quarrata, gioie & dolori. LECCETO E ROGNE. ERANO DUE FRATELLI E UN CUGINO E OGNUN TIRAVA L’ACQUA AL SU’ MULINO. 20 – PARTE 3

Qualcuno ha considerato volgare la vis polemica con cui ho scritto e rappresentato la reale situazione? Mi spiace di nuovo: ma tutti credono di essere professori in tutto, mentre più normale sarebbe che, calandosi nei panni di chi ha tanto subìto e sofferto, comprendessero che loro per primi non hanno fatto il dovere riguardo a ciò per cui erano pagati e a cui erano tenuti a dare risposte mai date!

 

C’è un’altra via che possiamo battere, però, per cercare di liberarci da certe zecche nate apposta per scassare la minchia: scrivere la verità. Io non sono mafioso; non sono massone; non sono di nessun partito di potere e non sono neppure cognato di senatori del Pd: io so fare solo una cosa. So scrivere e per questo ho scritto tutto e continuerò a farlo. E tutto quello che ho scritto è la pura, sacrosanta verità – ve la ricordate Annarita Spinaci, 1967? Sanremo, Quando dico che ti amo

 

LA SICILIA E PALERMO SONO UN FIORE

RISPETTO A CHI SGOVERNA A TUTTE L’ORE!

 


 

Senza parole

 

DICEVA CICERONE che oratori si diventa, ma poeti si nasce – proprio come gli scemi del villaggio. Il modo di dire è che in un villaggio c’è un solo scemo: lo scemo del villaggio, appunto. Ma le cose non stanno proprio così o sarebbe troppo semplice. A volte il vento di tramontana ammucchia le foglie secche dell’inverno agli angoli delle porte. A volte quel dio che non c’è – come ci mostrano il Vaticano e Bicciu – ammucchia certa roba in un unico luogo: e allora sono dolori per i poveri mortali.

Cosa possiamo fare per difenderci dalla stupidità umana? I modi di reagire sembrerebbero sostanzialmente due: prendi contatto con i fratelli Bianchi o ti rivolgi a chi di dovere. E chi è che è di dovere? La risposta è facile: le forze dell’ordine, il tribunale.

Ma ci sono sempre due fratelli e un cugino e ognuno di loro tira l’acqua al suo mulino. Dal 1995 – data in cui il Quartetto Cetra: Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Margherita Ferri, Mara Alberti e Gionni Dainelli – acquistarono terre e casa a Lecceto di Montorio; e dal 1998 – data in cui la stessa cosa fecero i coniugi rag. Romolo Perrozzi e prof. di francese Antonia Compagnucci – la pace sociale fu liofilizzata: perché sia i primi che i secondi altro non fecero che rompere i coglioni a tutti e snaturare la pettata Nord del Montalbano, con il fattivo aiuto del Comune di Quarrata (Ufficio Tecnico, geometri [Franco Fabbri e Giorgio Innocenti], architetti [Nadia Bellomo], vigili urbani [Oliviero Billi – che ora sta litigando, mi dicono, nella Lega, perché vuole essere il prossimo candidato sindaco di Quarrata: poerannói! – e Marco Bai, succeduto a Billi.

C’è un’altra via che possiamo battere, però, per cercare di liberarci da certe zecche nate apposta per scassare la minchia: scrivere la verità. Io non sono mafioso; non sono massone; non sono di nessun partito di potere e non sono neppure cognato di senatori del Pd: io so fare solo una cosa. So scrivere e per questo ho scritto tutto e continuerò a farlo. E tutto quello che ho scritto è la pura, sacrosanta verità – ve la ricordate Annarita Spinaci, 1967? Sanremo, Quando dico che ti amo.

Mi hanno preso per – e mi considerano – il famoso scemo del villaggio: ma nella cultura classica i pazzi erano la voce degli dèi, come i profeti d’Israele nominati nella Bibbia.

