QUARRATA. E LA “SELVA BASSA” VA IN VENDITA

Dichiarata fallita nel luglio scorso il curatore fallimentare ha ottenuto dal Comune la modifica della convenzione che amplia la fascia di mercato anche ai privati. Un acceso dibattito in consiglio comunale.
La "Selva Bassa" dall'alto
La Selva Bassa vista dall’alto

QUARRATA. Per anni è stato un impianto sportivo ad uso esclusivo dei soci e con i suoi campi da tennis e la piscina ha rappresentato un punto di riferimento per tante famiglie socie (facoltose) che avevano libero accesso alle strutture.

La “Selva Bassa” in via Boschetti e Campano ha anche contribuito a suo tempo a creare piccoli campioni e campionesse del tennis tra cui ricordiamo Astrid Besser, che ha calcato per la prima volta i campi di quell’impianto attorno agli anni ’94 quando aveva appena 5 anni grazie al padre-allenatore tedesco che qui lavorava.

La stessa struttura nell’estate del 1990 fu teatro di un gravissimo incidente che coinvolse una giovane quarratina di quasi 15 anni rimasta tetraplegica a causa del trauma riportato nella caduta contro il bordo della piscina. Fino a qualche anno fa ha ospitato anche corsi estivi di avviamento al tennis. Di Selva Bassa se ne è parlato durante il consiglio comunale di lunedì in quanto era in approvazione una modifica alla convenzione tra il Comune di Quarrata e la Cooperativa Selva Bassa Sporting Club stipulata nell’aprile del 1994. Cooperativa a responsabilità limitata la “Selva Bassa” è stata dichiarata fallita il 3 luglio dello scorso anno.

“Nel 1982 – ha dichiarato l’assessore Francesca Marini – era stata stipulata una prima convenzione tra il Comune di Quarrata e la Selva Bassa che su una area a verde pubblico di propria proprietà aveva chiesto di realizzare un intervento che consisteva nella realizzazione di 4 campi da tennis, degli spogliatoi e della piscina. Intervento ritenuto ammissibile dal Comune a condizione che se ne garantisse l’utilizzo pubblico e che prevedeva che allo scioglimento della cooperativa l’impianto passasse gratuitamente al Comune.

L’Assessore Francesca Marini
L’Assessore Francesca Marini

“Inoltre al Comune veniva garantito l’utilizzo di due campi da tennis e della piscina due giorni alla settimana. Nel 1994 si recedeva dall’uso pubblico dietro la corresponsione di una cifra pari a 178 milioni 27.400 lire e si rinunciava al conferimento dell’impianto allo scioglimento della società a fronte del riconoscimento del diritto di prelazione ovvero la cooperativa si vincolava a vendere o cedere a società aventi stessi scopi. La società Selva Bassa adesso si trova in stato di fallimento e il curatore fallimentare ha richiesto al Comune di Quarrata di rinunciare alle proprie prerogative al fine di procedere alla vendita del complesso sportivo.

“Svolta una attenta valutazione dello stato in cui si trova l’immobile si ritiene che non sussistano al momento interessi per partecipare alla futura asta ma il Comune non intende rinunciare al diritto di prelazione. Si ritiene che sussista l’interesse che quella struttura sia quanto prima acquistata e gestita così da non deteriorarsi e così da rendere un servizio al territorio. Per tale motivo si propone la delibera con cui si autorizza la vendita dell’impianto a qualsiasi acquirente”.

La relazione dell’assessore ha scatenato le reazioni dei gruppi di opposizione. Giorgio Innocenti “Insieme per Quarrata” ha ricostruito la vicenda attraverso le due convenzioni stipulate tra il Comune e la cooperativa invitando il consiglio comunale a riflettere ulteriormente.

“Nell’esclusivo interesse della cooperativa – questo lo si rileva dagli atti che il Comune ci ha trasmesso – ha dichiarato Innocenti – nel 1994 tra i soci della cooperativa e l’amministrazione comunale di allora fu redatta una nuova convenzione con la quale venivano apportate modifiche sostanziali: il comune rinunciava all’uso pubblico dei campi da tennis e della piscina e anche al trasferimento gratuito del suolo e delle opere realizzate al momento dello scioglimento della cooperativa a fronte del pagamento della cifra complessiva di 178 milioni 827.400 lire e quindi in dieci anni gli si è fatto un regalino.

