quarrata, gioie & dolori. LECCETO/ABUSI EDILIZI. SE UN VICINO MOLESTO TRASFORMA UN ORTO DI CAVOLI IN UN PARCHEGGIO E CHIAMI I VIGILI, COSA TI VIENE RISPOSTO? «MA VAFFFF…!» 16.2

Il 24 aprile 2008, l’ex-cuoco Sergio Luciano Giuseppe Meoni è lì che spala e spiana per realizzare un parcheggio. Il comandante della polizia municipale di Quarrata, Oliviero Billi … incazzato come una biscia, disturbato mentre era, evidentemente, in un placido sonno dentro il suo comodo ufficio presso il comando, decide di mandare a Lecceto un non-si-sa-chi dei suoi agenti…

 

In questo orto da cavoli e carote, la triade Alberti-Meoni-Ferri, pur di rompere le palle ai confinanti, spianò e fece parcheggiare l’auto a un suo inquilino, tal Borgonovo, napoletano, di cui vi parlerò in un altro capitolo di questa storia: una delle più squallide dei mei 70 anni di vita. Il muretto di destra venne demolito, ma i vigili quarratini e il loro comandante Billi erano ciechi…

ACCÀ PARCHEGGI PROPRIO NUN CE STANNO:

IATEVÉNN’ AFFANCÙLO PER UN ANNO!


Evidentemente MasterChef insiste ancora. Lì ci vanno i cavoli e le carote e non le auto!

 

PRIMADITUTTO, come avrebbe detto Giggino Di Maio, ho da correggere quarrata, gioie & dolori. edilizia, condoni e soprattutto condom. qualche domanda fastidiosa per il sindaco mazzanti e la sua giunta di sordomuti. 16.1 – appendice di ieri pomeriggio, perché distrattamente ho chiesto alla struttura comunale di chiarirmi un dubbio: se corrispondeva a verità la notizia, che circola con insistenza, secondo cui il Geom. Ing. Iuri Gelli, Dirigente Generale dell’Ufficio Tecnico Comunale di Quarrata, sarebbe affine (nella fattispecie: cognato) del Sig. On. Matteo Orfini.

In realtà la persona propriamente da indicare era, per l’esattezza, il Sen. Dario Parrini, che tutti conoscono dal volo, iniziato con successo, come sindaco di Vinci e terminato, per ora, in senato.

Ciò premesso, veniamo alle risposte dei vigili di Quarrata (Ma vaffff…!) e riannodiamo il filo di tutta la storia. Facciamo parlare direttamente i documenti che si fa prima.

Il 24 aprile 2008, la proprietaria degli immobili di via Lecceto 10-12-14, scriveva a tutti i vigili di Quarrata, compreso il comandante che, in quel momento, era il Geom. Oliviero Billi, la mail che segue:

From: [proprietaria 10-12-14]
to: pm quarrata bai marco; pm quarrata biagioli adua; pm quarrata billi oliviero; pm quarrata campanile ciro; pm quarrata cecchi mascia; pm quarrata farnioli andrea; pm quarrata gargini piero; pm quarrata lucchesi paolo; pm quarrata michelozzi pamela
Sent: Thursday, April 24, 2008 4:01 PM
Subject: INFORMAZIONE – RICHIESTA DI INTERVENTO IMMEDIATO E FORMALE DIFFIDA.

Ma il signor Borgonovo, prima, non parcheggiava in cima a via di Lecceto? Ecco la sua auto. Perché costringerlo a parcheggiare nell’orto dei cavoli e delle carote, che ogni volta sfregava la macchina dappertutto e bestemmiava come un turco?

Sono ***** proprietaria delle unità immobiliari di via Lecceto, 10, 12, 14.
In questo preciso istante, 24 aprile 2008, ore 16, il signor Sergio Meoni – che vi è già noto –
sta eliminando i muretti di cui alla foto allegata e sta, presumibilmente, modificando
la destinazione dei fondi al presumibile scopo di far transitare veicoli sul luogo.
Già vi ho segnalato nei giorni scorsi il fatto che lo stesso Meoni aveva realizzato un
posto-macchina in ciò che avrebbe dovuto essere e restare un semplice orto.
Con la presente vi invito formalmente a intervenire senza indugio e far sospendere qualsiasi lavoro che il predetto possa fare. Tutto ciò premettendo che, ove il Meoni non venga fermato e il risultato finale rechi nocumento ai diritti di questa proprietà, riterrò codesto ufficio civilmente responsabile (salvo se altro) a tutti gli effetti di legge nelle opportune sedi.
Vi ricordo e segnalo che si stanno cambiando morfologie e destinazioni di aree in zona soggetta a vincolo.
Segue raccomandata.
Distinti saluti.

