QUARRATA. AL PALO L’AMPLIAMENTO DEL NIDO DI VIA LIPPI

Il Comune: «Inaccettabile l’ulteriore proroga richiesta dall’impresa appaltatrice». La Giunta vota la risoluzione del contratto
Via Lippi-incrocio via Torino
Via Lippi-incrocio via Torino

QUARRATA. Con una delibera di giunta – la n. 2 del 12 gennaio – è stata votata la risoluzione del contratto relativa ai lavori di risanamento, messa a norma ed ampliamento dell’asilo nido di via Lippi. E così una nuova importante opera – avviata già dalla amministrazione Gori e dall’allora assessore ai lavori pubblici Marco Mazzanti, oggi sindaco – si aggiunge alle altre sospese prima tra tutti la piscina di Vignole. E mentre dopo una lunga sosta dovrebbero partire i lavori per le piste ciclabili si assiste ad una nuova “débâcle” per la giunta Mazzanti e il vicesindaco Gabriele Romiti.

La risoluzione del contratto d’appalto stipulato nel maggio 2011 e di tutti gli atti successivi avviene “per grave ritardo all’avanzamento dei lavori, per mancato rispetto del termine di ultimazione dei lavori nonché per gravi inadempimenti agli obblighi contrattuali con ogni conseguenza di legge e senza pregiudizio di altri azioni e provvedimenti al mancato rispetto dei patti contrattuali”.

Ma andiamo con ordine: il primo progetto riguardante l’ampliamento della struttura di via Lippi risale al febbraio 2009 mentre il progetto esecutivo era stato approvato nell’ottobre del 2010. I lavori – il cui importo complessivo era di Euro 1.804.835,89, Iva esclusa, di cui Euro 37.617,89 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso ed un importo a base di gara soggetto a ribasso pari ad Euro 1.767.218,00 – vennero a seguito di una gara d’appalto affidati all’Associazione temporanea di impresa Centauro srl di Signa nel febbraio 2011 per un importo di contratto di Euro 1.219.020,79, oltre Iva di legge (pari ad Euro 121.902,07), e quindi per un importo complessivo di Euro 1.340.922,86.

L’impresa fiorentina che nel 2010 dava lavoro a undici persone (con un giro di affari annuo di circa 3 milioni e mezzo di euro) sottoscrisse il contratto di appalto nel maggio 2011. Da allora fino alla fine del 2014, all’asilo nido di via Lippi sono stati realizzati solo un terzo dei lavori. L’edificio in realtà doveva essere già pronto entro luglio 2012.. Si sono accumulati però ritardi su ritardi e una svariata serie di contestazioni a partire dalla consegna di una parte del cantiere mentre in una altra ala dell’edificio da ampliare continuavano a tenersi le “lezioni” dell’asilo nido. Sono state segnalate anche “asserite carenze strutturali” in corso d’opera da parte del Comune stesso. La prosecuzione dell’opera era stata rallentata anche a causa delle difficoltà economiche e finanziarie dell’impresa subappaltatrice “Il Giglio del Mugello” (impresa di carpenteria).

In seguito nell’ottobre 2012 il Comune aveva consegnato una ulteriore parte del cantiere (relativa ai lavori per l’esecuzione dell’impianto fotovoltaico da posizionare sulla copertura esistente ma al contempo erano stati sospesi i lavori di ampliamento per permettere una prima perizia di variante suppletiva (necessaria per far fronte agli obblighi di legge per il conseguimento del rilascio del certificato di prevenzione incendi anche per gli asili nido) e per inserire le lavorazioni resesi necessarie per il proseguo dei lavori.

Sono seguite poi tutta una serie di controdeduzioni, riserve da parte della impresa appaltatrice e solleciti del comune di Quarrata con verbali di sospensione del cantiere e quindi di tutte le lavorazioni previste nel progetto. In corso d’opera – e siamo già nel 2013 – dopo il susseguirsi di alcuni lavori suppletivi a fine novembre era stata disposta una nuova sospensione parziale dei lavori per consentire la predisposizione di una seconda perizia di variante suppletiva resasi necessaria poiché essendosi danneggiati gli attacchi di base dei pilatri dell’edificio era risultata necessaria una revisione del progetto strutturale e una integrazione della pratica presso il Genio Civile per inserire le lavorazioni occorrenti per il proseguo dei lavori.

