quarrata, gioie & dolori. LECCETO/MONTALBANO E ROGNE. IL RAGIONIER PERROZZI SI INCAZZA E MINACCIA CHI VUOLE SOLO VIVERE IN PACE. 16.3 i

Il sindaco Mazzanti distribuisce bandierine della città, simbolo di amore, cuoricini, coesione, tarallucci & vino e zucchero caramellato; mentre il suo staff amministrativo concede di tutto e di più a chiunque faccia sfacciatamente come gli pare e piace. Così abbiamo un Comune che discrimina «chi pòle da chi ’un pòle nemmen respirà’»…

 

Tutto questo serve solo per preparare la strada ai pezzi di domani, dopodomani e dopo quanto è necessario: perché proprio stamattina, dopo che il gentilissimo ragioniere mi ha rotto i coglioni in tutte le maniere dal 2007-2008 ad oggi, con infinita gentilezza mi ha fatto anche giungere una formale diffida da uno dei suoi potenti legali…

 

CHI VUOL FAR PROVA DELLA SCORTESIA

METTA UN  VILLANO RICCO IN SIGNORIA

 


Guardate la foto. Ora riuscite a vedere come stanno le cose? O siete daltonici e non vedete le strade rosse che sono state tappate dal ragionier Perrozzi?

 

COSA TI ASPETTI di meglio da chi crede di aver comprato un monte intero e arriva e modifica lo stato dei luoghi; snatura tutto; chiude tutto; recinta tutto; mette catene dappertutto; cancelli dappertutto e inizia, gentilmente, a rompere i coglioni nullificando usi, costumi, tradizioni locali, servitù di diritto e di fatto, anche se ha comprato (e il suo contratto è chiarissimo) nello stato di fatto e di diritto di chi le cose, le case e le terre gliele ha vendute?

Vedete? Quando un Comune – e intendo dire quello di Quarrata, del sor Mazzanti che stampa e regala le bandierine della coesione disegnate da Marcello Scuffi – lascia che tutti facciano quel che cazzo vogliono grazie agli architetti, ai geometri e agli ingegneri dell’ufficio tecnico, i risultati non sono, come dice il sindaco, quelli attesi da

una comunità che vive in pace ed in armonia;
una comunità solidale e coraggiosa, che riesca a trovare in sé stessa la forza per superare anche i momenti più difficili;
una comunità che non si lasci incattivire dalla paura e abbrutire dalla miseria, ma che riesca a mantenere sempre la dignità e la saggezza delle parole e dei gesti;
una comunità che ancora speri nel futuro e che si impegni a lasciare ai propri figli un mondo migliore di come lo ha trovato;
una comunità di fratelli e sorelle, che trovino nell’unione tra diversi, nella reciproca vicinanza e solidarietà, i valori da trasmettere a chi verrà

No, le cose non stanno proprio così; anzi, al contrario, grazie a dipendenti cialtroni, un Comune come Quarrata ha favorito e lasciato scoppiare guerre di trincea da tutte le parti; ha tolto la tranquillità ai propri cittadini: ma soprattutto, nonostante gli sciacqui di bocca con la Costituzione: ha discriminato alcuni e li ha resi dei paria al servizio di altri che, arroganti, capricciosi, sostanzialmente poco intelligenti, hanno fatto e disfatto a loro piacimento: e sempre rompendo le palle ad altre e più educate e pacifiche persone. A cui il Comune della perfezione risponde, ad ogni loro osservazione, con la solita ed unica risposta che conosce l’arroganza del potere: «Non mi scassare la minchia, porta tutto in tribunale e levati dai piedi!».

Perché siamo uno degli ultimi paesi al mondo? Fra i più corrotti e meno salvabili? Per il fatto che i nostri amministratori (dai Comuni in su e per ogni dove), spesso semianalfabeti, fanno schifo e hanno generato una classe di pubblici dipendenti assai simili ai Kapò dei Lager polacchi: punitori e con licenza di impunità, qualsiasi cosa facciano.

