quarrata. DIGITO ERGO SUM: NOI E IL WEB

Massimo Padula, presidente Aiart, a Pistoia (ore 17) e Vignole di Quarrata (ore 21) questo 8 marzo. Siamo consapevoli del grande potere dei media? E perché ci facciamo ingannare dai giochi d’azzardo?

QUARRATA. Ci rendiamo conto, quando scriviamo su Facebook, che quelle notizie, quelle foto accettiamo di “regalarle” a qualcuno che a sua volta le potrà vendere a qualcun altro mentre noi, in tutta questa compravendita, siamo i soggetti più deboli che in modo spontaneo hanno rinunciato alla loro intimità?

Sappiamo che nulla di ciò che postiamo sul web potrà mai essere cancellato in modo definitivo? Che fine fanno le foto, esempio quelle dei nostri figli o nipoti, che mettiamo sui social?

Potremmo oggi fare a meno di internet? Che sappiamo del mondo digitale? Adoperiamo il web in modo consapevole o ci facciamo trascinare da essi? Stiamo sui social in modo civile o finiamo per farci trascinare dall’odio?

Il volantino

Sono alcune domande, molto contemporanee, che Agorà, associazione culturale di Quarrata e dintorni, pone alla base di un incontro (Digito ergo sum: spazio tempo e socialità al tempo del web) che si svolge questo mercoledì 8 marzo 2017 (ore 21:15) a Vignole di Quarrata nell’auditorium della Bcc di Vignole e Montagna Pistoiese.

Partecipa Massimo Padula: docente universitario di comunicazione e sociologia, presidente di Aiart associazione culturale orientata alla formazione e alla tutela del cittadino in un contesto sempre più dominato dai media, vecchi e nuovi.

L’incontro – spiega Renata Fabbri, presidente di Agorà, si inserisce in un ciclo sui temi della comunicazione (Comunic-attori del presente) che si concluderà il 7 aprile.

Nel pomeriggio dell’8 marzo (inizio ore 17) Massimiliano Padula sarà a Pistoia, nell’antico seminario vescovile, per la sua lezione a un corso formativo per insegnanti di religione. Padula parlerà, in particolare, della pubblicità ai giochi d’azzardo con il grande bluff e i pericoli delle tante trappole organizzate, con la complicità dello stesso Stato, per sottrarre soldi, in modo perfettamente “legale”, alle persone più fragili attraverso le illusioni dei tanti giochi d’azzardo. Giochi pubblicizzati, attraverso i media anche con il volto di personaggi noti, mentre non si informa nello stesso modo anche sui rischi e, ad esempio, sulle reali possibilità (molto ma molto scarse) di effettiva vincita.

[mauro banchini]

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