quarrata, gioie & dolori. LECCETO E ROGNE. ERANO DIECI NÉ GIOVIN NÉ FORTI E TUTTI STORTI (DI CERVELLO). 20 – Parte 2

Amici cari – direbbe il sen. Razzi di Crozza – quando vi fate i cazzi vostri, vedete almeno di farveli bene. Lo stato è partito in tromba con 10 cavolieri e il Comune di Mazzanti – quello che permette da sempre a cani e porci di fare il loro porco comodo – si è sùbito attivato con una procedura d’infrazione…

 

Godetevi il cesso del duce. Qui lo vedete a sinistra, in mattoncini rossi. È lì dagli anni 30 e non ha mai dato noia a nessuno: ora si scopre che non ha licenza! Sticazzi! Anche il Comune di Quarrata dopo un secolo arriva! Bravo eh?

 

POCO CEMENTO, UN CESSO E UN FIL DI LUCE

E TREMAN TUTTI. CHE È TORNATO, IL DUCE?

 


 

Peggio della Collina del disonore, il film con Sean Connery. C’è un cesso senza licenza fatto ai tempi del duce: roba da arresto. E una piattaforma di lancio per le missioni Nasa di 1m. x 1!

 

QUALCHE GIORNO FA, e precisamente il 16 settembre, pubblicai la storia di 10 prodi cavolieri della cavola rotonda (ma anche rotonta…) che si erano presentati all’uscio di mia figlia in via di Lecceto 12 a Montorio; che volevano entrare in casa per forza; che volevano identificarla per forza; che non vollero identificarsi con i loro rispettivi tesserini di servizio.

Erano stati chiamati – probabilmente – da due signori molto originali che abitano da quelle parti e che, voi conoscete già dalle mie cronache; e che dal 1995 ad oggi, su quella collina, hanno fatto più danno della grandine.

Tutti gli esposti, le note, i richiami, da me personalmente inoltrati al gran Comune di Quarrata, non hanno mai trovato séguito alcuno grazie agli intrallazzi del vigile Oliviero Billi (addetto agli abusi e poi comandante della polizia municipale); all’architetta Nadia Bellomo; al geometrO Franco Fabbri e, in ultimo e dopo il 2013, al geom. ing. Iuri Gelli, scelto da Mazzanti a caso – anche se ormai è quasi certo, viste le reticenze intorno a quel nome, che la casualità forse erano legami familiari con il signor senatore Dario Parini (vi dice nulla il nome?).

Ecco: dieci-dodici esposti, o non so quanti, e i cari confinanti (Quartetto Cetra prima e duetto Sergio Luciano Giuseppe Meoni e gentile signora compagna Margherita Ferri Gautier) hanno potuto fare di tutto senza un cazzo di permesso o con permessi ammezzàti a furbastri.

Il 16 settembre, invece, per un semplice esposto – che pubblicherò non appena ne sarò in possesso: perché le puttanate vanno portate integralmente in piazza e sempre –, 10 cavolieri della cavola rotonta si sono presentati a Lecceto (fra Vigli del Fuoco, che avrei giudicato più intelligenti e ponderati; e carabinieri forestali: i forestali, a mio avviso, sono sempre stati dei punti interrogativi, però… Mi spiace per loro).

Amici cari – direbbe il sen. Razzi di Crozza – quando vi fate i cazzi vostri, vedete almeno di farveli bene. Lo stato è partito in tromba con 10 cavolieri e il Comune di Mazzanti – quello che permette da sempre a cani e porci di fare il loro porco comodo – si è sùbito attivato con una procedura d’infrazione.

La montagna ha partorito il topolino. E ci sono voluti 10 agenti tutti insieme!

In pratica tra Europa e comunisti italiani la differenza è zero: se Palamara dice quel che dice di Salvini, Salvini va a giudizio lo stesso; se Napolitano ha ciucciato miliardi dall’Unione Sovietica, quello non conta: erano santi!