L’edificio prima dell’inizio dei lavori
L’edificio prima dell’inizio dei lavori

Il Comune stesso nel marzo scorso in un comunicato stampa aveva parlato di “periodo di difficile gestione del cantiere, correlato a problematiche di natura tecnica ed economica”.

È allora che era stato trovato un accordo con l’impresa aggiudicataria dei lavori per riavviare i lavori più volte sospesi. La giunta – come noto – il 17 marzo scorso aveva approvato un accordo transattivo, giuridicamente contemplato dalla disciplina in materia di pubblici appalti, con il quale le parti dichiaravano di essere reciprocamente soddisfatte e di non avere null’altro da pretendere fino a quel momento. Nello specifico l’accordo era consistito nella corresponsione alla ditta esecutrice di una somma di euro 241.400,00 per i maggiori lavori eseguiti, in cambio di una celere ripartenza dei lavori, con obbligo, salvo insorgenza di nuovi ostacoli, di concludere l’opera in otto mesi, oltre e soprattutto alla rinuncia di tutte le riserve apposte dall’azienda sugli atti contabili, pari a 1.203.464,00 Euro.

Una strada ritenuta allora conveniente sotto l’aspetto economico e tecnico per il Comune di Quarrata, considerando che la transazione non modificava l’importo complessivo del quadro economico dell’opera, poiché l’importo transatto trovava disponibilità nelle risorse inizialmente destinate al progetto.

Dopo avere trovato un accordo transattivo tra le parti i lavori sono ripresi e si sono poi rifermati con una serie di richieste ulteriori di proroghe Sono continuati i contrasti tra committente e appaltatore al punto che Il direttore dei lavori ha ravvisato un grave inadempimento alle obbligazioni di contratto consistenti in grave ritardo nell’ultimazione dei lavori rispetto ai tempi contrattuali, oltre a disorganicità e illogicità nella condotta del cantiere, con conseguente aleatorietà sui termini di ultimazione lavori. La risoluzione è stata richiesta perché in proporzione all’avanzamento dei lavori degli ultimi quattro mesi, la previsione per la conclusione degli stessi era di circa 30 mesi e quindi arrivava a giugno 2017, inaccettabile per molteplici conseguenze, la prima delle quali è la perdita del finanziamento della Regione Toscana, nonché l’impossibilità di utilizzare fino a quella data una struttura di cui l’Amministrazione ha bisogno per soddisfare la domanda dei cittadini di scuole per l’infanzia.

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29 thoughts on “QUARRATA. AL PALO L’AMPLIAMENTO DEL NIDO DI VIA LIPPI

  1. Centauro Impresa Edile scrive su fb:

    L’amministrazione comunale ha fatto la rescissione del contratto, da verificare e dimostrare quanto riportato dalla stazione appaltante e dalla direzione lavori

  2. Il progetto per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’asilo nido di via Lippi a Quarrata è stato eseguito:
    – Per la parte strutturale da uno studio tecnico, esterno al comune; per la parte architettonica dai tecnici interni del comune; per la parte impiantistica elettrica e meccanica da uno studio tecnico, esterno al comune.
    Quanto sopra viene scritto per completezza di informazioni, utili a chi vuol capire le problematiche relative ai lavori, eseguiti e da eseguire all’asilo nido di via Lippi.

    (Centauro Impresa Edile da Fb)

  3. Centauro Impresa edile scrive:

    Nell’effettuare la rescissione del contratto di appalto ,all’impresa appaltatrice dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell’asilo nido in via Lippi a Quarrata, il comune, per legge, deve effettuare la comunicazione dell’avvenuta rescissione all’autorità di vigilanza sui lavori pubblici e chiedere l’escussione della polizza assicurativa, che l’impresa appaltatrice ha presentato in fase contrattuale.
    La compagnia assicuratrice nell’arco di 15 giorni deve pagare la somma sopra richiesta al comune e rivalersi sull’impresa appaltatrice. In merito alla segnalazione effettuata dal comune all’autorità di vigilanza, l’impresa appaltatrice, entro un termine, può presentare ricorso all’autorità di vigilanza sui lavori pubblici. In attesa che si definisca la causa, l’impresa segnalata deve dichiarare, in tutte le gare pubbliche in cui partecipa, di aver ricevuto una rescissione contrattuale da una stazione appaltante. La stazione appaltante per la quale l’ impresa partecipa alla gara, può escludere l’impresa dalla gara stessa. Concludendo l’impresa potrebbe perdere delle opportunità di lavoro e trovarsi in difficoltà finanziarie per rifondere la compagnia assicuratrice.