S.E. il rag. Perrozzi non ha mai avuto trattamenti di favore dal Comune di Quarrata. Guardate: aveva fatto i lavoro tutti da sé senza autorizzazioni; avrebbero dovuto essere rimossi. E invece? Glieli sanarono senza battere ciglio: grazie anche al geometrO Giorgio Innocenti. Ma questi non sono favori, vero? Questi, per certi sangueblù, sono… atti dovuti. E uno poi non si dovrebbe incazzare! E in aula mostreremo anche altro…

Così il ragionier Romolo Perrozzi, con due avvocatoni e minacce, si è sentito offeso perché ho detto che ha avuto trattamenti di favore dal Comune di Quarrata: e mi ha denunciato. Bravo, batto le mani a questo autocrate che non intende riflettere su sé e sui propri errori. Ha dato prova di essere quello che è, un baiulo integratissimo che si dà tante arie, ma non vuole dirci in cosa si sia laureato e dove (checché ne dicano i suoi augusti difensori legali). E che nega di essere stato favorito dal Comune di Quarrata. Peccato che le carte cantino diversamente.

Quando Sua Eccellenza decise di fare guerra a mia figlia e al suo compagno (poi vorrei proprio sapere perché) e, dopo avere convinto tutti gli altri a firmare una lettera contro di loro, una lettera che ho già pubblicato, questo sussiegoso signore piazzò catene con cartelli di passo carrabile su piazzole che altro non erano che aree di servizio e di svincolo di Via Vicinale di Lecceto/Bindino, com’era sempre stato da tempo immemorabile.

Il Comune fu fatto da me intervenire e l’improvvida architetta Nadia Bellomo emise una ordinanza di rimozione delle catene, affidandone l’esecuzione ai vigili urbani che, tanto per cambiare, non fecero un cazzo. Sua Eccellenza, il conte di Pescina, non solo tenne le catene al loro posto, ma a distanza di poco (e nonostante le indicazioni da me fornite al Comune) ebbe la grazia dei passi carrabili che s’era costruito ancor prima di averne il diritto. Perché c’è chi pòle e chi non pòle!

Con questo bel regalo del Comune, Sua Eccellenza e i suoi augusti familiari, hanno impedito, dal 2008 ad oggi, la possibilità, per chiunque, di andare liberamente a Lecceto e godere, nei modi di legge, delle proprietà proprie o in uso regolare. Ci sono decine di testimoni che possono dire che appena ti fermi lì, dinanzi alla contea del Perrozzi, si affaccia qualcuno che chiede cosa vuoi e ti intima di levarti dai coglioni il più alla svelta possibile.

Eppure il ragionier Perrozzi si è lamentato (e, quel che mi fa impressione, il giudice sembra volerlo ascoltare…) sostenendo di essere vittima di violenza privata, di azioni di stalking e altre varie nefandezze.

E le persone miti cosa sono? Figli di un dio minore...? Qual è il messaggio che passa dalle stesse istituzioni, o uomini illuminati della legalità?

E chi ha subìto per 12 anni di fila le limitazioni più elementari della propria vita (vivere in casa propria senza rotture di palle da parte di nessuno); senza dover essere svillaneggiato, insultato, deriso e trattato da merda, da parte di sì nobil sangue aquilano: questi qui (fra cui sono anch’io, persona che non può fare visita alla figlia perché, se lascia la macchina dove l’ha sempre lasciata da una vita senza limitazione alcuna, viene denunciata come violentatore dei sacri diritti della corona perrozziana) non conta un cazzo? Non ha voce? Non ha diritti che ha avuto da sempre prima che arrivassero gli unni? Non può muoversi perché fa parte dei subumani peggio dei negri? Vorrò vedere cosa accadrà in aula: ne sono proprio curioso. Ma questa Italia governata da progressisti imposti dall’Europa, mi fa schifo e mi fa vergognare di essere italiano.

A fianco di Sua Eccellenza, il Conte di Pescina, due suoi vassalli satelliti, Lucianino da Carmignano e la Margheritona, che pare ma non è affatto buona, hanno organizzato il loro l’ultimo show, quello della task force che, in 10, si è recata a Lecceto, come avete letto nei giorni scorsi per fare fare grossa a una zanzara.

Ma la cosa più significativa sono state le balle, le stronzate, le scorregge che hanno diffuso su tutta la terra (hanno scritto a mezzo mondo, mi dicono). La più sonora di esse era che il Montalbano era a rischio perché mille litri di propano erano stoccati in un impianto non a norma nella terra del civico 10-12.

I vicini creativi | sono allegri e son giulivi | sempre in moto, ciuccelloni, | e ti rompono i coglioni! – Procurato allarme o… Corte dei Conti? E se si facessero tutt’e due le cose? O dovrebbero farlo gli stessi Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali?

