«PUBLISERVIZI, PERCHÉ CI SIAMO ASTENUTI?»

empoli_publiservizi_sede PISTOIA. Chiara Colombo, Carla Breschi, Alterio Ciriello, Loreno Del Maestro, Consiglieri del Pd, tornano sulla questione Publiservizi e scrivono:

Ci siamo astenuti perché siamo per il mantenimento di Publiservizi e perché ci piace vivere nel “limbo”?

O, ci siamo astenuti perché c’erano troppi elementi contraddittori tra di loro e molto confusi che non ci hanno permesso di capire dove stava il vantaggio per la città, soprattutto, in termini economici, finanziari e patrimoniali dell’operazione che si andrà a fare? E, soprattutto, quale operazione si andrà a fare?

 

DOVE STA LA VERITÀ?

 

La verità è molto semplice. Per comprenderla al meglio, elencheremo in maniera chiara e sintetica i vari motivi che non ci hanno permesso di dire né si, né no:

1) La nostra volontà politica, fin dall’inizio del mandato, è sempre stata quella del “superamento” di Publiservizi attraverso la razionalizzazione di tutte le partecipate, in essa incluse, e la riacquisizione delle quote delle società di maggior interesse per i cittadini pistoiesi. Volontà espressa anche dal Sindaco stesso, all’interno del programma di mandato “…avente ad oggetto il radicale ripensamento dell’attuale partecipazione del Comune di Pistoia in Publiservizi spa…”.

2) Nell’ultima integrazione della delibera, si specificava “…di mantenere la partecipazione in detta società per l’arco di tempo strettamente necessario a raggiungere il citato obiettivo di governo…”. Senza specificare modalità e tempi dell’operazione.

Ma la nomina del professor Stanghellini, non doveva servire proprio a questo scopo?

Come mai non è stato mai ascoltato nella commissione competente e, il giorno del Consiglio Comunale, non era neanche presente in aula?

 

Il professor Lorenzo Stanghellini
Il professor Lorenzo Stanghellini

3) L’incarico oneroso (29.900,00 €) affidato ad un advisor, la cui relazione avrebbe dovuto approfondire vantaggi e svantaggi dell’opzione di riassetto, non ha prodotto risultati nei tempi necessari né per supportare la decisione del Consiglio, né per elaborare la delibera in maniera corretta ed esaustiva.

Per essere precisi, la relazione sarebbe dovuta arrivare entro fine gennaio (queste le parole dell’assessore competente durante l’ultima Commissione Bilancio). Scadenza che, si è protratta fino a fine febbraio/inizio marzo.

Senza questo tipo di documentazione, senza numeri alla mano è difficile poter giudicare e decidere.

Facciamo notare, a tal proposito, che questo tipo di atteggiamento tende a ripetersi anche su altre questioni (vedi “caso professor Gherpelli”, il quale avrebbe dovuto elaborare, entro un anno dalla sua nomina, luglio 2013, un documento sulla riprogettazione, riqualifica delle istituzioni e delle attività culturali della città; dov’è il documento?)

Non vorremmo che si paghino i tecnici esterni e che poi, le decisioni vengano prese indipendentemente dai loro pareri e/o studi.

4) Ci siamo chiesti, in ultimo, se la poca chiarezza del da farsi, non sia dovuta anche a una contrastata gestione politica e relazionale nei confronti degli altri Comuni soci e, in particolare, del Comune di Empoli.

Non sarà mica che, dietro questa decisione, c’è il rischio che venga riproposta la nascita di una “holding pistoiese”. Questo, a nostro avviso, ci farebbe perdere forza nelle partecipazioni strategiche, con effetti sul bilancio comunale non opportunamente stimati, ed esporrebbe a ulteriori rischi di isolamento della nostra città in questi questioni estremamente importanti per il nostro territorio.

In ultimo, ci tenevamo a ringraziare i tecnici comunali che con grosso impegno, trasparenza e disponibilità hanno cercato di farci “digerire” tutti gli aspetti tecnici di questa delibera.

Chiara Colombo, Carla Breschi, Alterio Ciriello, Loreno Del Maestro
Consiglieri Comunali Gruppo Pd

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