quarrata, gioie & dolori. LECCETO E ROGNE NEL COMUNE DELLA LEGALITÀ DELL’AVV. FRANCESCA MARINI, DEI DIRIGENTI A COSTO MASSIMO E DEI VIGILI-SHERLOCK HOLMES CHE VEDONO UN FILO ELETTRICO MA NON NOTANO NEMMENO UN PONTE DI BROOKLYN

Se dico che il Comune di Quarrata discrimina, dico sostengo e sono in grado di dimostrare che il Comune di Quarrata discrimina i suoi figli e pièzz’e core… Tirate fuori le carte, amministratori e funzionari pubblici!

 

Due confinanti piuttosto bizzarri hanno allertato mezzo mondo facendo salire 10 dipendenti pubblici 10 a Lecceto perché “sarebbe potuto saltare il Montalbano” a causa di un deposito Gpl, peraltro vuoto e in via di realizzazione e regolarizzazione. Ho chiesto ai 10 Cavalieri Templari intervenuti di denunciare i bizzarri per «procurato allarme» e non solo. Ora vediamo cosa faranno Comune e forze dell’ordine…

 

ISPEZIONE DELL’ONU: SI CAMMINA

PER TE SU UN FIL DI LUCE UNA MATTINA. . .

 


 

Oliviero Billi. Non ricorda nulla dell’epoca, ma è certo di avere fatto tutto a regola d’arte…

 

LA GENTE si scandalizza e il sor Perrozzi mi querela e mi trascina in tribunale (finalmente!), perché ritiene di essere stato offeso, dato che sostiene che io ho detto che non tutti i quarratini sono figli e pièzz’e core dello stesso livello per il progressismo illuminato di Mazzanti, di Gelli, della Razzino e del Bai.

L’amico Billi-Popeye si scandalizza e si strappa i capelli per le mie affermazioni. Altri – come certi miei conoscenti, che dal 1995 fanno il cazzo che vogliono a Lecceto – scatenano un esercito di dieci (ele)fanti di Annibale contro mia figlia e il suo compagno: ma se dico che il Comune di Quarrata discrimina, dico sostengo e sono in grado di dimostrare che il Comune di Quarrata discrimina i suoi figli e pièzz’e core.

Per il Mazzanti e la sua jazz band, malconsigliata da dirigenti come il Gelli, che ci costano un occhio della testa e non compicciano un cazzo perché perdono tutto, dalla tramontana alle strade; e – lo dico e lo sostengo con le carte – ignorano volutamente verità ed elementi universalmente noti e rintracciabili da sempre: per tutti questi furboni, io sono uno da non farci caso perché sono matto. E soprattutto perché preferisco (e molto assai, devo dire) che siano gli altri a chinare la testa dinanzi al costante puttanaio amministrativo di un organismo che solo impropriamente viene definito Comune: perché il Comune è di tutti, mentre quello di Quarrata appartiene a una ristretta (anche di cervello – basta esaminare il complessivo livello culturale medio) jazz band.

Mi dispiace: ma questa è la mia opinione e tale resta finché sono, sarò e resterò in possesso della carte che cantano non bandiera rossa, ma noi vogliam PDio. E ve lo dimostro: anche se il prefetto Iorio non muove un dito, non accerta nulla, fa finta di non sentire e – così facendo – permette, con un complice silenzio, il perpetuarsi di una pessimissima dis-amministrazione. Ma si sa: chi comanda non vuol grane, nella repubblica delle banane!

 

I FATTI

 

Ora vi leggete questo bel documento in *.pdf e cominciate a rimuginare sulla realtà effettuale della situazione di Lecceto.

Quando la gente è creativa e sono creativi anche i notai, allora accade che si vende come «proprietà esclusiva» anche ciò che si trova sulle parti a comune. Se vi sembra che questo sia uno stato di diritto, preferisco vivere al Polo Sud con i Pinguini Imperatore. Eppure il geometrO Franco Fabbri (desaparecido) gli ha condonato tutto: «fatti salvi i diritti dei terzi». Bel Comune Quarrata, eh? Ma dove siamo, me lo volete dire, furboni dalla testa vuota?