  4. Centauro impreda edile scrive:

    Nel progetto a base di gara per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’asilo nido di via Lippi a Quarrata non erano state previste le architravature delle finestre che hanno una larghezza non indifferente, le quali sono state poi inserite in una perizia di variante.

    Quando si realizza una nuova costruzione o si avviano lavori di ristrutturazione ad una copertura, le norme prevedono che debba essere realizzata la linea vita in copertura; il progetto per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’asilo nido di via Lippi non la prevedeva; successivamente inserita in una perizia di variante.

    Nella realizzazione di un’opera come quella per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’asilo nido di via Lippi a Quarrata, i materiali richiesti dal progettista devono essere installati così come prescrive la scheda tecnica dei relativi prodotti e senza essere modificati.
    Se si ha necessità che un blocco da tamponamento abbia caratteristiche termiche, l’ impresa ha l’obbligo di cercare un prodotto che risponda alle caratteristiche di progetto, presentare la relativa scheda tecnica alla D.L. e farla approvare; il blocco deve poi essere montato come prescrive la scheda e non può essere modificato, altrimenti perderebbe le caratteristiche per cui è stato progettato; in fase di progetto quanto sopra deve essere valutato attentamente. Se si ha la necessità che l’opera di tamponamento debba svolgere anche funzioni di irrigidimento questa deve essere attentamente valutata. Nel caso in questione il progettista e la D.L. hanno ritenuto opportuno che l’impresa installasse il blocco così come progettato, apportando, in alcune zone, le modifiche necessarie per effettuare gli irrigidimenti.

  5. Centauro Imprea Edile scrive:

    Quando una stazione appaltante affida a dei professionisti l’incarico per la realizzazione di una opera pubblica, come la ristrutturazione e l’ampliamento dell’asilo di via Lippi a Quarrata, questi devono valutare attentamente se l’opera oggetto di realizzazione può essere eseguita, fin dalla consegna dei lavori, nella sua interezza. Quando l’opera non può essere realizzata fin da subito nella sua interezza, i professionisti devono inserirlo nel progetto per dare l’opportunità alle imprese partecipanti alla gara di fare le proprie valutazioni. Il progetto per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’asilo di via Lippi a Quarrata prevedeva che l’opera dovesse essere realizzata nella sua interezza fin dalla consegna lavori. Purtroppo ciò non si è manifestato perché la stazione appaltante non era in grado di consegnare tutta l’area oggetto di cantiere. In questi casi l’impresa, nel verbale di consegna lavori, appone le proprie riserve per rivendicare i danni che subisce per la consegna parziale del cantiere. Nel caso dei lavori dell’asilo di via Lippi a Quarrata, l’impresa appaltatrice non ha apposto le proprie riserve; ci sarebbe da commentare che l’impresa appaltatrice sia stata molto collaboratrice nei confronti della stazione appaltante.

  6. Centauro Impresa Edile scrive:

    Quando un’ impresa appaltatrice è in consegna parziale dell’area di cantiere, contrariamente a quanto previsto nel progetto effettuato dai professionisti, che prevede invece la consegna totale dell’area di cantiere, come in esempio la ristrutturazione e l’ampliamento dell’asilo di via Lippi a Quarrata, il tempo che trascorre dalla consegna parziale alla consegna totale non incide sulla tempistica di esecuzione prevista nel contratto. Quanti mesi sono trascorsi, dal giorno della consegna parziale, prima che il comune di Quarrata potesse consegnare la totalità del cantiere? Sarebbe curioso verificarlo, potrebbe essere questa una prima spiegazione per i ritardi accumulati ?

