quarrata, gioie & dolori. LECCETO/MONTALBANO E STRADE INTERROTTE, CANCELLATE, MURATE, INCATENATE, DISCONOSCIUTE ETC. UN PENSIERO PER IL COMUNE, I CARABINIERI FORESTALI, I VIGILI DEL FUOCO E “LEGAMBIENTE”. 21

Palermo, caro Marco Mazzanti (che a Palermo di sarebbe chiamato Mimì), è un fiore rispetto alla cacca di questo nostro sciagurato Comune che, alla faccia dell’imparzialità, come ti sto dicendo da un paio di mesi senza che ti riesca aprir bocca, sotto il tuo colore rosé ha favorito chi ha voluto, e ha rovinato chi gli stava sul cazzo a discrezione dell’Utc

 

Come l’abito non fa il monaco, così la bandiera non fa una nazione (vedi l’Italia, ostaggio di bande di politici squilibrati): e questo mio discorso (credetemi) non fa una piega…

 

ALL’OSTERIA, DA SBRONZI, SONO DÈI

MA ALLA PROVA DEI FATTI SOL BABBEI!

 


 

Guardate e leggete | leggete e guardate. | Non fate i carciofi, | i carciofi non fate!

 

IL SIGNORE DEGLI ANELLI o Harry Potter non sono nulla rispetto alla saga (ma per chi, come me, l’ha vissuta: alla sega) di Lecceto ai tempi non del colera, come nel romanzo di Márquez, ma dei collerici nuovi arrivi inseritisi a secco e di forza in un contesto di cui non conoscevano niente e che hanno letteralmente stravolto e distrutto. E non solo per colpa loro, ma con l’assoluta complicità di mezzo ufficio tecnico-urbanistico del Comune di Quarrata e della polizia municipale della declassata e decaduta Città del Mobile qual piuma al vento.

Ricordare fa bene alla salute. Lo ha sottolineato anche il sindaco Mazzanti quando ha distribuito bandierine da fiera di Quarrata. Quelle che il non-presidente della repubblica gli ha permesso di stampare e di cui il prefetto – l’uomo che non parla mai – gli ha consegnato, come jus soli et bandierae, il decreto inutile del non-capo della repubblica.

Come l’abito non fa il monaco, così la bandiera non fa una nazione (vedi l’Italia, ostaggio di bande di politici squilibrati): e questo mio discorso (credetemi) non fa una piega.

Se le cose stanno così, di chi è la colpa, mia…?

Le strade, di qualsivoglia tipo siano state (anche se il geom. ing. Gelli non ci crede, seguito a ruota dal Bai), se sono state sempre aperte da sempre, tali hanno da restare: e il geometro Fabbri, con l’aiuto dell’Oliviero Billi e della Nadia Bellomo (e non solo), meglio avrebbe fatto a fare meno il bischero ed ad ascoltare e valutare con maggiore attenzione gli esposti e le osservazioni che in 20 anni gli ho ripetuto e riproposto fino alla nausea.

Questo contratto l’ho firmato io, il geometrO Franco Fabbri, la Nadia Bellomo, il geometrO Oliviero Billi o il ragionier Romolo Perrozzi? E perché le conseguenze delle delle chiusure devono ricadere sul groppone di chi abita o si reca a Lecceto?

Ma la testa c’è o non c’è. E non c’era per ascoltare me, ma c’era – caro Mazzanti con gli occhi spalancati come un Occhione che manca alla tua inutile bandiera – la mattina in Comune per ascoltare qualcuno e non altri; il pomeriggio negli studi di geometri (plurale di geometrO) o di ingegneri quarratini che presentavano i loro progetti in Comune a quegli stessi a cui davano lavoro (e ordini) nel pomeriggio e in privato per gli esiti delle commissioni edilizie del giorno successivo.

Palermo, caro Marco Mazzanti (che a Palermo di sarebbe chiamato Mimì), è un fiore rispetto alla cacca di questo nostro sciagurato Comune che, alla faccia dell’imparzialità, come ti sto dicendo da un paio di mesi, sotto il tuo colore rosé ha favorito chi ha voluto, e ha rovinato chi gli stava sul cazzo.

So benissimo che voi mi considerate matto: ed è per questo che io mi sono mosso e sono andato da uno bravo. Ma alla fine il luminare della scienza che mi aveva in cura mi ha detto che… il problema siete voi, non io!

Guardate un po’… È bastato un esposto di qualche stronzo imbecille, per farvi muovere con una task force di dieci – fra vigili del fuoco e carabinieri forestali – che alla fin fine hanno forse trovato solo un topo morto. Non sono bastati 10 o 12 mie segnalazioni ed esposti per farvi muovere una volta dico una: è evidente che in voi c’è qualcosa che non va.

Oggi vi gratifico non con una bella tessera dell’Anpi che – stante la situazione – è un insulto ai partigiani d’Italia e della libertà, ma con un rinnovato invito-esposto pubblico a rivedere le cazzate che avete fatto e avete lasciato fare finora.

Non è mai troppo tardi per pentirsi né per imparare a leggere e scrivere – e credo che ne abbiate proprio bisogno, fra tutti.

Rossella O’Hara in Via col vento [grazie a Elisabetta Bernardi]
Ripubblico questi documenti per i più duri di comprendonio e per spianare la via a Legambiente Quarrata che, forse (e se non fate niente per intimidirla), credo voglia fare una gita a Lecceto. Speriamo che non sia cieca come all’Utc o come te, sindaco delle non-decisioni. Intanto divertiti con la bandierina di Quarrata e la tesserina dell’Anpi. E vediamo cosa sarà domani.

Perché domani – lo dice anche la Rossella in Via col vento – è un altro giorno una sega!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Io parlo con la lingua che ho imparato anche da Dante
(oltre che dal Benigni che vi piaceva tanto) e con l’articolo 21.
La “continenza” ce la insegnano la chiesa di Bergoglio e Becciu
con i suoi scandali; i tribunali con le nomine alla Palamara;
i politicamente corretti della sinistra lecca-Merkel…

Non basta una foglia ad assolvere!

 

 

Solo quando ebbe la piena coscienza di avere la coscienza pienamente sporca il signor Adamo si mise una foglia di fico sui coglioni.
Ora tocca a Franceschini (che asino in cultura!) con le mutande alle statue gnùde, e alla sinistra benpensante che, pur non essendo razzista, non vuole i rom ai Parioli.
Ecco perché io parlo come coscienza mi detta: certo di non commettere peccato alcuno.


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