe se il 50% delle famiglie interessate smettesse di pagare. Li vorrei vedere a chiudere mezzo milione di contatori….Ghandi insegna…come? Da noi abbiamo il Milan?…in effetti c’è differenza.

    1. basterebbe anche un 25-30% per metterli in ginocchio, ma come la Campagna d’Obbedienza civile (decurtazione della remunerazione del capitale dalla bolletta) dimostra, non è facile trasformare le pecore in lupi.
      Comunque il sottoscritto e qualcun’altro la sua proposta l’ha già messa sul tavolo.
      Vedremo

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