  7. Centauro Impresa edile scrive:

    Il progetto a base di gara, redatto dai professionisti indicati dal comune, per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’asilo nido di via Lippi a Quarrata prevedeva, per la realizzazione del pacchetto di copertura, un pannello chiamato Pavatherm da 140 kg/mc; questo tipo di pannello non era idoneo alla funzione che doveva svolgere, mentre era adatto il pannello Pavatherm Forte.
    Sulla tavola 9 particolare “nuova copertura” viene riportato un tavolato di legno da 30 mm, mentre nel computo è riportata, alla voce corrispondente, un pannello Naturalsolant da 30 mm. che non esiste.
    Nelle tavole di progetto del montaggio, sotto la copertura metallica, era previsto un doppio strato di telo impermiabile traspirante Stamisol DW. Questi tipi di teli non vanno montati in doppio strato e nel caso di copertura metallica risulta più indicato lo Stamisol Pack 500.
    Ciò che è stato indicato in progetto è stato previsto dai professionisti indicati dal comune, le correzioni ed i consigli sono stati effettuati da tecnico specializzato della ditta Naturalia-Bau.

  8. Centauro Impresa edile scrive:

    Tutti i professionisti interessati ed indicati dal comune di Quarrata per la ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi, erano a conoscenza delle necessarie variazioni al progetto. I tecnici del comune erano a conoscenza delle necessarie variazioni al progetto. Le variazioni al progetto da cosa sono scaturite o per quale motivo si sono rese necessarie?

  9. Centauro Impresa edile scrive:

    Quando un’ impresa in fase di realizzazione di una opera pubblica si trova a dover effettuare delle lavorazioni non previste in appalto o diverse da come sono state progettate come si deve comportare ? Quali obblighi ha la direzione lavori ?

  10. Centauro Impresa scrive:

    L’impresa appaltatrice realizza la struttura portante per l’ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata in carpenteria metallica. Sopra la copertura, sempre in carpenteria metallica, l’impresa realizza un vano per l’alloggiamento delle macchine dell’impianto meccanico.
    L’impresa realizza l’opera così come previsto nel progetto.
    Ops, le macchine non entrano nel vano; l’impresa appaltatrice deve smontare la struttura metallica e rifarla più alta

  11. Centauro Impresa Edile scrive:

    Alla mia domanda, posta sulla rete, “cosa deve fare la D.L. nel caso in cui un’ impresa si trova a realizzare delle lavorazioni non previste in appalto o diverse da come sono state progettate”, alcuni mi hanno risposto che deve realizzare una variante.
    Anche noi pensiamo debba essere fatta una variante; pensiamo inoltre che la D.L. si debba prodigare ad effettuarla, ed il prima possibile perché le opere oggetto di variante non possono essere eseguite nel frattempo.
    Ma se la D.L. questa perizia di variante non la esegue nei giusti tempi, come impone la norma, il tempo che si perde a chi viene imputato ?
    La stazione appaltante lo dovrebbe monitorare?

  12. Centauro Impresa edile scrive:

    Quando si effettuano le riunioni di coordinamento in cantiere, tra l’impresa e le varie figure professionali nominate dalla stazione appaltante, vengono redatti dei verbali di coordinamento; questi verbali devono essere effettuati contestualmente alla riunione e poi sottoscritti da tutte le figure presenti alla riunione; ogni figura presente alla riunione può o meno riportare le proprie osservazioni in merito a ciò che emerge dalla riunione stessa.
    Ma se la D.L. nonostante gli inviti dell’impresa, effettua i verbali unilateralmente, dal proprio ufficio, dopo la riunione, questi verbali possono essere considerati validi ?
    Se l’impresa scrive a tutti le figure professionali, nominate dalla stazione appaltante, e al comune stesso, evidenziando questa anomalia, e la D.L. continua nella sua posizione, cosa può fare l’impresa ?

  13. Centauro Impresa edile scrive:

    Nella copertura della parte di scuola esistente di Via Lippi a Quarrata, oggetto dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento della stessa, doveva essere installato l’impianto fotovoltaico, così come previsto nel progetto eseguito dai professionisti incaricati dalla stazione appaltante; l’impianto fotovoltaico non poteva essere installato se prima non veniva smontata la gabbia di Faraday; tale lavorazione non era prevista nel progetto; si ritiene evidente come tale lavorazione fosse facilmente prevedibile.