La brava gente che nei giorni precedenti il 16 settembre, con un esposto allarmistico degno di una denuncia per procurato allarme) ha fatto scattare a Lecceto l’Operazione Normandia (10 persone, pagate col nostro denaro, a zonzo inutilmente sul Montalbano per dare la caccia a un filo elettrico e poc’altro); la brava gente che da anni fa, a Lecceto, come cazzo vuole, mentre i comunali gliele passano tutte: questa brava gente che rompe il cazzo da mane a sera, i cosiddetti vicini creativi, si sono arrogati il diritto di recintarsi – tentando di appropriarsene – una bella porzione di parte a comune che, in quanto tale, è, come ben sa perfino il famoso can di Betto, inalienabile, invendibile e incomprabile (se non secondo precise regole di proprietà/possesso) e assolutamente non usucapibile.

Ma loro (e soprattutto quel genio del loro avvocatone di Firenze, il signor dottor avvocato Roberto Ercolani) hanno fatto a loro arbitrio. E il Comune (da Billi al geometrO Franco Fabbri e non solo) ha fatto di tutto perché tutto andasse a puttana e causando la nascita e lo sviluppo di un’inutile e dannosa conflittualità fra cittadini. È questo il fine della pubblica amministrazione?

Così i vicini creativi hanno recintato un bel pezzo di corte a comune e ci hanno fatto sopra fregi e spregi, pavimentandolo con lastre di porfido e arricchendolo con orridi nani Loacker che bontà.

Attenzione: avevano ricevuto da me anche una diffida a fare lavori sulle parti comuni senza il permesso dell’altro condomino, nella fattispecie mia madre Lapini Bruna: quella che, secondo l’ufficio tasse scasse del Comune della jazz band, non abita, dal 6 dicembre 2016, al cimitero di Lucciano, accanto al cosiddetto Villano; ma risiede ancora in via di Lecceto 12. Le zucche! mi par che dica Renzo nei Promessi Sposi.

I vicini creativi | sono allegri e son giulivi | sempre in moto, ciuccelloni, | e ti rompono i coglioni!

I vicini creativi, sempre in moto e ben attivi, hanno operato intensamente sulla parte a comune. Mi sono dunque chiesto (quasi a fine agosto scorso) se avessero o no il permesso o la licenza di fare quel che avevano voluto.

Ho perciò scritto, il 20 agosto, a mezzo Comune. Ho chiesto spiegazioni in merito; e il giorno seguente ho avuto la ricevuta della consegna della posta Pec.

Ho chiesto l’accesso, ma sinceramente mi pare che, ad oggi, 8 ottobre 2020 (cioè a distanza di ben oltre i 30 giorni di legge: per l’esattezza 48, più di un mese e mezzo) nessun cane si è degnato di darmi una risposta o… di pisciarmi sui piedi. E mi è venuto da pensare alla democrazia che si adatta alla perfezione a quella canzoncina della chiesa di Bergoglio che fa:

Ai nostri fratelli
afflitti e piangenti,
calcioni nei denti
e senza pietà!

 

L’OTTICA DEL COMUNE

DELLA JAZZ BAND

 

Partigiani in ciabatte. Ma quanti prodi Anselmi, madama Dorè, ma quanti resistenti!

Questa è – nei fatti – l’ottica del Comune della jazz band. E non bastano un sindaco inesistente; una segretaria che è muta; una giunta che gira in ciabatte con il distintivo da partigiano all’occhiello delle infradito; un comandante dei vigili che non sa come rintracciare un cittadino per telefono o un cognato di un senatore del Pd che ride come l’uomo di Victor Hugo e che, di fatto, è il padrone del Comune e del suo territorio: non bastano, tutti questi, pur coalizzati, a fermare la voce di un vecchietto frustrato, ottuso e problematico (dice il Billi, che però mi perdona: e io, da ieri, dormo meglio per questo…) come me, che tuttavia, dalla sua parte, ha una forza incontrastabile; quella, da dopo Tangentopoli, in disuso in Italia, la verità oggettiva.

Tirate fuori le carte, amministratori e funzionari pubblici dei nostri zebedèi! E non mandate 10 persone a spasso una mattinata intera per dare ascolto a chi, da quando è lì (1995), non ha fatto altro che scorreggiare come ha voluto con la vostra santa benedizione apostolica fratelli tutti un corno di Bergoglio!

I vostri grand’òmini hanno scoperto un filo elettrico, a Lecceto. Cazzo, che vista! L’avessi io, che quasi non ci vedo più a forza di osservare e analizzare la pubblica merda!