[Firma]

Peccato che le mail non vadano perdute, eh…?

Va detto che rivolgersi al comando vigili di Quarrata, in quel momento era come affrontare un drago che sputa fiamme: la gente normale – come i proprietari dei numeri civici 10-12-14 – era considerata meno di una meccia (= merda) di vacca per il semplice motivo che, dovendo vivere con il fucile spianato in mezzo a un casino di incessanti modifiche abusive, e cercando – inutilmente, grazie al Comune e ai suoi dipendenti – di impedire abusi di ogni specie, la gente normale veniva tranquillamente considerata come «rompicoglioni doc».

Il Comune, infatti, tra i suoi fini istituzionali, ha, in prima linea, quello di impedire ai cittadini, che chiedono il loro, di molestare chi dorme e deve restare bello, tranquillo e al caldo. E provate a dire che non è così, dimostrandolo.

È bene chiarire che, nell’aprile del 2008, la triade Mara Alberti/Sergio Luciano Giuseppe Meoni/Margherita Ferri aveva a disposizione – tenételo bene a mente perché è fondamentale per capire il séguito – ben due zone-parcheggio:

la prima (che a colpo d’occhio è stata realizzata a monte di via di Lecceto, ma che ha tutta l’aria di essere stata spianata, almeno in parte, su terreno del ragionier Romolo Perrozzi) capace di ospitare 2-3 auto;
la seconda, a valle di via Lecceto, sulla destra a scendere verso Nord, assai capiente e sfruttabile anche per una decina di auto. Avete capito benissimo: anche una decina di auto.

Senza parole

Questo fatto è sufficiente a farvi capire che trasformare un orto di cavoli in un parcheggio per una sola auto (i lavori di spianatura, infatti, li effettuava l’ex-cuoco Sergio Luciano Giuseppe Meoni), non aveva assolutamente alcun senso, perché quel cosiddetto parcheggio privato, poteva solo servire a rompere il cazzo a qualcuno. Cosa che – come vedrete in séguito – avverrà puntualmente più tardi anche grazie a una giudice in servizio a Pistoia: la dottoressa Daniela Garufi. Ma questo sarà un capitolo a parte – e assai divertente – garantito!

Il 24 aprile 2008, l’ex-cuoco Sergio Luciano Giuseppe Meoni è lì che spala e spiana per realizzare un parcheggio. Il comandante della polizia municipale di Quarrata, Oliviero Billi, vista la mail, incazzato come una biscia, disturbato mentre era, evidentemente, in un placido sonno dentro il suo comodo ufficio presso il comando, decide di mandare a Lecceto un non-si-sa-chi dei suoi agenti. E poi, ma solo 2 giorni dopo (il 26 aprile alle 12:14) a salire – controvoglissima – lui stesso a controllare e… guardate cosa risponde alla proprietaria, che lo ha svegliato, e al dottor Giuseppe Aronica, il segretario generale, pure lui chiamato in causa dall’allarme dei lavori in corso:

From: Oliviero Billi
To: [proprietari 10-12-14]
Cc: giuseppe aronica
Sent: Saturday, April 26, 2008 12:14 PM

Oliviero Billi

Subject: Re: COMUNICAZIONI RELATIVE ALLA RICHIESTA DI INTERVENTO IMMEDIATO E FORMALE DIFFIDA PERVENUTA IN DATA 24.04.2008.

