quarrata. AFGHANISTAN E DIRITTI DELLE DONNE, LA LEGA PRESENTA UNA MOZIONE

Nigi e Noci: “Chiediamo che il nostro comune esprima piena solidarietà al popolo martoriato dalla guerra e si faccia parte attiva per pretendere il rispetto dei più elementari diritti delle donne”. Si ad accordi che prevedano una equa distribuzione dei profughi tra tutti i paesi della Comunità Europea ma anche in ambito Onu

Un mozione a sostegno dei diritti delle donne afgane

QUARRATA. Dopo i drammatici fatti che in questi giorni hanno visto di nuovo i Talebani prendere il potere in Afghanistan, il gruppo consiliare della Lega presenta una mozione affinché anche il Comune di Quarrata esprima piena solidarietà a quel popolo martoriato dalla guerra e si faccia parte attiva sollecitando il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Esteri al fine di pretendere, nell’ambito di tutti gli organismi Internazionali il rispetto dei più elementari diritti delle donne.

Spiegano i Consiglieri della Lega Stefano Nigi e Giancarlo Noci: “A seguito della volontà espressa dal Presidente USA Donald Trump e mantenuta dal suo successore Biden, di disimpegnarsi militarmente dall’Afghanistan, dopo il ritiro dei contingenti Internazionali, abbiamo assistito al rapido sfaldamento delle Forze di sicurezza Afgane e alla velocissima avanzata dei talebani che in pochi giorni sono entrati a Kabul, proclamando nuovamente l’Emirato Islamico.

Nonostante le rassicurazioni del nuovo Governo Talebano, si teme che la condizione della donna in quel paese sia riportata a quella preesistente al 2001 dove sotto i Talebani le donne non godevano di nessun diritto, trattate pressoché come merce di scambio, non avendo diritto all’istruzione, né di accesso alle professioni, date in spose ancora bambine, costrette a uscire completamente coperte dal Burka integrale.

Dal 2004 sotto il Governo del Presidente Ashraf Ghani, i diritti delle donne erano timidamente incominciati a uscire dal medioevo della distorta legge Coranica dei Talebani, sono stati parificati a quelli degli uomini, tornando a rifiorire di giorno in giorno nonostante la secolare mentalità retrograda degli afghani, alcune si sono dedicate alla politica, altre sono diventate medici, altre piloti militari”.

Nigi e Noci

Continuano i Consiglieri Leghisti: “Adesso temiamo che dopo la nuova istaurazione dell’Emirato Islamico si faccia di nuovo un salto nel buio tornando indietro di secoli, le rassicurazioni Talebane poi sono ancora più inquietanti, si esortano le donne a far parte del nuovo Governo (ma contraddizione di fondo) sotto la legge della Sharia, invito loro rivolto da quelle stesse persone che si sono rese responsabili di lapidazioni, mutilazioni, punizioni corporali e esecuzioni di piazza nei confronti di quelle donne che hanno provato a rivendicare i loro diritti”.

Prosegue poi il Capogruppo Stefano Nigi: “Le notizie che già ci giungono sono poco rassicuranti, si parla già di violente rappresaglie, di decine di migliaia di profughi in fuga verso i confini, ma anche eroici episodi di esempio e resistenza , come quello della più giovane donna Sindaco Afgana (27 anni) Zafira Ghafari più volte minacciata in passato che ha deciso di rimanere al suo posto, anche se sa che gli costerà la vita. Le domande che tutti ci facciamo sono: che fine faranno le donne afgane? Che fine faranno le persone per bene che hanno creduto alle promesse dell’occidente? Cosa accadrà alle ragazze che hanno creduto alle promesse di un Islam moderato? Per cosa sono morti i nostri 54 militari della missione ISAF, che oltre al tributo di morti e feriti tanti finanziamenti è costata all’Italia?

Nelle altre impegnative chiediamo poi che il Presidente del Consiglio e il Ministro degli esteri si facciano portavoce presso tutti gli organismi Internazionali per stipulare accordi che prevedano una equa distribuzione dei profughi fra tutti i paesi della Comunità Europea ma anche in ambito ONU, attraverso “Corridoi Umanitari “ privilegiati per donne e bambini e per tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato con il legittimo Governo Afgano e le Forze Occidentale, al fine di evitare disastri umanitari”.

Conclude poi il consigliere Leghista Giancarlo Noci: “Diamo atto che in questi anni sia il Consiglio Comunale di Quarrata , che il Sindaco e la Giunta, hanno sempre dimostrato di essere attenti ai diritti civili in genere, ed in particolare a quelli delle donne, delle minoranze perseguitate per motivi etnici, religiosi o di orientamento sessuale. Si possono citare a esempio la panchina rossa contro la violenza sulla donna o la Cittadinanza onoraria a Patrik Zaki.  Per cui chiediamo anche nelle impegnative di apporre perennemente su un palazzo Comunale uno striscione di solidarietà alle donne Afgane, rappresentante anche una delle tante foto circolanti in rete che ben stigmatizzano l’argomento più di mille parole, così com’è stato fatto per chiedere verità su Giulio Regeni  o la liberazione di Patrik Zaki.

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Lega Nord Quarrata

 

 

 

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