quarrata. FESTA DELLA LIBERAZIONE, IL SINDACO: “LA PAROLA CHIAVE È RESPONSABILITÀ”

La manifestazione in Piazza Risorgimento

 

QUARRATA. Oggi, domenica 25 aprile, alle ore 11, in piazza Risorgimento, il Sindaco di Quarrata Marco Mazzanti, ha deposto una corona di alloro al Monumento alla pace e in memoria dei caduti di tutte le guerre. La cerimonia è stata trasmessa in diretta Facebook sulla pagina del Comune di Quarrata “Città di Quarrata”, per permettere a tutti i cittadini di parteciparvi e di seguirla (il link: https://fb.watch/54YOdXc-QL/).

Erano presenti i gonfaloni dell’Associazione Nazionale Partigiani d Italia, della sezione locale degli Alpini, i quali hanno eseguito l’alzabandiera, del gruppo dei Carabinieri in congedo e della Filarmonica Giuseppe Verdi, che, con un proprio trombettista, ha accompagnato musicalmente la cerimonia.

“Dobbiamo imparare – ha detto il Sindaco Mazzanti nel suo discorso — da coloro che, con lungimiranza, dopo le macerie della guerra, ricostruirono il nostro Paese e gli donarono una delle più avanzate costituzioni al mondo, tutela e garanzia della nostra democrazia.

Dobbiamo essere coraggiosi, come furono loro, e riuscire a vedere oltre le macerie: immaginare il futuro che vorremmo e cercare di realizzarlo. Dobbiamo pensare all’ambiente, alla tutela del nostro pianeta e di tutti coloro che lo abitano; dobbiamo pensare a tutta l’umanità e a come fare per superare le inaccettabili diseguaglianze, create da un sistema economico iniquo, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, anche all’interno del nostro paese, dove la pandemia ha accentuato ancora di più il divario sociale e i solchi tra le classi sociali.

Dobbiamo far sì che stragi come quella avvenuta questa settimana nel Mediterraneo non abbiano a ripetersi. Dobbiamo intervenire pensando all’oggi ed anche alle nuove generazioni, che si troveranno a faticare sicuramente più di noi per trovare un lavoro che li soddisfi e li renda autonomi.

La parola chiave credo che sia “Responsabilità”: verso l’altro, verso il pianeta, verso chi verrà dopo di noi. Una cosa, infatti, questa pandemia sicuramente ce l’ha insegnata e cioè che dai problemi o ne usciamo tutti insieme o non ne usciamo affatto”.

Ecco il discorso integrale:

 

DISCORSO PER IL 25 APRILE 2021

Buongiorno,
ringrazio le autorità civili e militari presenti e i cittadini che stanno partecipando in diretta Facebook alla cerimonia per il 76esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.

È il secondo anno che siamo costretti a festeggiare questa importante ricorrenza in forma ristretta, per evitare di esporci a rischi di contagio dal Covid19.

Come l’anno scorso, per permettere a tutti di partecipare abbiamo pensato di trasmettere questo momento anche attraverso i social network del Comune di Quarrata.

È dalla primavera dello scorso anno che combattiamo una lotta contro un nemico invisibile che ci limita nella libertà e ci fa paura.

Il discorso

L’anno scorso, in questa circostanza, ricordai come proprio in un momento come questo, nel quale il virus ci sta privando per molti aspetti della nostra libertà, fosse importante ricordare le tante persone che combatterono per donarcela.

Furono uomini e donne di varie estrazioni sociali e culturali e di convinzioni politiche diverse, tutti uniti contro un nemico comune, il fascismo, e per un obiettivo comune, la democrazia, la giustizia, la libertà.

L’invito a ricordare questi uomini e queste donne è valido ancora oggi e lo sarà sempre.

Adesso, rispetto ad un anno fa, siamo forse più consapevoli di ciò che ci sta accadendo, ma sicuramente anche più provati dai sacrifici che ci sta chiedendo questa pandemia, e più speranzosi ed impazienti di tornare a vivere liberamente la nostra vita: poter abbracciare senza paura i nostri cari e i nostri amici; viaggiare e visitare nuovi luoghi; aprire il nostro negozio senza il timore di doverlo richiudere poco dopo per l’incremento del numero dei contagi; andare a scuola e uscire con i propri amici; fare sport; andare a cena fuori nel proprio ristorante preferito.

Questa è la libertà che ci manca. La libertà dei piccoli gesti che davamo per scontati e che ora non lo sono più.

Dobbiamo però stare attenti a non accontentarci di un ritorno a quella che era la normalità prima del Covid. Perché anche quella, se ci pensiamo bene, era una normalità viziata da ingiustizie e diseguaglianze. Dobbiamo allora imparare da coloro che, con lungimiranza, dopo le macerie della guerra, ricostruirono il nostro Paese e gli donarono una delle più avanzate Costituzioni al mondo, tutela e garanzia della nostra democrazia.

Dobbiamo essere coraggiosi, come furono loro, e riuscire a vedere oltre le macerie: immaginare il futuro che vorremmo e cercare di realizzarlo. Dobbiamo pensare all’ambiente, alla tutela del nostro pianeta e di tutti coloro che lo abitano; dobbiamo pensare a tutta l’umanità e a come fare per superare le inaccettabili diseguaglianze che sono state create da un sistema economico iniquo tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, anche all’interno del nostro paese, dove la pandemia ha accentuato ancora di più il divario sociale e i solchi tra le classi sociali.

Dobbiamo far sì che stragi come quella avvenuta questa settimana nel Mediterraneo non abbiano a ripetersi.

Dobbiamo intervenire pensando all’oggi ed anche alle nuove generazioni, che si troveranno a faticare sicuramente più di noi per trovare un lavoro che li soddisfi e li renda autonomi.

La parola chiave credo che sia “Responsabilità”: verso l’altro, verso il pianeta, verso chi verrà dopo di noi.

Una cosa, infatti, questa pandemia sicuramente ce l’ha insegnata e cioè che dai problemi o ne usciamo tutti insieme o non ne usciamo affatto. Questo vale certamente per la questione sanitaria, ma non solo. Vale per l’ambiente, vale per la giustizia sociale, vale per la sicurezza di e sul lavoro.

La strada che dobbiamo intraprendere è già tracciata. I padri e le madri costituenti ce la lasciarono in eredità: è la nostra Costituzione che, come ebbe a dire il “presidente partigiano” Sandro Pertini “è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua”.

Buona Festa della Liberazione!

Viva Quarrata democratica e antifascista!

[quilici – comune di quarrata]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

One thought on “quarrata. FESTA DELLA LIBERAZIONE, IL SINDACO: “LA PAROLA CHIAVE È RESPONSABILITÀ”

Comments are closed.