LECCETO… IN CARTOLINA

Questo gentile signore, personaggio pubblico in quanto libero professionista assai noto a Quarrata, venuto da Pescina (provincia dell’Aquila), ha trovato, nella Città del Mobile, spazio e successo: ha – come si dice – fatto i quattrini. Bene, bravo e applausi. E buon per lui!

Poi, grazie a questa fortuna, ha deciso di passare da un appartamento a un rustico riadattato, status symbol: e ha acquistato il fu-podere di Cecco Bellini (ex-Fattoria Baldi-Papini di Montorio e ex-Paolo Cavalieri di Prato) con diversa terra e casa in Via Vicinale di Lecceto n. 1, mi pare.

La cancellata degli Orti di Cesare. In questi giorni qualcuno ha tolto il cartello del Comune di Quarrata e della zona a protezione paesaggistica… Mistero della fede

La Via Vicinale di Lecceto e/o Bindino, è una di quelle che il geom. ing. Iuri Gelli e il comandante Marco Bai (polizia municipale) hanno perso sulle carte: perché qualcuno, evidentemente, è passato di notte e ha sostituito tutta la mappatura ufficiale quarratina con il nuovo catasto di Marte.

Se siete curiosi di vedere cosa e come ha comprato il ragionier Perrozzi, scaricate da qui il suo contratto di acquisto e ve ne renderete conto – a meno che non siate geometri e tecnici del Comune di Quarrata, gente che non vede le cose o se le vede, le perde dopo due minuti.

Il ragionier Perrozzi ha comprato tutta roba che conteneva di tutto di più. Guardate con attenzione cosa:

«Le vendite avvengono a corpo (relativamente agli appezzamenti di terreno come sopra venduti sub PRIMO al numero 1) sotto le lettere b) e c), al numero 2) ed al numero 3)), con tutti diritti, ragioni, azioni, accessioni, accessori, dipendenze, pertinenze, servitù eventuali attive e passive, comodi, diritti proporzionali condominiali, nulla escluso; nello stato di fatto e di diritto in cui quanto venduto si trova così come goduto e posseduto fino ad oggi dalle rispettive parti venditrici».

Ora si dà il fatto (stato di fatto, vedi sopra) che nelle terre del Perrozzi ci fossero tre strade interpoderali (su una delle quali stava il lavatoio pubblico comunale di Lecceto) e due piazzole che, da tempo immemorabile (quindi: stato di fatto = stato di diritto) erano sempre state di assoluto uso pubblico per i residenti dell’area e per chicchessia: e così erano sempre state viste e vissute, godute e possedute, dalla Fattoria Baldi-Papini di Montorio e da Paolo Cavalieri, parti venditrici a Perrozzi.

Non sto a dilungarmi: per questo ci sarà, alla fine, il tribunale. Aggiungo solo che il ragionier commercialista Romolo Perrozzi, a volte e da alcuni chiamato dottore, prima chiude l’aia in cui confluivano le tre strade interpoderali di cui ho parlato; poi fa una cancellata da Orti di Cesare e chiude anche le tre strade di cui parlo; poi, nel 2008, piglia e tira due catene sulle piazzole, sempre state di uso pubblico, con appesi cartelli di passo carrabile.

Attenzione: il passo carrabile non era stato ancora chiesto né ottenuto, ma il ragioniere fa come gli pare. Viene presentato un esposto alla polizia municipale e i vigili arrivano. Fanno sopralluogo e rilievi e una gentile signora, l’architetta Nadia Bellomo, rileva che non c’è concessione e che le catene vanno levate; e demanda ai vigili urbani l’esecuzione della rimozione di catene e cartelli.

Le avete viste sparire, voi, quelle catene? Io no. Ho invece visto il massimo disprezzo di tutti (Comune, vigili urbani, giudice Niccolò Calvani del tribunale di Pistoia) nei confronti della situazione che si sarebbe creata con la concessione spuria dei passi carrabili: il blocco di qualsiasi forma di vivibilità e di disimpegno della località di Lecceto.