Il Comune di Quarrata, che in termini sovietici ragiona, è stato molto contento di rompere il cazzo alle proprietà di via Lecceto penserei (posso pensarlo o no?) anche per rivalsa trasversale per tutto il casino che gli sto stampando (e che continuerò a stampargli, stia certo) sulle strade perse dall’ingegner Gelli e non solo; e sulle stronzate che, ognidì, vengono fuori dalle fogne cittadine. Gli consiglio di ascoltare La locomotiva di Guccini, perché quella è la fine di chi, con evidenza solare, discrimina i propri cittadini come fa Quarrata, che a chi ha, dà; e a chi non ha, toglie. Grande democrazia da stampare sulla bandiera cittadina!

Dieci cavolieri si sono presentati inviati, scriteriatamente, da un ingegnere capo dei vigili di Pistoia e da un comandante di Stazione pistoiese della Forestale. E sapete che cosa hanno trovato di tutto ciò che cercavano? Un bel cazzo di niente perché hanno scoperto:

che lì c’è un cesso di 1m. x 1m., altezza circa due m. che non ha licenza
che lì c’è una pericolosa linea elettrica volante dal civico 10 al civico 16

che lì c’è stata una violazione gravissima della normativa antisismica e idraulica tale da mettere a rischio l’intero Montalbano (una piattaforma da bombolone da gas, con pratica in via di definzione in questi giorni)

Sti cazzi! direbbe Armando Duval (Gigi Proietti) in La signora delle camelie! Ma che nella pubblica amministrazione ci finiscano, spesso e volentieri, degli emeriti impreparati, vi sembra cosa di poco danno? Chiamare e parlare la proprietaria non sarebbe costato meno in tempo e denaro? Ma lo sciocco guarda il dito invece della luna – amano ripetere sempre i compagni comunisti radical chic!

Dieci stipendi per una mattina di 10 cavolieri la cui pesca è stata una pòera sardina come quel ricciutello inebetito di Mattia Santori, che ora può cantare Imagine dei Beatles a cuor leggero perché ha vinto Giani.

E ora veniamo ai fatti nostri e chiamiamo ciascuno alle proprie responsabilità.

IL CESSO DI UN METRO PER UN METRO

ALTEZZA DUE

La scoperta del famoso “òvo sodo” ad opera della équipe Vigili del Fuoco / Forestali

Quando scrivo di continuo che i comunisti italiani non conoscono una sega di storia, come vedete ho perfettamente ragione. Ed ecco perché.

Per quale motivo si deve essere scemi quando è più facile agire assennatamente? Hanno cercato – come scrive il grande Comune perditutto di Quarrata – nel posto sbagliato. Se fossero stati meno superficiali di quanto lo sono di solito, avrebbero scartabellato non il nulla come hanno fatto, ma le foto aeree dal 1948 in poi.

E allora, questi emeriti incapaci con lauree e diplomi, si sarebbero resi conto che quel cesso lì era una memoria storica di quel duce che loro odiano a morte, perché Mussolini ordinò, per motivi di igiene, che la gente non cacasse in casa negli orinali, ma andasse a farla fuori in gabinetti di quel tipo che allora venivano chiamati eufemisticamente loghìni. Cari somari & capre gentilissime: dove ve lo caccerete, ora, quel cesso fascista che sarà abbattuto perché non ha ragion d’essere?

La vedete la linea elettrica volante pericolosissima? È lì dal 1945. Ma la grande quercia verde, che fine ha fatto? Chi l’ha tagliata, signori Forestali?

 

LA PERICOLOSISSIMA LINEA ELETTRICA VOLANTE
NEL CERVELLO VUOTO DEI “CAVOLIERI”

Ri-sticazzi! Ho ritrovato le foto del 1961 (le persone che ci compaiono sono tutte morte…) e quel filo c’è, ma c’era sempre stato. E ciò per un semplicissimo motivo: che il civico 16 è una dipendenza del civico 10. E se vuoi accendere una lampadina in quella casetta che il duetto Sergino-Margherita vuole ad ogni costo (e non avrà mai), la proprietà cosa deve fare? Chiamare l’Enel Servizio Elettrico Nazionale per farsi costruire un elettrodotto da 25000 volts come quello che passa 200 metri sopra a Lecceto, dove non si può più giungere perché il ragionier Romolo Perrozzi ha ostruito e chiuso 3 strade interpoderali di servizio? Ma siamo scemi o facciamo da idioti?

