punti di vista. SE LA LIBERTÀ, L’ANTIRAZZISMO E LA LEGALITÀ SONO QUELLI DEI PROGRESSISTI E DEI 5 STELLE, SON CONTENTO DI MORIRE (ANCHE SE MI DISPIACE)

LA MORTE? UNA BAZZECOLA RISPETTO

ALLA GALERA ROSSA COL BACETTO!


Non uno, ma cento, mille, milioni di Montanelli che dicono liberamente il proprio pensiero nella santa dittatura di oggi!

 

STAMATTINA, 15 giugno, in un mio intervento dedicato al Comune di Serravalle, mi è venuto di scrivere – per caso, non voglio sembrare troppo intelligente: per questo basta la Boldrini in ginocchio – «Comune conquistato dai civici dopo oltre 90 anni di sostanziale dittatura: 20 del regime (Mussolini è ancora cittadino onorario del Colle e tormenta i sonni della sensibile Simona Querci) e più di settanta di sostanziale dittatura rossa…».

Invito i lettori, partendo dai laureati in materie scientifiche, a esercitare un minimo di logica nel ragionamento.

In questa bellissima provincia di Pistoia, così vocata & focata per la sinistra e per i democratici-progressisti (ivi inclusi i 5 Stelle transfughi dalla cremeria radical chic), tendenzialmente rossa come un hot dog tenuto ad arrostire sulla gratella (volgarmente detto «lillo di cane») ci sono stati per vent’anni e un po’ più i fascisti, brutti stronzi, cattivi e razzisti; poi, puuufffffff…, come una scorreggia silenziosa, il 26 aprile (ma soprattutto dopo il 28 di quel mese) sono spariti loro e sono arrivati «la Rosina, il su’ marito e i su’ figlioli»: tutti bravi, tutti santi come la famosa Panaghìa greca, la Madonna, detta appunto tuttasanta.

Ora: va bene che, dal momento che ho insegnato per 50 anni, come professore-stereotipo sono un «cretino con patente», specie, perdipiù, perché non sono un ingegnere, un medico, un avvocato o un magistrato; ma volete spiegarmi dove sono finiti, fra il 25 e il 28 aprile, tutti quei milioni di fascisti che andarono a letto con la camicia nera la sera del 24?

Una osservazione, questa, che non è l’invenzione di me stronzo, ma della stessa amatissima senatrice Liliana Segre, oggi cittadina onoraria di tutta Italia come 70 anni fa Benito. Gli storici di sinistra la ritroveranno in qualche spezzone (se non sbaglio) della Myrta Merlino.

P2 o «toghe rosse»? Gesù o Barabba?

E ora proseguiamo in linea di ragionamento e di logica: 20 e più anni di fascismo seguiti da 70 e più anni di sinistra ininterrotta e implacabile, cioè 20 anni di granito/Benito e oltre 70 di macigni degli Urali che ti pesan dei quintali, ma benaccolti e osannati dalla gente come la salvazione – tanto che anche i cattolici si sono votati al rosso, a iniziar dai cardinali.

Pistoia – ma direi di più – la Toscana è terra che con le dittature ci va a nozze: siano rosse o siano nere, vanno ben tutte le sere; siano nere o siano rosse, mai nessuno avrà più scosse!

Prudenza, fortezza, giustizia e temperanza. Si dice male degli altri e ci si ritrovano le corna in casa…

«Una sega!» dice Isabella la farmacista lesbica alla sua fidanzata, la sorella di Levante Quarini, Selvaggia (Barbara Enrichi) quando, in Il ciclone, la venditrice di preservativi, scoppiata per la gelosia, piomba al ristorante e fa un macello, alla fine del quale il ragionier Pieraccioni non sa che altro dire se non un fantastico: «Ovvia, il che si fa, sù? Si chiede il conto…?».

Sì, perché nella storia c’è sempre un conto da pagare. E chi nasce pecora, non può morire lupo: e proprio per questo avrà sempre un cane-duce che lo guida – che sia Mussolini, il tormentatore della Simona Querci, o Napolitano o Mattarella che stupra la Costituzione di 60 milioni di italiani (ed è peggio di un Montanelli coperto di vernice rossa, che sposò una bimba di 12 anni un secolo fa).

Che dire poi di Conte? Sarebbe come fare operare, con un diploma di alta specializzazione cardiochirurgica e cento lauree ad honorem, uno di quei contadini che, un tempo, nella campagna della magnifica civiltà agropastorale, tutta rose e fiorellini, farfalle e uccellini, uno di quei contadini che, con il ferratoio trapassava ferocissimamente dal vivo il cuore ai maiali per spararli (vuol dire dividerli per lungo), metterli a testa in giù su una scala e farne pezzi e salsicce. L’avete mai visto un illecito presidente del consiglio che passa, come un trapezista, dalla destra alla sinistra come i fascisti dal 26 al 28 aprile 1945?

La tirannia piddì non è reato
La resistenza ce l’ha insegnato

O di Di Maio, duro e puro con i soldi di Maduro? La storia non farà luce: perché queste cose spariscono come l’oro di Dongo e la cartella di Mussolini. O di Palamara/Palmera, tonno (Cossiga) buono per la mattina e per la sera? Non sarà fatta luce perché i nostri eroi, fascisti d’altro colore, che s’inginocchiano per un nero ammazzato in America, non lo faranno mai per un bianco ammazzato dai neri: lì vale il contrappasso «giusta punizione per un bianco che è infamone!»,

In un mondo di merda come quello che ci hanno imposto da vivere, dove comanda chi non ha vinto le elezioni e con la forza delle toghe rosse che non dovrebbero dare ordini, ma semplicemente applicare la legge, scusatemi tanto ma… son contento di morire (anche se mi dispiace).

E andate a farvi fottere!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Si nasce o liberi o fascisti. Fate vobis!

Questo non possono permetterselo né Zorro di Agliana né Marcello MC Cantini né tanti altri buoni cattocomunisti che sanno insegnare la retta via (o la via del retto?).


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