“Si garantiva da parte della cooperativa l’uso collettivo degli impianti e il diritto di prelazione del suolo e degli impianti. Si stabiliva inoltre che qualora il Comune non esercitasse nei confronti della cooperativa questa si impegnava a trasferire mediante atti di compravendita e donazione di impianti, strutture, arredi a società aventi scopi e strutture sociali propri della cooperativa. Infine la giunta di allora nel 1999 aveva approvato un progetto planivolumetrico per la realizzazione di alcune strutture necessarie per il funzionamento dell’impianto (bar, ristorante ecc.).

Giorgio Innocenti
Giorgio Innocenti

“Insomma l’amministrazione comunale ai soci della cooperativa non gli ha voluto male. Ha fatto anche degli atti – secondo me – discutibili e quello di stasera è ancora più discutibile. Stasera infatti è in approvazione l’atto che autorizza la modifica della convenzione e che permette di vendere la struttura immobiliare e mobiliare a chi si voglia e questo è un errore”.

“Mi permetto – ha aggiunto Innocenti – di fare alcune considerazioni: Quarrata è dal 1970 che sta cercando di dotarsi di una piscina: nella prima convenzione perlomeno almeno due giorni si poteva utilizzare la piscina e c’era la possibilità di farlo ci fosse stato allora un maggior collegamento con le scuole. Questa possibilità è stata tolta.

“Altro aspetto importante da considerare è la vicina collocazione con il campo sportivo comunale e quindi in una zona di vocazione sportiva. Per quale motivo quindi questa amministrazione scarta a priori la possibilità di acquisire questa struttura. E perché l’amministrazione comunale non ha preso in considerazione l’ipotesi di realizzare la piscina in questa zona ?. Per tutti questi motivi non ci appare conveniente per il Comune andare ad approvare la modifica della convenzione cioè di vendere la struttura anche a prezzo più alto. Altrimenti la ragione contro la forza non vale: voi alzate la mano e noi no”.

È arrivata quindi una precisazione dell’assessore Marini: “Se oggi il Comune non manifesta un interesse alla partecipazione all’asta è perché è una gara al rialzo e vi è un prezzo base da cui si parte. Se poi dopo non partecipa nessuno ci saranno dei ribassi. Il Comune può decidere di partecipare all’asta e se poi sarà individuato dal curatore un acquirente il curatore ha l’obbligo di far conoscere al Comune il nominativo e il prezzo pattuito e il Comune potrà decidere o meno di esercitare il diritto di prelazione.

“Se si è posta questa soluzione è perché a seguito di sopralluogo fatto con i tecnici, a seguito di stima del valore con cui l’immobile sarà messo sul mercato sono emerse delle problematiche sotto il profilo dell’accessibilità, dei parcheggi, della ristrutturazione per gli elevati costi: è stato valutato il fatto che la piscina è aperta e quindi non potrebbe essere utilizzata tutto l’anno a meno che non venga coperta; le dimensioni della piscina e quanto altro. Quindi al momento si è ritenuto che l’investimento non è interessante per dover partecipare. Questo comunque non pregiudica il diritto di partecipare poi o di esercitare il diritto di prelazione”.

Anna Ciervo
Anna Ciervo

Per la maggioranza sono quindi intervenuti Gabriele Giacomelli (Pd) e Anna Ciervo (Gruppo Misto) che hanno difeso l’operato dell’assessore e dell’amministrazione che hanno gestito bene la questione lasciando aperta la possibilità di poter esercitare il diritto di prelazione. “La volontà – ha sintetizzato Ciervo – è di non mettere a repentaglio eventuali diritti e tutele proprio per salvaguardare l’interesse dell’amministrazione”.

Sulla questione è intervenuto anche Alessandro Cialdi (Insieme per Quarrata ) che ha criticato le modalità di agire del sindaco Marco Mazzanti: “Anche noi si conoscono le situazioni delle vendite all’asta. Quello che non ci torna è che il Comune senza sentire nessuno se non gli uffici ha deciso di non intervenire: se volessimo ampliare quella zona sportiva provando ad acquisire anche l’impianto della Selva Bassa perché non ci dobbiamo porre il problema?