  14. Centauro impresa edile scrive:

    Il cavo di alimentazione progettato per l’alimentazione dell’impianto fotovoltaico installato nella copertura della parte di scuola esistente di Via Lippi a Quarrata, oggetto dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento della stessa, era di una sezione di 12mmq, il cavo adeguato per tale lavorazione era da 16mmq; l’impresa si è adeguata a questa nuova richiesta.

  15. Centauro Impresa edile scrive:

    All’impresa esecutrice dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, al dicembre del 2012 non era stato ancora consegnata la totalità del cantiere. E’ necessaria una perizia di variante per giustificare la realizzazione dei nuovi lavori e per quelli variati; pertanto la D.L. provvede ad effettuare una sospensione dei lavori parziale.
    Infatti per ottenere il contributo, riconosciuto dallo stato, per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, la stazione appaltante chiede all’impresa di installare e mettere in funzione tale impianto entro il 31/12/2012.
    Visto il punto in cui è il cantiere, è necessario, per far funzionare l’impianto fotovoltaico, realizzare delle opere non previste ed alcune provvisorie.
    L’impresa per la data di scadenza richiesta realizza l’impianto.
    L’impresa oggi chiede al comune quanto ha speso in più per ottenere il contributo.
    L’impresa oggi chiede al comune a quanto ammonta il rimborso che riceve come contributo.

  16. Centauro Impresa edile scrive:

    In riferimento alla ristrutturazione ed ampliamento della scuola di Via Lippi a Quarrata in data 22/10/2012 la D.L. sospende i lavori per dare corso alla perizia di variante; l’impresa viene invitata alla sottoscrizione della stessa il 25/07/2013 ben 9 mesi dopo. L’impresa comunica alla stazione appaltante l’impossibilità a presentarsi in quella data per impegni già presi e pertanto viene fissata al 29/07/2013. Il giorno 29/07/2013 l’impresa si presenta per la sottoscrizione della perizia di variante e dell’atto di sottomissione; subito l’impresa si accorge che i professionisti non hanno correttamente compilato i documenti. In particolare ci sono discrasie circa il mancato allineamento fra le analisi dei prezzi ed i medesimi, il tutto sia nell’atto di sottomissione che nel verbale concordamento nuovi prezzi.
    Essendo errata la documentazione prodotta dai professionisti incaricati dalla stazione appaltante, viene rimandata la sottoscrizione.
    Fino a quel momento chi viene colpevolizzato per tutti questi ritardi ? L’impresa sicuramente, ma nessun’altro ?

  17. Centauro Impresa edile scrive:

    il 29/07/2013 la D.L. effettua la consegna totale del cantiere per la ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata; durante la visita dei luoghi emerge da subito l’impossibilità a poter effettuare i lavori su una parte del cantiere; emerge che i quadri e le centraline dell’impianto fotovoltaico creano problemi di sicurezza in cantiere.
    I quadri e le centraline sono quelle montate a dicembre 2012 per il funzionamento dell’impianto fotovoltaico.
    Da quando sono stati installati i quadri e le centraline, sono trascorsi 7 mesi fino alla data di consegna del cantiere, 29/07/2013.
    In questi 7 mesi è stata realizzata, da parte dei professionisti nominati dalla stazione appaltante, la perizia di variante.
    I quadri e le centraline erano ben visibili e la loro presenza era ben conosciuta da tutti i professionisti.
    Prima di far ripartire i lavori non si poteva prevedere questa lavorazione ed inserirla già in perizia di variante ?
    L’impresa viene additata per eccessiva fiscalità, tutti gli altri di cosa ?

