quarrata, gioie & dolori. LECCETO/MONTALBANO E ROGNE. LA STORIA DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE SMARRITO. 19

Ho rinnovato la domanda di avere delibere, determine e contabilità, perché se le cose stanno come le ho rappresentate, il signor Comune di Quarrata, nella persona del signor Sindaco Mazzanti e dei suoi dirigenti, funzionari e via dicendo, ha evidentemente speso quattrini pubblici (di tutti) urbanizzando strade private come le vicinali

 

Ecco un miracolo nel bosco sacro. All’improvviso la notte si illumina e i pastori possono andare verso la capannuccia…

 

SE SPARISCE LA LUCE IN MEZZO AL BOSCO

CHI RITROVA LA VIA SE È TUTTO FOSCO?

 


 

STAMATTINA, 15 settembre, quando ho pubblicato una sonora tirata di orecchie per Marco Mazzanti – e , come Dante, non me ne pento punto –, ho anche promesso ai miei lettori che li avrei gratificati con una storia che indica, incontrovertibilmente, il livello della qualità delle prestazioni dell’Utc sotto la diretta sorveglianza del geom. ingegner Iuri Gelli. Ed eccomi a mantenere la parola.

Credo che chi mi ha seguito fino a questo punto sia a piena e perfetta conoscenza del fatto che al Comune di Quarrata, dove anche i vigili fanno perfettamente il loro dovere (parole di Mazzanti), si smarrisce di tutto e tutto vola per troppi spifferi di vento: hanno smarrito le strade vicinali e invece c’erano; hanno smarrito le strade interpoderali, ma perché non le vogliono vedere in nessun modo. Ma il vero giallo di questi ultimi giorni è lo smarrimento di un’intera linea di illuminazione pubblica: e non è che sia una cosa da niente, perché sono 15 lampioni che, partendo da Montorio, salgono, salgono, salgono e… dove mai finiscono? Direttamente all’Agriturismo degli Arancini e, detto un termini volgari, in un tratto strada vicinale che il Gelli sostiene non esserci da quelle parti!

In precedenza, e proprio per confutare la stupida arroganza di certi uffici, avevo richiesto i documenti relativi a quell’impianto di illuminazione. E volete sapere cosa mi hanno sbolognato i comunali agli ordini di Gelli? Mi sono visto recapitare tre cagate di determine (le trovate in Pdf qui) tutte risalenti al 2004 (cioè 16 anni fa!) a firma di un gioiellino del disfacimento territoriale di Quarrata, la purtroppo famosa architetta Nadia Bellomo Dugheri Viendallapiscina (dal mare non poterva venire, era troppo per lei).

Vi si parla di «installazione di punti luce stradali isolati», ma io avevo chiesto il conto dell’impianto Montorio-Arancini, linea che, essendo stata fatta dopo il 2013, ricade – se così è – sotto la diretta responsabilità dell’ingenger Gelli che perde ogni cosa. Perciò mi chiedo: avere protezioni familistiche doc, rende più intelligenti di un povero bischero mortale come me?

Ho rinnovato la domanda di avere delibere, determine e contabilità, perché se le cose stanno come le ho rappresentate, il signor Comune di Quarrata, nella persona del signor Sindaco Mazzanti e dei suoi dirigenti, funzionari e via dicendo, ha evidentemente speso quattrini pubblici (di tutti) urbanizzando strade private come le vicinali.

Gabriele Romiti. Ma lui sa solo ridere? Mi pare un po’ paco… Ci era o ci faceva?

Ora seguitemi nell’ultimo passaggio. Se gli ultimi 5 lampioni della linea terminano all’Agriturismo Arancini, quegli ultimi 5 lampioni a chi servono se non alle due signore che gestiscono l’Agriturismo? Ma perché favorire alcuni e smeleggiare altri che non chiedono opere costose, ma il semplice ripristino delle piazzole di sosta e delle vie interpoderali  che il ragionier Romolo Perrozzi si è chiuso come gli è parso e piaciuto? Ed è discriminazione o no permettere ad alcuni tutto e ad altri neppure i limiti minimi della sopravvivenza?

Perché il problema di Lecceto è e resta sempre il solito: i proprietari del fondo intercluso si devono levare dai coglioni. Se ricordate il Quartetto Cetra (Mara Alberti, Gionni Dainelli, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Margerita Ferri) pretendeva una casa in cambio di 1 e 1 soltanto posto auto e per una sola targa. Ma siamo scemi?

A casa mia tutto questo sa di estorsione – allo stesso modo di Leonardo Bassetti che per 600 metri di terra senza valore voleva incassare 50 milioni delle vecchie lire esentasse «o altrimenti a casa tua ’un tu ci vai!».

La mia risposta è semplice e chiara. Fra tutti (magistrati compresi, perché le zampe nella melma ce le hanno messe anche loro) mi avete talmente rotto i coglioni, che l’unica cosa che dovete fare è andarvela a prendere in culo di corsa. E non mi si venga a dire che dopo 13 anni di rottura di palle, uno non ha il diritto di dire, chiaramente, ciò che pensa.

Caro ingegner Gelli: io aspetto la sua contabilità di questo bel pastrocchio del sindaco Mazzanti e del suo fido vice il Romitino.

Le foto sono state fatte dall’amico Salvatore Maiorano con il suo cellulare in un giorno di pioggia infame…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21. Ma dei principi del diritto
che ne avete fatto? Pelle di becco?

Quando camminate per Quarrata, non vi cade il viso in terra? Riuscite ancora a tenerlo attaccato? Cosa adoperate, il Bostik?

 

ANTOLOGIA DELLA PRESA DI CULO

 

 

Gelli manda le determine di Nadia Bellomo
 

Primo lampione davanti alla casa degli Attucci
 

Secondo lampione situato nel cosiddetto pari
 

Terzo lampione situato nel Barchieri
 

Quarto lampione poco prima della casa dei Guerrieri
 

Quinto lampione davanti alla casa Guerrieri
 

Sesto lampione dopo la casa dei Guerrieri
 

Settimo lampione verso l’Agriturismo Il Calesse
 

Ottavo lampione dinanzi al Calesse
 

Nono lampione al bivio Carraia-Lecceto
 

Decimo lampione – casa Martini-Gori
 

Undicesimo lampione dopo la casa Martini-Gori
 

Dosicesimo lampione nella natura del bosco
 

Tredicesimo lampione, in vista del traguardo Arancini
 

Quattordicesimo lapione. E la luce è servita
 

Avete scoperto chi è quello stronzo che ha fatto sparire il cartello del Montalbano?

 


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