LA PIATTAFORMA

DI CAPE CANAVERAL FARÀ CROLLARE IL POGGIO

Violazione di cosa, intelligentoni che al mattino fanno colazione con pane e volpe, fette di mazzillero e ombra di campanile? Ma non vi rendete conto di quanto siete incredibilmente ridicoli? In 10 siete partiti in tromba per arrivare a catturare una lucertola?

Io credo che abbiate dato sufficiente prova di incapacità tecnico-amministrativa; di cialtroneria, di pressappochismo e di «me ne fotto tanto paga il popolo»: ma proprio per questo non mancherò – prometto – di presentare un ricco esposto alla Corte dei Conti per danno erariale se non peggio.

E A QUESTO PUNTO

L’ESPOSTO LO FACCIO IO E PUBBLICO

Lecceto. Che pace prima che arrivassero i vicini creativi! Qui siano nel 1961

 

Tornate a corsa a Lecceto e rivedete, passo passo, lo sbancamento destinato a parcheggio del duetto Sergino-Margherita.

Tornate a corsa a Lecceto e andate a fare il sopralluogo a una vicinale occlusa (via di Lecceto o Bindino) agli Arancini.

Tornate a corsa a Lecceto a vedere tutte le interpoderali chiuse dal ragionier Romolo Perrozzi.

E vedete di riportare le cose al pristino stato, senza far finta di non notare un cazzo, come al solito.

Le interpoderali erano funzionali anche agli incendi boschivi: perciò non solo materia dei Forestali, ma anche dei Vigili del fuoco e del Comune, che non vuole intenderla in nessun modo, ma gli tocca.

I vicini creativi | sono allegri e son giulivi: | sempre in moto e ciuccelloni | san sol rompere i coglioni!

E a proposito di sicurezza degli alberi, signori Forestali, dov’è finita la bella quercia verde che ombreggiava il passo sull’aia a comune nella foto? E tutte le querce massacrate nell’area dello sbancamento dei Ferri-Meoni, quello sì davvero nocivo dal punto di vista sismico e idrogeologico? Provate a rispondere a cose serie, invece di cercare il pelo nell’òvo!

Anche perché, fin dall’inizio della mia crociata, avete ricevuto tutti i miei articoli: ma secondo il costume della pessima amministrazione italiana, i giornali si fanno a pezzi per appenderli al chiodo del gabinetto.

Ogni volta che esce uno di questi argomenti, viene spedito a questi indirizzi pec e non pec:

comune.quarrata@postacert.toscana.it; protocollo.prefpt@pec.interno.it; arpat.protocollo@postacert.toscana.it; tpt31715@pec.carabinieri.it; com.salaop.pistoia@cert.vigilfuoco.it; prefettura.prefpt@pec.interno.it; com.pistoia@cert.vigilfuoco.it; com.prev.pistoia@cert.vigilfuoco.it; fpt43552@pec.carabinieri.it; sindaco@comune.quarrata.pistoia.it; prefettura.pistoia@interno.it; i.gelli@comune.quarrata.pt.it; urp@comune.quarrata.pt.it; m.bai@comune.quarrata.pt.it; g.romiti@comune.quarrata.pistoia.it; g.razzino@comune.quarrata.pt.it; s.niccolai@comune.quarrata.pistoia.it; silvia.montagna@interno.it; f.marini@comune.quarrata.pistoia.it; tommaso.coletta@giustizia.it; coordinatorequarrata@vab.it; aib.quarrata@vab.it; info@legambientequarrata.it; d.bandaccari@comune.quarrata.pistoia.it.

Possono bastare? E che fanno le persone che ricevono gli avvisi? Muovono 10 cavolieri della cavola rotonta e basta?

Mi fate vergognare di essere italiano!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21 di cittadino incazzato nero

«È tutto un magna magna!» [Johnny Stecchino]

 


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