  18. Centauro Impresa scrive:

    l’impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, dopo la mancata sottoscrizione dell’atto di sottomissione, che doveva avvenire in data 29/07/2013 a causa degli errori effettuati dai professionisti incaricati dal comune, invia una lettera in cui comunica che l’impresa avrebbe chiuso per le ferie estive e che quindi qualsiasi successivo incontro sarebbe dovuto avvenire al rientro a fine agosto.
    Nonostante questo il comune invita l’impresa a presentarsi presso i propri uffici in data 05/08/2015. Ovviamente l’impresa non si presenta per il motivo sopra menzionato. Al rientro delle ferie, il giorno 26/08/2013 l’impresa appaltatrice si rende disponibile al nuovo incontro del 04/09/2013 fissato dal comune.
    L’impresa appaltatrice, nella lettera di convocazione per il giorno 04/09/2013, viene minacciata di risoluzione del contratto se in quella data non si presenta.
    L’impresa si presenta e con suo estremo stupore si accorge che gli atti a lei sottoposti, ancora non sono corretti; l’impresa appaltatrice per non rinviare nuovamente a data da definire si rende estremamente disponibile e attende che le figure incaricate dal comune correggano gli errori, perdendo tutta la mattinata.
    L’impresa, nella lettera di convocazione per la firma dell’atto di sottomissione del 04/09/2013, viene minacciata di risoluzione del contratto; tutti gli altri che hanno determinato lo slittamento della data per gli errori commessi ? Nulla

  19. Centauro Impresa edile scrive:

    Il progetto per la ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, in particolare nel PSC prevedeva, che venisse effettuata una seconda apertura di accesso alla scuola sul lato di via Giotto.
    Per effettuare questa nuova apertura occorreva smontare una macchina motocondensante di circa 160*160 cm, inoltre era necessario smontare una parte di impianto elettrico esterno e la demolizione della base in calcestruzzo dove la macchina motocondensante appoggiava.
    Gli oneri per questa lavorazione non erano stati previsti dai professionisti incaricati dal comune, nonostante che i manufatti presenti fossero ben visibili.
    Il comune, nella figura dei suoi professionisti, decide di non effettuare l’apertura.
    All’impresa viene ascritta la responsabilità dei ritardi, agli altri ? Nulla

  20. Ceaturo Impresa edile scrive:

    L’impresa appaltatrice vista la consegna totale del cantiere avvenuta in data 29/07/2013 e la sottoscrizione dell’atto di sottomissione per la ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, a metà settembre inizia ad organizzarsi per effettuare le demolizioni dell’ edificio esistente, subito ci si accorge che nel progetto effettuato dai professionisti non si è tenuto conto della presenza delle tende da sole esterne al fabbricato ed in particolare materiale coibentante imbustato appoggiato sul controsoffitto.
    L’impresa si è accorta di queste mancanze: per le tende, si può facilmente dedurre, per il materiale coibentante alzando un pannello di 60*60 cm del controsoffitto.
    All’impresa viene ascritta ancora la responsabilità dei ritardi, agli altri ? Ci risulta nulla

  21. Centauro Impresa edile scrive:

    L’impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, da quando ha iniziato i lavori nel 2012, fino all’ultimo commento pubblicato quante variazioni al progetto si è trovata e quanti impedimenti ?

  22. Centauro Impresa edile scrive:

    L’impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, a metà settembre del 2013 inizia ad effettuare le demolizioni dell’edificio esistente e si accorge che nessuno della stazione appaltante, e nessuno dei professionisti incaricati dal comune, aveva predisposto il distacco delle utenze, enel, idriche e del gas; ovviamente l’impresa è costretta nuovamente a fermarsi per problemi di sicurezza e chiede al coordinatore cosa deve fare. L’impresa viene additata come una impresa non collaborativa, e gli altri ? Ancora nulla.

  23. Centauro impresa edile scrive:

    In una mail pec inviata dal comune di Quarrata in data 27/09/2013 all’impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, la si accusa di procedere con lentezza le lavorazioni e della scarsa presenza di maestranze; l’impresa risponde:

