putingate. PRIMO GREGANTI, SECONDO MATTEO. ULTIMO SAVOINI

RIceviamo e pubblichiamo un interessante articolo dell'On. Maurizio Bianconi sulla vicenda "affaire Savoini"
Maurizio Bianconi

ROMA . Chi si addentra con una qualche responsabilità istituzionale nei complessi equilibri di geopolitica e si confronta coi giganti del mondo, dovrebbe sapere di non essere in una sala corse, dove fino all’ultimo si può cambiare cavallo. Così non appare strano che gli addetti ai lavori putiniani abbiano dato una lezione a Salvini & c.

Chi denuncia scandalose intromissioni dei servizi di vari paesi sulla questione Savoini, adopera un aggettivo fuori posto. Salvini disturba molta gente. È normale, che la Russia lo richiami all’ordine dopo la scelta filoamericana. Ed è normale che gli unioneuropeisti, comunque vestiti e collocati, ne approfittino per bastonare chi già è sotto scacco.

La normalità dell’episodio, omologo ad altri – anche ben più gravi – occorsi ai fedifraghi di Putin, denota la dilettantesca approssimazione del secondo Matteo. Ancora più disperante, la linea di difesa. Dire che Savoini “non si conosce” e che “non si sa che incarichi potesse avere” e insomma tentare di nascondere l’evidenza è stata la peggiore scelta.

Assistevo una ragazza che denunciava uno stupro e il suo autore. L’ imputato sosteneva di non conoscerla e di non averla neppure vista il giorno incriminato. Non avevo testimoni del fatto, ma avevo testimoni che sapevano che l’imputato conosceva la mia cliente e che quella mattina lì l’aveva vista in un bar e si erano parlati. Mi fu sufficiente provare questo per ottenere la condanna.

Se l’imputato avesse detto di conoscerla e di averla incontrata, ma di non averla stuprata, si sarebbe salvato. Ma negare falsamente conoscenza e incontro, significava ammettere tutto il resto.

Il parallelo non lo completo: si capisce bene. Anche qui, dilettanti allo sbaraglio.

In casi del genere si ricorre a semplici antidoti come: “…non rispondo ad attacchi così evidenti.” o “Certo che conosco Savoini, è un leghista di cui ho avuto fiducia…” e poi, confidare che Savoini sia un novello Primo Greganti. Anche se, come mi auguro, fosse innocentissimo.

Ultimo consiglio non richiesto: elezioni subito, prima che la propria incapacità e le manovre altrui sgonfino un pallone pieno di consensi e alimentati sinora da molti tweets, dirette fb, interventismo nelle piazze, ma privo purtroppo di sostegni programmatici e politici di base.

Maurizio Bianconi


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