“Io ho sentito in commissione dire al sindaco che lui era andato, aveva visto e per lui non ne valeva la pena e quindi ha deciso per tutti. È questo che a me non va bene. Perché questo lo poteva fare (Mussolini? n.d.r.) e non dico il nome ! Questo non va bene perché siamo un consiglio comunale e questo consiglio comunale ha il diritto-dovere di valutare tutte le possibilità.

Cialdi interviene in Consiglio a Quarrata
Cialdi interviene in Consiglio a Quarrata

“Per ritornare poi al punto rapidissimamente e semplificare; il ragionamento è che se io tolgo il vincolo che chi vuole comprare l’immobile deve essere una cooperativa come lo era la Selva Bassa se non lo tolgo mi rimangono pochissimi soggetti che possono acquisirlo ed è probabile che il prezzo non alzi tanto; se liberalizzo tutto e do la possibilità a chiunque di acquistare l’immobile sicuramente aumenterà il prezzo per il quale io ho la possibilità di esercitare il diritto di prelazione. Quindi togliendo la norma fo in modo che il prezzo possa salire e ci sono più soggetti che potranno partecipare all’asta e quindi il prezzo sicuramente aumenterà. A noi non va bene che a priori avete deciso che quell’impianto non ci serviva”.

È quindi intervenuto il sindaco Marco Mazzanti: “I proprietari di questa struttura sono falliti perché oltre ad una serie di fattori è successo purtroppo anche una disgrazia – una persona ha avuto una grave invalidità – e in terzo grado è stato dato ragione alla famiglia e i soci non avendo la possibilità di risarcire la famiglia hanno detto: bene, prendete la struttura, noi si chiude banca e chicchi e si va via. La struttura al momento non sta trovando acquirenti: non lo so se perché non c’è interesse o perché non si sente bisogno a Quarrata di un impianto.

Il Sindaco Marco Mazzanti
Il Sindaco Marco Mazzanti

“A noi è stato chiesto se era possibile ampliare la possibilità di mercato e non credo per aumentare il prezzo di valore ma per vedere se qualcuno lo compra: io credo che chi compra quella struttura compra un debito, non compra una opportunità. Noi si dà la possibilità probabilmente a chi è pieno di debiti di vedere se recupera qualcosa e molto probabilmente se qualcuno l’acquista a dare una risposta ad una famiglia per assistenza ha diritto ad un esborso salvaguardando il diritto di prelazione: si tratta con questo atto di andare ad ampliare la fascia di acquirenti e l’Amministrazione comunale si lascia l’ultima parola sulla sua vendita. Per quanto riguarda le scelte sono andato a vederla come sindaco di Quarrata per vedere e valutare se ci potevano essere le condizioni perché il Comune potesse avere un interesse.

“Io ho visto ed ho fatto delle scelte.. perché le elezioni servono a questo: a individuare una maggioranza e una minoranza. Le maggioranze hanno il diritto-dovere di governare e si assumono le responsabilità delle proprie scelte. Da che mondo e mondo il sale della democrazia è questo: le maggioranze fanno delle scelte e le minoranze cercano contestualmente al proprio ruolo di fare delle proposte e valutare quello che fanno le maggioranze ma il giochino che si dice e che si poteva informare, si poteva dire. Il sindaco è un dittatore trova pochissimo consenso, perché ad Agliana c’è un sindaco dittatore, a Firenze c’è il sindaco che è un dittatore, a Roma c’è Renzi che è il dittatore ma è la democrazia questa: chi vince le elezioni governa se ne ha le capacità finché ci siamo noi a garantire la democrazia altrimenti diventa l’anarchia delle minoranze e siccome noi siamo una nazione democratica – per ora – si mantiene la democrazia ovvero chi ha la maggioranza propone e fa delle scelte e indirizza; gli altri fanno il proprio ruolo”.

Vedi: http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/08/31/ZP2PO_ZP201.html

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