    1) La consegna dei lavori effettuata in data 29/07/2013 era del tutto pretestuosa perché effettuata pochi giorni prima delle vacanze estive.
    2) Ancorché la D.L. ci effettua la consegna dei lavori in data 29/07/2013, a quella data non era stato firmato l’atto di sottomissione per gli errori dei professionisti; le lavorazioni presenti in perizia di variante, senza la sottoscrizione dell’atto di sottomissione non possono essere eseguiti; si ricorda che l’atto di sottomissione è stato sottoscritto in data 04/09/2013 per colpe tutte ascrivibili ai professionisti incaricati dal comune.
    3) Si porta in evidenza come l’atto di sottomissione firmato il 04/09/2013 è stato possibile sottoscriverlo per l’estrema disponibilità dell’impresa perché in quella data la stazione appaltante aveva prodotto documenti errati, e corretti in quella sede in nostra presenza.
    4) Dal 04/09/2013 potrebbe iniziare i lavori ma si accorge subito che questi non possono essere eseguiti perché non era stato visto, ne dalla stazione appaltante ne dai professionisti che occorreva spostare dei quadri elettrici e delle centraline che alimentavano l’impianto fotovoltaico; lavorazione ben visibile anche in precedenza.
    5) Il 18/09/2013 l’impresa segnala ai professionisti e alla stazione appaltante che l’edificio esistente è ancora sotto tensione per cui non si può procedere con le lavorazioni; la stazione appaltante procede con il distacco della corrente e delle altre utenze; opera del tutto prevedibile.
    6) Sempre il 18/09/2013 l’impresa segnala ai professionisti che sopra al controsoffitto c’è la presenza di lana di roccia che ci impedisce di smontarlo. In fase di progetto era sufficiente alzare un pannello di 60*60 cm per verificarlo.
    7) Sempre il 18/09/2013 l’impresa segnala ai professionisti la presenza delle tende da sole che impedisce la demolizione delle murature; anche questa lavorazione non era stata prevista, ma facilmente prevedibile perché sotto gli occhi di tutti.
    8) Pochi giorni dopo il 18/09/2013 l’impresa chiede ai professionisti se il pavimento in pvc presente nel fabbricato esistente fosse stato oggetto di analisi per verificare la presenza o meno di amianto; la stazione appaltante non lo aveva fatto e si affretta a farlo.Lo smontaggio di questi pavimenti deve essere sempre proceduto da tali analisi perché le maestranze devono o meno prendere certe precauzioni in termini di sicurezza. Anche questa lavorazione era del tutto prevedibile.
    Ma dopo queste osservazioni chi causa cosa a chi ? Ma la parcella dei professionisti forse se la meriterebbe l’impresa ? Ma perché per la stazione appaltante l’unico responsabile è l’impresa ?

  24. Centauro Impresa edile scrive:

    L’impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata per rimuovere la lana di roccia deve attendere che la stazione appaltante fornisca i Big Bag necessari per il suo smaltimento. In una lettera della direzione lavori datata 27/09/2013 scriveva che i Big Bag sarebbero arrivati in cantiere dopo pochi giorni; il 04/10/2013 l’impresa scrive una lettera alla stazione appaltante dove fa presente che i suddetti Big Bag non sono ancora arrivati; fino a quando non viene rimossa questa lana di roccia l’impresa non può eseguire le lavorazioni di demolizione.
    Nonostante quanto sopra la D.L. e la stazione appaltante continuano a lamentarsi dei ritardi dell’impresa; l’impresa non si spiega come nel frattempo non siano stati presi provvedimenti a chi ha sbagliato ad eseguire il progetto.

  25. Centauro Impresa edile scrive:

    In data 04/10/2013 il comune di Quarrata scrive una lettera in cui riporta che l’apertura nuova su via Giotto può essere effettuata, contrariamente a quanto scrive l’impresa; precisamente puntualizza che nulla osta alla sua realizzazione; l’impresa si organizza per realizzare l’apertura e si trova in corrispondenza della nuova apertura una macchina motocondensante di circa 180*180 cm. appoggiata su una soletta di calcestruzzo; sempre in corrispondenza della nuova apertura emerge un paletto elettrificato.
    L’impresa nonostante lo avesse già fatto presente in precedenza,i manufatti erano ben in vista, risponde con una lettera affermando la lacunosità del progetto e come le figure interessate non ne siano bene a conoscenza.
    Ancora una volta si accusa l’impresa di ritardi.
    In qualsiasi punto del cantiere l’impresa mettesse mano ai lavori previsti in progetto era costretta a fermarsi perché emergevano lavorazioni non previste.
    Sarebbe curioso verificare a quanto ammontava la prima perizia di variante e quanto incideva sui lavori svolti al 29/07/2013, giorno in cui la stazione appaltante riconsegna il cantiere all’impresa