Per forza vigili del fuoco e carabinieri forestali sono corsi su in 10! Peccato però che l’unico gas che era stoccato a Lecceto fosse quello dei peti dei loro poveri cervelli: l’impianto era vuoto, perché la ditta (una delle più autorevoli e qualificate della nostra provincia) non ha ancora terminato i lavori e, perciò, non ha mai fatto alcun rifornimento di gas.

I due “allarmisti” – che forse meriterebbero un’ipotesi di procurato allarme: e su questo dovrebbero concentrarsi carabinieri, vigili del fuoco e procura – dovrebbero loro pagare le spese per aver messo in moto 10 lavoratori pubblici senza alcun motivo e a danno anche di persone che non erano coinvolte in un bel nulla.

Mi risulta che qualcuno delle forze dell’ordine se l’è presa a male. Mi dispiace: dovrà farsene una ragione, come anche chi scrive se ne sta facendo una ragione da oltre vent’anni – di cui 12 tremendi – senza mai aver avuto una risposta sufficiente e congrua da parte di nessuno di loro.

Qualcuno ha considerato volgare la vis polemica con cui ho scritto e rappresentato la reale situazione? Mi spiace di nuovo: ma tutti credono di essere professori in tutto, mentre più normale sarebbe che, calandosi nei panni di chi ha tanto subìto e sofferto, comprendessero che loro per primi non hanno fatto il dovere riguardo a ciò per cui erano pagati e a cui erano tenuti a dare risposte mai date!

La pietà è santa, ma il medico pietoso fa la piaga puzzolente. Una volta che mi sono incazzato, tutti hanno cominciato a correre: in un vero stato democratico questo non sarebbe normale. Ma in questa Italia in cui abbiamo un presidente che è stato eletto da un parlamento illecito; un governo – dopo altri 5 – che nessuno ha votato; una magistratura superlottizzata da Palamara & C., il dovere del cittadino qual è? Forse è tenuto ad essere uso a obbedir tacendo e tacendo morir? Io non credo e, soprattutto, mi rifiuto di crederlo: perché sono un cittadino maleducato e non un milite qualsiasi. Ed è per questo che sono ancora di più indignato da certe indignazioni che dovrebbero far diventare la faccia rossa di vergogna a chi niente ha fatto mai nel corso di un bel quarto di secolo di cacca.

Siamo noi cittadini normali che abbiamo il diritto di indignarci con chi vuole insegnarci i mestieri senza saper fare e senza voler fare il proprio. La vera volgarità non sta nelle parole aspre e selvagge, note anche a Dante, ai classici, agli scrittori e ai poeti di ogni età e nazione: è quella delle autorità che, a un cittadino che chiede di vivere in pace, rispondono, di fatto, facendo finta di non vedere niente e mandandolo direttamente a quel paese.

Mazzanti e Bai, siate logici. Non potete sempre scrollarvi tutto di dosso con una spallucciata. Comunque i dipendenti del Comune sudano troppo...

Come anche il Comune di Quarrata: a cui sono stati richiesti i documenti per poter organizzare la difesa (ci si difende entro 10 giorni, si tenga presente) il giorno 22 settembre scorso, data della notifica dell’atto di addebito, e fino a questo momento, 28 settembre, cioè 6 giorni dopo, non ha trovato il tempo materiale di trasmetterne le copie alla persona interessata mettendola in grado di poter godere di un diritto costituzionale, art. 24 – uno dei più sputacchiati in questo paese.

Un ottino risultato, quest’Italia senza pudore, di cui, ripeto, mi vergogno di essere cittadino. E lode a tutti quei pensionati che scappano a gambe levate da questo regime di insofferibile vergogna.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Mandatemi sotto processo perché chiedo il mio.
Ma l’unica risposta dinanzi a queste situazioni
è una sola data: 1789. E studiate storia, capoccioni!

 

LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI (I BISCHERI)

Domani, magari, vi racconto di quando Sergio Luciano Giuseppe Meoni rilasciò falsa testimonianza in tribunale a Pistoia dinanzi alla giudiciA Daniela Garufi e la procura della Repubblica mandò tutto all’archivio (leggasi: cestino della cartastraccia)… E vi pubblico gli atti (impuri)

 

Libertà di stampa…? Ma dove? In Italia?

 

 

La funzione della stampa vera è informare, non leccare il culo a chi esercita il potere. Di leccaculi ce ne sono fin troppi!


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