puniti per serravalle. NON È ANCORA ‘DIACCIATO’ IL CADAVERE ED È SUBITO SERA…

La storia che si ripete è uno dei fenomeni più ganzi che esistano. A non capirlo sono solo i politici e gli amministratori di oggi che, duri come i muli, vanno avanti dritti per la loro strada e fanno solo un gran casino


Accordi e disaccordi son fatti per i tordi e restano ricordi…


Puniti per serravalle: #ancorauniti #mapperpoco. Altri cinque anni di giochi al coltello?

 

Il babbo è ancora in salotto nella bara aperta, con quattro ceri intorno, e già i parenti hanno iniziato a litigare a chi andrà un fisco di vinsanto di cinque anni fa, una forma di cacio comprato dal pastore dell’Orsigna a Natale e ormai ben stagionato, una damigiana di grappa fatta in casa e distillata, magari, a villa Montaletto, o il presciutto dell’ultima salatura e il resto dei ciccioli.

E mentre le prèfiche piangono e si strappano i capelli, il capofamiglia Piero è lì che si gratta in capo perché, pur aiutato da tutti i destrofili coesi a sputo (sia la Pira che il La Pietra anche per Serravalle non hanno saputo fare di meglio: la storia che si ripete, appunto…), ognuno dei sostenitori si fa sotto e fa le sue avances alla sposa, per esercitare il diritto della prima notte che, nel puttanaio dei Comuni italiani, si chiama composizione della giunta.

E siccome tutti hanno vinto, per tutti ci dovrebbe essere un equo compenso: un seggio in giunta o, visto il livello della politica odierna, un seggiolotto di quelli dove il bimbo rovescia il piattino e, sbrodolando sul piano, mangia con le manine unte come fosse la cosa più normale di questa terra.

La Pietra-Pira: un amore che è «né cangia stile» direbbe Leopardi…

Dovevamo saperlo che l’amore brucia la vita e fa volare il tempo, scriveva Vincenzo Cardarelli. Dovevano saperlo i leghisti e i fratellini d’Italia accattati che c’è una legge fisica chiara: lo spazio occupato da un corpo non può essere occupato da un corpo diverso, a meno di non togliere di mezzo il primo ingombro.

Riepilogo brevemente: nessuno a Serravalle ha davvero vinto. È che hanno perso – e ben gli sta, perché ci sono stati anche troppo a cassetta – il Pd e la sinistra. La contrapposizione Casale-Masotti ha riaperto la via a Piero Lunardi (forse meglio lui che altri insopportabili rossi).

La battutaccia: «A serravalle le elezioni le ha vinte Federico Gorbi». In più d’uno dicono proprio così

E sì che Piero, per consolidare il basamento del suo trono, ha anche modificato lo statuto del comune per istituire e aggiungere un posto a tavola (il presidente del con[s]iglio comunale): ma questo non basta né alla Lega – rappresentata da un Alessio Gargini che tutto è tranne che leghista – ma alla Pira non gliene può fregar de meno – né a quel senatore per caso del La Pietra, che già casino a sufficienza fece con l’eliminare l’Elena Bardelli e col cooptare uno Stefano Agostini che giungeva dalle terre politiche di chiara colorazione maoista. Politica: proprio come la diarrea.

Uniti per Serravalle? Non lo so. Puniti sì. E senza ombra di dubbio. Per il resto è garantito: nessuno voterà contro Piero. Son tutti col culo troppo attaccato all’impagliata delle seggiole. È tutta e solo – credéteci – una presa di culo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Che uomini i sinistrorsi di Quarrata!

Romiti e Mazzanti. Che loro vi ispirino come si deve…

 

Prendete spunto, politici a mezzo servizio, della scienza del potere che avete sotto gli occhi in quel di Quarrata.

Lì, dove per 10 anni ha imperversato il Mazzanti (salvato a buco dall’accusa di voto di scambio e solo perché era di sinistra e grazie a una procura della repubblica a chiaro indirizzo politico di sinistra), non solo il sindaco uscente continuerà a fare il sindaco di fatto – eludendo la legge grazie al suo successore, che dalle sue labbra pende e dipende –; ma due giorni dopo le elezioni, la giunta era già consacrata e unta con olio del Montalbano: il che significa che tutta l’opera dell’associazione fatebenefratelli era già stata predeterminata e prefissata alla faccia della democrazia.

I caimani lavorano così. Le lucertole, invece, si litigano un mosca morta come a Casale.


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