  26. Cenaturo Impresa edile scrive:

    Il giorno 08/10/2013 l’ impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata scrive alla direzione dei lavori che i Big Bag, necessari per la rimozione della lana di roccia presente nel controsoffitto della scuola esistente non fossero ancora arrivati.
    Si ricorda che la lavorazione di rimozione della lana di roccia non era prevista nel progetto originario; si ricorda che la D.L. scrive nel giornale dei lavori, in data 27/09/2013, che i Big Bag sarebbero arrivati dopo pochi giorni; La stazione appaltante e la D.L. continuano a scrivere che l’impresa è lenta a realizzare le lavorazioni.
    In questo periodo la D.L. inizia a scrivere anche che l’impresa scrive troppo e che sarebbe più collaborativa se i problemi si risolvessero in cantiere a voce; si precisa che la D.L. ci negò, legittimamente, la possibilità di riportare sul giornale dei lavori le nostre osservazioni; pertanto l’impresa ritenne opportuno che l’unico modo di evidenziare i problemi era quello di scrivere lettere.
    Tutto questo l’impresa lo mette in evidenza in una lettera, indirizzata a tutte le figure interessate ai lavori, in data 07/10/2013.

  27. Centauro Impresa edile scrive:

    Come scritto in un precedente post, il progetto per la ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata, non prevedeva la realizzazione delle architravature nella zona dell’ampliamento; si precisa che le aperture da architravare erano larghe anche fino a 5,00 metri circa.
    L’impresa chiese a voce alla D.L. se per realizzare queste architravature fosse necessario inserirlo nella pratica al genio civile e chi si era dimenticato di progettarle; più volte, a voce, la D.L. ci risponde che non era necessario effettuare una variazione al genio civile e che l’errore dipendeva da chi aveva effettuato il progetto architettonico e non chi aveva fatto il progetto strutturale.
    All’impresa la risposta è sempre risultata dubbia, per cui decide di chiederlo per scritto; dopo averlo messo per scritto la D.L. procede a fare la variazione al genio civile e quindi ad inserire tale lavorazione come opera strutturale e non architettonica.

  28. Centauro Impresa Edile scrive:

    L’ impresa appaltatrice della ristrutturazione ed ampliamento della scuola di via Lippi a Quarrata non potendo eseguire i lavori di demolizione della scuola esistente, in attesa delle decisioni dei professionisti in merito alle variazioni al progetto, inizia ad organizzarsi per effettuare lo scavo esterno a perimetro della vecchia scuola, in aderenza alla fondazione esistente; infatti la fondazione esistente deve essere consolidata con un getto in aderenza alla stessa, lato interno, per aumentarne lo spessore; prima di effettuare il rinfianco alla fondazione esistente devono essere effettuate delle perforazioni passanti ed inserire delle barre filettate. Il progetto effettuato dai professionisti incaricati dal comune prevedono di eseguire uno scavo per una larghezza 80 cm.
    La larghezza di 80 cm è totalmente insufficiente per dare la possibilità ad un operatore di entrare nello scavo ed imbracciare un martello-perforatore per realizzare lo sfondo; l’impresa in data 09/10/2013 scrive alla D.L. informandola che è impossibilitata a realizzare questa lavorazione in quanto se effettuasse lo scavo di 80 cm, non sarebbe sufficiente. L’impresa non si è accorta che non sarebbe riuscita ad eseguire gli sfondi dopo aver effettuato lo scavo ma prima; se ne deduce che ciò era ovvio a chiunque.
    Ancora una volta l’impresa è costretta ad interrompere anche questa lavorazione, in attesa di spiegazioni dai professionisti; l’impresa a questo punto non sa proprio come procedere con le lavorazioni; nel frattempo la stazione appaltante e la D.L. continuano ad attribuire colpe all’impresa per i ritardi; ma le colpe continuano ad essere, per il comune e la D.L. dell’impresa, POSSIBILE ?

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