È sfuggito a tutti, però, il meglio e il più evidente della torta:

porfidi perfidi e lavori di macroscopica evidenza da me segnalati, ma in odor di protezione perché giammai sgamati

telecamere a grappolo sulla via di pubblico accesso con occhi piantati in ogni direzione anche verso le proprietà altrui

scassi di intere dorsali di roccia che stanno facendo scivolare il monte a valle e che provocano danni alla proprietà a confine (ma questa, per i furboni, è materia privata…)

rapature, credo non autorizzate, di intere quercete sulle terre sbancate al di fuori del progetto “licenziato” dai vari Fabbri & C. (bravi carabinieri forestali!). Su questo sbancamento, nonostante le risposte random/cazzuali fornitemi, tornerò in futuro, cari e gentilissimi Gelli & Bai!

Marco Mazzanti. Ma è sicuro che il sindaco sia lui…?

Ora devo fare una domanda al sor Perrozzi e alla jazz bandMazzants go home”: ritenete che questo sia un comportamento consono al dovere di imparzialità della pubblica amministrazione o dovreste piuttosto lasciare l’Italia e ritirarvi a Sant’Elena come dei Napoleoni con la manina sullo stomaco con reflusso esofageo?

C’è un solo modo per respirare di nuovo senza mascherine a Quarrata: e non è ridere e far finta di nulla, come sembra stia suggerendo il geometrO ingegnerO Gelli – che ha ben poco di Leonardiano da Vinci – a tutta la jazz band. È, invece, prendere la granata di scopa che adoprava, quando ero ragazzo, il primo spazzino del Comune di Quarrata; il famoso e proverbiale “spazzino di Colecchio”, che andava in giro quando il Comune era Comune e di tutti, e non gestito da jazzisti i cui coglioni li tengono stretti dirigenti, funzionari e impiegati, lo zoccolo duro del potere fattuale.

Ma dove cazzo l’avete fatta finire l’Italia, o democratici? Nel bidone dello “spazzino di Colecchio”?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21. La verdad y la indignación no se detienen
con una sonrisa estúpida en tu rostro:
verità e indignazione non si fermano con un sorriso da ebeti sul grugno…

 

«S’HA A DURÀ’ DELL’ALTRO»

DISSE BATMAN?

Anche Batman, dinanzi all’evidenza, | s’era rotto e avéa perso la pazienza!

 

SE DIO CI FOSSE non permetterebbe l’esistenza di certe logiche sconnesse. Il Billi – che non vuole capire – mi ha mandato, ieri sera, il perdono e i saluti sul commento che gli ho dedicato. Eccoli:

Edoardo, pensi che io abbia avuto un’infanzia frustrata? Ma tu guarda che combinazione, anch’io penso la stessa cosa nei tuoi confronti, anzi, penso che tu abbia avuto non solo l’infanzia, ma tutta la vita frustrata, altrimenti non si spiega tutto il rancore che provi verso il mondo intero! Io al contrario sono tranquillo come una Pasqua e non provo rancore nei confronti di nessuno, neanche nei tuoi, nonostante le cattiverie che scrivi sul mio conto, senza una ragione. Comunque te l’ho detto, io non riesco a portare rancore nei confronti di nessuno perché il rancore fa stare male chi lo prova e non chi lo subisce! Buona notte e buona vita!

There is no one like me, I’m the only one in the world…

Due sole razzatine. Intanto il Billi mègliora (pistoiese): è passato dal Lei distaccato di prima, a un confidenziale e distensivo “Edoardo”. Un effetto c’è stato. In séguito potrà recuperare a settembre prossimo con la ministra Azzolina.Sul resto, rispondo come diceva sempre la mia nonna; analfabeta, una di 12 figli della bisnonna Laurina e del nonno Milio Bracali, che non sapeva né leggere né scrivere e conosceva solo i numeri della sveglia, ma è campata fino a 85 anni pur vedova, con due figli e morta di fame e di miseria fino a dopo il 1945:

«Se due hanno una combattina (da noi collinari, Billi, vuol dire scontro verbalen.d.r.), bisogna che chi ha cervello la faccia finita lui, per azzittire chi non ce l’ha!».

Buona notte e buon riposo. E grazie del tuo perdono: ora sì, vo di sicuro in paradiso anch’io!

 


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