san[t]ità montagna. PUOI FARTI MALE QUANTO VUOI, MA DEVI SCENDERE AL SAN JACOPO

Punto di Primo Soccorso o... Pronto Soccorso al Piot di San Marcello?
Punto di Primo Soccorso o… Pronto Soccorso al Piot di San Marcello?

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Sabato 24 e domenica 25 settembre il campo sportivo di Gavinana ha ospitato gare di calcio, sia dell’Eccellenza Uisp sia di Prima Categoria Figc.

Niente di strano, anzi, bene, perché dove c’è sport dilettantistico nasce e si sviluppa la sana pianta dell’agonismo e soprattutto dello sport “pulito”.

Caso ha voluto che in ambedue le partite siano accaduti incidenti di gioco che hanno richiesto il supporto del Piot di San Marcello, che qualche malavitoso della politica si ostina a chiamare Pronto Soccorso.

La dimostrazione che Pronto Soccorso non è si è avuta quando, trasportati colà gli infortunati, in macchine private e non in ambulanza; arrivate queste dopo tempo massimo, nemmeno un cane abbia fatto una diagnosi di settore: ci riferiamo ad un ortopedico, sempre che, con la Sanità dell’incolore Rossi (chiamarlo rosso sarebbe un vanto per questo sbiadito personaggio), quando c’è un arto rotto, la velineria Asl non ci comunichi che ci si deve rivolgere al macellaio o all’ortolano.

Accadrà, statene certi, perché “le condizioni minime di vivibilità sui territori marginali”, quelle che si leggono nei bandi copia-incolla dei Comuni di Piteglio e Cutigliano (vedi qui e qui) per un bando di concorso a tempo (mesi quattro) e una retribuzione faraonica di ben €. 480,00 lordi, fertile parto della ditta Giurlani Oreste & Uncem, fanno presagire che “il peggio” deve ancora arrivare…

Se qualcuno coltiva la giusta curiosità di sapere che fine hanno fatto gli atleti infortunati, possiamo dirvi che sono stati trasportati con macchine private al “gommone” San Jacopo di Pistoia, presumiamo al pronto soccorso e poi in ortopedia; sempre che i poveretti non siano ancora lì ad aspettare una visita che verrà.

Una stampa perlopiù velinara
Una stampa perlopiù velinara

Se poi siete troppo, troppo curiosi, chiedete alla signora Ponticelli, “comandante” della velineria ufficiale dell’Asl-Area Vasta, fino a poco tempo prima responsabile unica della comunicazione Asl 3 nonché responsabile del personale a lei sottoposto in numero di due unità (che si chiamano, la prima Daniela e la seconda Ponticelli).

Siamo contenti, a parte le battute scherzose per stemperare un po’ una vergogna che si chiama Sanità, che i casi si siano risolti positivamente: resta la domanda di cosa sarebbe potuto accadere se l’incidente fosse stato di maggiore gravità e il Piot di San Marcello non in grado di fornire il minimo servizio.

Qualche Sindaco, e ci riferiamo alla gentile Silvia Cormio, rifiuta che il suo territorio venga dichiarato area disagiata e quindi, in teoria, papabile per poter accedere ai benefici che la legge prevede: ma perché, Sindaco Cormio?

Perché, Sindaco Cormio, accettare che il glorioso Severmino, per il quale era previsto un manto sintetico che consentisse il suo utilizzo sportivo anche in inverno, è stato dequalificato a elisoccorso, di là da venire e promesso dai tempi dell’Abati e mai costruito?

Siamo sicuri che non esistesse un altro terreno idoneo per quest’opera che nessuno avrebbe richiesto se solo l’ex ospedale Pacini avesse continuato a svolgere il suo servizio di eccellenza sul territorio, come certificato in tempi non sospetti dall’Asl medesima?

Ascoltate bene: l’ortopedico sarà presente in zona solo quando comincerà a nevicare e l’Abetone richiederà questo servizio per i suoi clienti sciatori.

Ma all'Asl dicono che è un'eccellenza...
Ma all’Asl dicono che è un’eccellenza…

Fra uno sciatore e un taglialegna, con maggiore probabilità di farsi male, chi pensate che venga privilegiato da questa pseudosinistra di sinistri rappresentanti?

Saremo anche ripetitivi, ma questi politici partoriti dalla Montagna negli ultimi trent’anni fanno schifo!

Tanto più fanno schifo allorché li vediamo tutti proni e plaudenti ai voleri del loro capobastone che alcuni chiamano “l’ebetino di Rignano” ma che all’anagrafe si chiama Matteo Renzi e non è affatto grullarello: è un democristiano con appesa al collo la croce e la falce e martello.

Quel signore che attraverso i suoi scherani ha preteso che tutti i Sindaci della Provincia, salvo due che si sono rifiutati, votassero un documento a favore del prossimo referendum-farsa sulla Costituzione.

Basterebbe questo (speriamo sia così) perché il cittadino dalla memoria lunga ricambiasse “amabilmente” con un secco no, anche perché, se avete ben letto gli interventi di alcuni politici locali, il piattino del Comune Unico a guida Dynamo è già preparato.

Avete compreso? No?

Allora continuate a farvi prendere per il sotto-coda.

[Felice De Matteis]

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