qualcosa è cambiato. DUE SOLI VIGILI IN SERVIZIO, GLI ALTRI O A CASA O IN FERIE

Polizia municipale in ginocchio ad Agliana: e il mercato resta in bilico nella speranza che non succeda niente di imprevedibile. Non si capisce se la programmazione della dottoressa Nanni sia una prova di "recita a soggetto" o la riprova di una reale incapacità di coordinare gli agenti a sua disposizione
La comandante Paola Nanni

AGLIANA. Anche oggi, 20 luglio – come in altri giorni di mercato –, piazza Bellucci era abbandonata alla buona sorte.

La Polizia municipale di Agliana è in carenza di organico, ma la comandante Paola Nanni non sembra in grado di seguire la comunità aglianese neppure se da Agliana riceve il 70% del suo stipendio. E per Agliana è una continua emorragia, una sorta di anemia perniciosa.

Il servizio dis-sociato (sotto ogni punto di vista) di polizia municipale ha un comune capofila che è – altra anomalia – quello pedemontano di don Ferdinando e la Nanni non può certo fare la spoletta tra i due comuni: è sempre stata una sorta di comandante-fantasma.

Questo è un altro dei principali motivi per il quale il servizio [dis]associato – disegnato dalla fervida mente di Rino Fragai, forse per risolvere problemi di patate bollenti per cariche da riassegnare e persone da gratificare – è stato smantellato. Eppure la dott.ssa Nanni ha sempre riscosso, come abbiamo detto, il 70% del suo stipendio proprio da Agliana: con la vecchia amministrazione democratica, dunque, Agliana sempre prima a pagare e sempre ultima ad essere servita poco e male.

Agliana è la Cenerentola della polizia municipale con dieci unità in meno di quelle che dovrebbe avere (la normativa prevede 1 agente ogni 1000 residenti, cioè 17 unità arrotondate per eccesso): 10 unità che permetterebbero di svolgere tre turni di servizio coprendo, con una coppia di agenti, il territorio anche nelle ore notturne.

Niente di questo è possibile: le precedenti amministrazioni demokrats hanno preferito sistemare  dipendenti di concetto riempiendo gli uffici e lasciando indietro i vigili, oggi sacrificati senza una ragione plausibile.

Due pensionati occupano il posto dei venditori abusivi nigeriani, solitamente presenti

Qualche disallineamento dallo stallo: il mercato dell’anarchia?

Il mercato di piazza Bellucci era poco frequentato stamattina alle 9:30 e gli ambulanti ci hanno confermato di non avere visto alcun agente: lo immaginiamo, ce n’erano infatti due soli di turno e sono stati assorbiti dagli adempimenti d’ufficio, aperto proprio il sabato per ricevere l’utenza; un episodio che non è però eccezionale, ma consueto nei fine-settimana.

Il pomeriggio di questo sabato, ci riferisce l’assessore, ci sarà solo un ispettore in servizio. La questione “carenza di organico”, già critica in partenza, è esplosa dopo che la comandante Nanni decise di rilasciare il nulla osta di mobilità richiesto dall’agente Amalia Vuono, che è stata spostata in Valdera, riducendo di fatto l’organico a 5 sole unità.

Sabato 20 luglio: nessun agente è stato visto in servizio

Chi vigila sul mercato? «La buona sorte», risponde un ambulante critico

Insomma, per intenderci, un vero e proprio squilibrio che smentisce, nei fatti, le dichiarazioni della dott.ssa Nanni in congilio a Montale. La comandante disse, infatti, che Montale “sopperiva” alle carenze di Agliana. A noi, però, sembra più agevole credere che abbia sbagliato il verbo “sopperire” con “sopprimere”: «sopprimeva». Una cosa un po’ diversa, non vi pare?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealinea.info]
Diritto di cronaca e di critica


DOMANDARE È LECITO, RISPONDERE È CORTESIA

«Non sarebbe stato più giusto supportare davvero Agliana… piuttosto che dare il là alla Vuono senza imporle di trovarsi una sostituta?»

Associazioni & Dissociazioni

 

A OGNI UCCELLO il suo nido è bello, ripeteva il vecchio padron ’Ntoni nei Malavoglia del Verga. Con ciò il patriarca siculo intendeva dire che uno sta bene dove è sempre stato bene: del resto il proverbio non recita anche «Chi sta bene non si muove»?

La comandante Nanni – è notorio – ad Agliana (sua “casa madre” come quella delle monache: 70% dello stipendio) non c’è mai “tornata di casa”; ma non sembra che neppure ci sia andata a svolgere più di qualche sporadica “visita pastorale”: di fatto c’è corsa una sola volta.

Nel vero senso della parola: si è messa le gambe in spalla e, il primo giorno del battesimo di Benesperi, è volata a parlare con il neo-Sindaco rendendo carne il proverbio aretino «Gamba mia non fa vergogna camminar quando bisogna!».

Chiariamo bene: la comprendiamo perfettamente, perché tra la piatta Agliana, affogata o nel sole o nella nebbia, e la gaia e ridente Montale, ordinata e ravversata come la divisa di una suffragetta americana in un film in bianco e nero, la sua bella differenza c’è. Meglio la Smilea, meglio il San Salvatore in Agna, meglio le pendici, su su, pur passando dinanzi a quella patata bollente per Betti che sarà l’ex-carbonizzo Tempesti.

Ma quel che piace – ci rincresce per la comandante Nanni – non è sempre quello che è giusto. Alla fine, nonostante la parabola evangelica del figliol prodigo e nonostante quello che possa dire don Paolo dopo aver predicato contro Salvini e la Lega, la gente, anche quella che confessa di aver rubato la marmellata in dispensa, torna a casa ed è più d’accordo col figliolo incazzato perché s’è rotto la schiena a lavorare i campi, che con quello che è andato a far baldoria e a sperperare tutto in gozzoviglie e donne come Silvio & C..

Insomma, comandante, non era più logico, più giusto, più equo, dare il 70% del suo tempo ad Agliana, piuttosto che il 98% a Montale che le pagava solo il 30% del suo stipendio?

E non sarebbe stato più giusto supportare davvero Agliana (e non sopportarla), piuttosto che dare il là alla Vuono senza imporle di trovarsi una sostituta, come sembra che stia facendo ora con un altro vigile, in ferie indeterminate, che chiede di scappare da Agliana per rifugiarsi a Montemurlo? Anche per lui un nulla osta senza l’obbligo di trovarsi un sostituto? E a Agliana chi resta, visto che oggi c’erano solo 2 vigili 2?

Questa sua pianificazione dei servizi le sembra logica, un esperimento di “recita a soggetto” o la riprova di una reale incapacità di coordinare gli agenti a sua disposizione?

Non segua l’esempio del suo amico Betti, il sindaco muto: risponda alle domande di chi gliele pone in nome della gente che ha pagato e paga il suo non certo trascurabile stipendio.

Edoardo Bianchini
[
direttore@linealibera.info]
Maschere nude e Teatro dell’arte


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