Lecceto Perrozzi. Ecco che fine ha fatto la piazzola Est che era da sempre di uso pubblico, anche se il ragioniere lo nega…

Nessuno tiene conto di una decina di persone che dichiarano che quelle piazzole erano sempre state libere da sempre: in culo ai cittadini che, nell’ottica del Marchese del Grillo, non sono un cazzo.  Con gli esposti, in Comune a Quarrata, perlopiù si fa carta igienica, caro prefetto Iorio e cara procura della repubblica di Pistoia.

Anzi: la signora Bellomo (autrice di molti altri fatti e misfatti, di danni e sopraffazioni: se volete tutte le prove, ve le do e ve le pubblico, a cominciare dalla zona bassa della Laghina…) regolarizza ex post (cioè da dopo) la richiesta tardiva di passo carrabile e permette al ragioniere di tenersi le sue catene.

Ma tenete ben presente anche un altro fatto (stato di fatto del contratto): non è che il signor ragionier Romolo Perrozzi abbia sete di parcheggi. A due metri di distanza dalle piazzole che ha voluto chiudere, ha tutto lo spazio del vecchio pagliaio dei Bellini, in cui possono trovare parcheggio 4 o 5 auto. E poi, all’interno della cancellata degli Orti di Cesare (con tanto di cancello, mi pare, elettrico) ha spazio per almeno 20 auto: che, fra l’altro, da lì, possono addirittura salire direttamente fino dinanzi alla porta di casa sua.

Per cui la domanda è: a che fine le “catene rompicazzo” per tutti i residenti locali, se non quello, appunto, di fracassare i coglioni? Solo per riaffermare, in astratto, il principio della proprietà? Ma tutti ne erano già pienamente consapevoli, perdìo!

Non pago di tutto questo malessere arrecato e provocato ad arte, il gentile ragioniere, rompe i coglioni a chiunque vada in via di Lecceto. Si affaccia, o fa affacciare gente di casa sua, e chiede o fa chiedere, a chi è sulla strada, «perché sta lì, chi cerca e chi vuole». È peggio della Turchia di Erdoğan: i musulmani sono venuti via dalla Balcania e si sono trasferiti a Lecceto.

E tutto questo non lo fa una sola volta: lo ripete ossessivamente a macchinetta, a disco rotto – perché, forse, pensa che altri capiscano come lui, alle decima o ventesima volta soltanto.

CONCLUSIONE
IN ATTESA DI GIUDIZIO

Tutto questo serve solo per preparare la strada ai miei pezzi di domani, dopodomani e dopo quanto è necessario: perché proprio stamattina, dopo che il gentilissimo ragioniere mi ha rotto i coglioni in tutte le maniere dal 2007-2008 ad oggi, con infinita gentilezza mi ha fatto giungere una formale diffida da uno dei suoi legali.

Lecceto Perrozzi. La piazzola Ovest come è stata incatenata. Dietro c’è la proprietà Giacomo Martini-Paola Gori

Con gli avvocati, il ragionier Romolo Perrozzi è partito da Pistoia con Patrizio Rosi; poi è passato a Prato con Diletta Lastraioli; infine, forse non sentendosi opportunamente sicuro, è sceso nella città del giglio magico ingaggiando Paolo Landoni.

I documenti dell’inumana demenza ve li pubblico e ve li faccio leggere nei prossimi giorni. Uno per uno: così che possano restarvi meglio impressi in testa. Garantito che vi divertirete.

Capito, anche tu, sindaco Marco Mazzanti, ex-mio scolaro delle medie, & congrega?

Parto domani con la lettera dell’avvocata Diletta Lastraioli e prosit!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21. Tutti pretendono di fare come vogliono.
E le stelle stanno a guardare…

Ragioniere…

 

Vent’anni di angherie, rotture di palle, umiliazioni, abbaiate, offese, urla e strilli, solo perché un ragioniere ha comprato una casa e un pezzo di terra e ne ha fatto quel che ha voluto con il bollo dei comunali?
Sarebbe questa la bella e nobile comunità, di cui parla il sor Mazzanti? E voi, avvocati (spesso mi chiedo come abbiate fatto a laurearvi – ma poi penso a Conte e a Bonafede…), sapete leggere e scrivere o no?
«Io non crèto», diceva il senatore Razzi di Crozza.


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