IN RIFERIMENTO ALLA RICHIESTA DI INTERVENTO DI CUI ALL’OGGETTO SI COMUNICA CHE DA APPOSITI SOPRALLUOGHI EFFETTUATI IN LOCO DA PERSONALE DEL COMANDO SCRIVENTE IN DATA 24.04.2008 E DAL SOTTOSCRITTO IN DATA 26.04.2008, NON È STATA ACCERTATA ALCUNA VIOLAZIONE ALLE NORMATIVE CHE DISCIPLINANO L’ATTIVITÀ EDIFICATORIA NÉ AD ALTRE NORMATIVE.
SI INVITA PERTANTO LA S.V. AD ASTENERSI DAL RICHIEDERE INTERVENTI URGENTI A QUESTO CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE IN ASSENZA DI ADEGUATI PRESUPPOSTI.
DISTINTI SALUTI.
IL COMANDANTE DELLA PM
(GEOM. OLIVIERO BILLI)

Commento. Già una mail di un ufficiale, tutta scritta in maiuscola, lascia perplessi anche in considerazione del fatto che la scrittura maiuscola si connota, di per sé, come qualcosa di autoritariamente tracotante; qualcosa di anomalo sotto il profilo comportamentale.

Nun me tocca’, lasciame sta’ ca è meglie…

Ma su questo più chiaro potrebbe essere qualche illustre scienziato tipo Alessandro Meluzzi

Il colpo di grazia, però, sta tutto in questa frase: «SI INVITA PERTANTO LA S.V. AD ASTENERSI DAL RICHIEDERE INTERVENTI URGENTI A QUESTO CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE IN ASSENZA DI ADEGUATI PRESUPPOSTI». Il dettato è chiarissimo ed equivale, in buona sostanza, a un: «Senti, Cosa! Vedi di non rompere i coglioni che qui ci s’ha da fare!».

Non voglio affondare oltre il coltello nella piaga incancrenita; ma seguo, pari pari, quello che scrive il geometra Billi:

il 24 aprile ha mandato su qualche suo subordinato (chi? boh?)
il 26 aprile si è scomodato lui stesso (che fatica!)

Cosa hanno fatto sia i suoi emissari che lui stesso? Hanno parlato con qualcuno? Hanno parlato con l’ex-cuoco Sergio Luciano Giuseppe Meoni? Manco p’ ’o cazzo! C’è uno straccio di verbale, in cui si spiega cosa si è visto, fatto, detto, pensato, sentito, chiesto? Manco p’ ’o cazzo!

Nella lettera della proprietaria dei civici 10-12-14, si leggeva «il signor Sergio Meoni – che vi è già noto [ in séguito capirete anche perché – n.d.r.] – sta eliminando i muretti di cui alla foto allegata e sta, presumibilmente, modificando la destinazione dei fondi al presumibile scopo di far transitare veicoli sul luogo». I vigili inviati il 24 aprile se ne sono accorti? Manco p’ ’o cazzo! E il comandante Billi, due giorni dopo, il 26 aprile, se n’è accorto? Ne fa parola? Ce lo spiega? Manco p’ ’o cazzo!

Questa è la pubblica amministrazione italiana e parte dei suoi brillanti funzionari. Ma, per i comunali, le parole «sta eliminando i muretti di cui alla foto allegata» hanno un senso o sono semplici scorregge che escono dalla bocca?

Ma non c’erano un monte di vincoli…?

Come fo, io, cittadino, a fidarmi di gente così, scusate? E soprattutto: il geometra Billi ha fatto una relazione, sia pur sommaria, alla proprietaria svillaneggiata (magari dicendo quale altro vigile avesse inviato a Lecceto) o si è semplicemente permesso di parlare raccontando frottole e mostrando tutta la cafonaggine di una struttura burocratica, che si arroga il diritto di mandare affanculo i cittadini che pagano gli stipendi?

Così l’ex-cuoco Sergio Luciano Giuseppe Meoni, pur avendo a disposizione due aree a parcheggio, capienti per almeno 12-13 auto, grazie all’incuria, all’ignavia e alla malavoglia del comandante Billi e del suo equipaggio, poté tranquillamente realizzare, e senza alcun disturbo, tutto ciò che volle e come lo volle fare a prescindere.

Nella puntata di domani vi racconto – e vi mostro per filo e per segno, con documenti tutti ufficiali e pubblici – i bei risultati dell’azione di repressione abusi edilizi ai tempi non del Coronavirus, ma del geometra Oliviero Billi e del sindaco Sabrina Sergio Gori, secondo la quale «Quarrata è un posto… dove si vive bene».

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21. Anche allora, al Comun non c’era nessuno, ma eran tutti fòra!

«Alla fine tutto torna» disse l’aborigeno australiano che aveva tirato il boomerang sul cranio a un canguro…


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