quarrata, gioie & dolori. LECCETO/STRAGE DEL TERRITORIO. TU SCRIVI ALLE ISTITUZIONI E QUELLE, SE TI RISPONDONO, FANNO: «È TUTTAPPÓSTO, ’UN ROMPERE!» . 16.3 c

Passa una ruspa e spiana la Via Vicinale di Lecceto, una di quelle che l’ingegner Iuri Gelli smarrisce nei cassetti dell’Utc. Allora chiami in aiuto il Comune, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale dello Stato, ma ti risponde solo l’assessore Bracali della Giunta Marini: e tu puoi dormire fra due guanciali perché lo tsunami è passato senza lasciare traccia. Il Montalbano è ancora assolutamente vergine

 

Confrontate quest’immagine del 1978/79 con quella che segue. Vi sembra che la strada sia la stessa rispetto a quella che compare sulla foto che segue?

’GNÀ CHE SI SIA DE’ CIÈHI

A ’UN VEDE’ CHE QUI SI BALLA SBIÈCHI!


 

Slarghi dappertutto, ma, per chi ha fatto i sopralluoghi, le fette di prosciutto di cinta senese sugli occhi hanno funzionato davvero bene. Meglio delle mascherine per il Covid!

 

ANCHE STASERA è il caso di farla breve. Ma la storia, attenzione, è lunga e penosa perché inizia addirittura nel 1994-95 e non è ancora finita per tutti i rompimenti di palle che certi cari residenti di via Lecceto pongono ancora in atto.

Scrivere a mezzo mondo è come non scrivere a nessuno…

Nel 1994 Gionni Dainelli, Mara Alberti, Sergio Luciano Giuseppe Meoni e Margherita Ferri sono già tornati di casa in via di Lecceto.

L’estate è passata nella più assoluta tranquillità. Per tutto agosto anch’io ho convissuto pacificamente con il quartetto: ho perfino fatto amicizia con Amadeus, un bellissimo cane – credo – maremmano o abruzzese; una sorta di gigante che, per tutto agosto, è stato accudito e sfamato a pezzi di parmigiano: il cagnone si affacciava alla finestra del salotto mentre ero a tavola, e io davo. Da pacificissimo buon vicino.

La quaterna aveva anche un gatto straordinario e vivacissimo, che io chiamavo Furetto, color champagne, e che ogni giorno riposava con me sul letto, dopo pranzo. E due micetti piccoli, Whisky & Soda, di continuo intorno a me. Buongiorno e buona sera a tutti, nessun problema.

Fine agosto. Lascio, ovviamente, via di Lecceto perché torno a scuola. Ho gli esami. Qualche giorno dopo, mio padre mi chiama e mi dice che il Quartetto Cetra:

ha abbattuto le colonnette di proprietà comune (le vedete nella foto antica)
ha sradicato il lampione comune installato lungo la strada (è visibile anch’esso nella foto)
ha allargato la strada con la ruspa

Le raccomandate partirono, ma quasi non furono lette…

Avessero fatto un cenno, avessero detto una parola. Niente! Son tornato al lavoro e, nel vuoto dell’assenza, hanno iniziato allegramente a fare il cazzo che volevano: e potevano anche farlo, perché, pur scrivendo e pur chiedendo interventi da parte di Comune, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale, solo l’assessore Marcello Bracali risponde. Ma attenzione: dicendo che è tutto a posto.

Mi scappa da ridere per non piangere, quando qualcuno mi parla di Legalità, di Trasparenza, di Istituzioni, di Fiducia, di Dio e del Diavolo.

E l’assessore Marcello Bracali disse…

Oggi vi vi lascio solo questo episodio iniziale. Ci vorranno ancora una decina d’anni, di danni e di scassamento di coglioni, prima di giungere a quella che Saddam Hussein avrebbe definito la madre di tutte le battaglie: il famoso sbancamento di mezza collina per i parcheggi da una decina di auto; lavoro di demolizione stile piramide, fatto a confine e sempre secondo la solita regola.

Quale? Al confinante ’un glielo fa’ sapere, quando fai i cazzi tuoi a cacio e pere!

Non fidatevi delle istituzioni: in Italia lo stato ha smesso di esistere dopo Tangentopoli. Oggi lo stivale è in mano a Alì Babà e, soprattutto, alla banda dei 40 ladroni!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21. La pubblica amministrazione non lavora per, ma contro il cittadino. E tutto quel che vi danno a bere, è solo la “nuova religione” oppio dei popoli della sinistra perbenista e radical: Trasparenza a km Zero e Legalità/Fregalità. E io pago…


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